
E quando questo capita, scherzosamente facciamo appello a “facoltà magiche” che possediamo, all’essere in grado di indovinare se c’è qualcuno che ci spia. Un gioco che può continuare anche se in realtà non si tratta di facoltà particolari ma più semplicemente di essere recettivi all’energia dell’aura.
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Essendo composta da livelli di energia, ogni aura è in grado di interagire con altre aure. Quando due campi auricinbsp;sono in contatto, entrano letteralmente uno nell’altro e si avverte la presenza di chi ci sta accanto, se ne avvertono le emozioni, ci si sente “osservati”.
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Percependo il campo aurico siamo in grado di capire la necessità contingente di un soggetto e, se questo ce lo permette, di aiutarlo. Si può essere di aiuto anche senza che l’altro se ne accorga, inviando l’energia del nostro campo aurico in maniera discreta. E’ “sufficiente” convogliare la nostra concentrazione su chi riteniamo abbia necessità e dirigere verso di esso pensieri positivi. Questa metodologia apparentemente può far sorridere, ma è stato comprovato che ha una carica molto forte da poter raggiungere soggettinbsp;in qualunque parte essi si trovino.
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Pensare a qualcuno intensamente, cercando di focalizzare il soggetto (visualizzarlo nella nostra mente) e cercando di visualizzare il tipo di pensiero che vogliamo inviare (d’amore, di solidarietà, ecc.) da dei risultati sorprendenti. Questa modalità non è è particolarmente complessa, ma va comunque ripetuta ad intervalli regolari per amplificare la riuscita.
Giangi









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