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Peeling

Un peeling per l'estate: l'acido mandelico

A cura di Roberto Tamborino

Pubblicato il 14/07/2004

Si parla tanto di questo acido, venuto alla ribalta di recente, che avendo un elevato peso molecolare, può essere usato anche nella stagione estiva. Chimicamente appartiene alla stessa categoria dell'acido glicolico, ma è meno aggressivo, poichè penetra meno nella pelle.

foto intervento

L'acido mandelico è un alfaidrossiacido (come il glicolico, il citrico, il malico, il tartarico e il lattico, che sono però acidi a basso peso molecolare) contenuto naturalmente nelle mandorle amare. E' l'ultimo ritrovato in tema di peeling (anche se era conosciuto già da anni, ma non utilizzato) e per la sua particolare conformazione chimica (la presenza di otto atomi di carbonio) assume proprietà peculiari.

Le caratteristiche di questo acido sono di raggiungere una buona capacità esfoliante che lo rendono utile nei danni cutanei da invecchiamento, ove un peeling con questo acido permette di ottenere buoni risultati a livello di riparazione e riattivazione cutanea, senza procurare sostanzialmente ne bruciore, ne dolore. Proprio per queste caratteristiche risulta molto ben accettato dalle pazienti, anche perchè non crea ripercussioni sulla vita sociale.

Le indicazioni cliniche spaziano dall'acne infiammatoria a photoaging e discromie. A questa sostanza sono state riconosciute proprietà antibiotiche (sembra che abbia proprietà antibatteriche superiori agli altri alfaidrossiacidi) e depigmentanti.

In Argentina è stato definito il peeling dell'estate, proprio perchè la sostanza non è fotosensibilizzante  e può essere applicato anche a pazienti con fototipo alto. Tutto ciò non si ripercuote sull'efficacia della sostanza che rimane buona. Inoltre è stato collaudato in abbinamento con altre tecniche e si è rilevata una riduzione dei tempi di guarigione delle lesioni.

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