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Medicina Generale

AMNIOCENTESI

A cura di andrea leonardi

Pubblicato il 29/04/2004

Consiste nel prelevare liquido amniotico per poter effettuare accertamenti relativi allo stato del feto.

Prima di parlare dell'amniocentesi ritengo sia utile descrivere brevemente l'amnion ed il suo contenuto.

L'amnios è una membrana resistente, che, originando dalla placenta, contiene il feto contornato da liquido,  generato dalle proprie cellule, specialmente nel primo periodo della gravidanza, ed in seguito anche dal feto ( polmoni e reni ). Questo liquido, oltre a diverse sostanze, contiene anche cellule fetali.

Tutto l'insieme viene anche definito sacco amniotico ed il suo contenuto liquido amniotico. Il feto, fino al momento della rottura del sacco , al termine della gravidanza, vi è contenuto.

L'amniocentesi consiste nell'effettuare un prelievo, normalmente per via transaddominale, di piccole quantità del liquido sopra descritto.

La si pratica con un piccolo ago, previa disinfezione e dopo esami ecografici, per identificare il punto di iniezione, ed anche sotto controllo ecografico. Di solito intorno al terzo mese di gravidanza.

E' indicata di norma quando può esistere il sospetto di anomalie cromosomiche fetali ( es: sindrome di Down, o alltre ).

Lo studio dei cromosomi e dei loro geni possono chiarire se il feto è normale.

I rischi, quali infezioni, emorragie, perdite eccessive di liquido, sono molto limitati.

 

 

 

 

 

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