A cura di Salvatore Scialpi
Pubblicato il 07/02/2008
...una inedita dimostrazione del teorema fornita nel 1876 dal ventesimo presidente degli Stati Uniti, James A. Garfield
Nel corso dei secoli in tanti si sono a cimentati con la dimostrazione del celebre teorema, che del famoso matematico, però, sembra avere solo il nome.Infatti tra le diverse testimonianze note relativa a tale teorema, la prima è contenuta in una tavoletta d’argilla paleobabilonese della dinastia Hammurabi, ritrovata tra le rovine di una città della Mesopotamia e databile tra il 1800 e il 1600 a. C. In questa tavoletta è disegnato un quadrato con le due diagonali.
Il lato del quadrato porta il numero 30, lungo la diagonale troviamo i numeri (in notazione sessagesimale) 1;24,51,10, ... e 42;25,35, ... che riportati in forma decimale danno 1,414213 e 42,42639. Il primo è un'ottima approssimazione della radice di 2; il secondo è la diagonale del quadrato di lato 30, ed è uguale al prodotto di 30 per il primo numero. Un calcolo che prevede la conoscenza del suddetto teorema.
Questo importante teorema, nel corso dei secoli ha affascinato tantissimi studiosi e non solo illustri matematici come Euclide o filosofi del calibro di Shopenahuer. Le dimostrazioni finora date sono state centinaia. Persino il ventesimo presidente degli Stati Uniti, James A. Garfield, nel 1876 formulò un’inedita dimostrazione del teorema insieme ad alcuni suoi colleghi del Congresso, in un "momento di passatempo matematico". "Pensiamo che su questa dimostrazione” - disse – “si possano trovare d'accordo tutti i deputati, indipendentemente dalle loro idee politiche". A differenza di altre dimostrazioni, quella di Garfield, molto bella, semplice ed originale, si fonda sull’analisi delle figure che compongono l’area del trapezio e non richiede la costruzione di alcun quadrato, pertanto si differenzia nettamente dalla classica dimostrazione euclidea.
James A. Garfield, antischiavista, eroe della guerra civile, eletto presidente nel 1880, avviò subito una politica di contrasto alla corruzione politica, procurandosi per questo una folta schiera di nemici che, alcuni mesi dopo la sua elezione, lo ferirono mortalmente con alcuni colpi di pistola.
Questa è la dimostrazione data da James Abram Garfield nel 1876: