UNA GRANDE ESPERIENZA ( 4 )

Quarta parte del diario di un istruttore Buteyko in carcere............

Finalmente è arrivato il giorno del corso, finalmente, sono cinque giorni che non vedo i “ragazzi” e non so come hanno” impattato” con il metodo da soli nelle loro celle.

Mentre mi avvicino al grande cancello d’entrata mi tornano in mente gli ultimi momenti quando prima di lasciarci l’ultima volta, ci si affannava, io a dare le ultime raccomandazioni come potrebbe dare un allenatore ai suoi prima di entrare in campo…..solo che non dovevano entrare in campo, ma peggio, in cella, e loro a chiedere gli ultimi consigli su come comportarsi in caso di attacco di panico.

Stare con loro mi arricchisce sempre di più, sotto tutti i punti di vista…addirittura solamente parlarci insieme mi dà la misura di cosa provano a stare in cella, con la libertà negata e con altre persone che certo non hai chiesto che stiano con te e stanno lì a volte impedendoti anche un minimo di privacy, di tranquillità.

Vediamo spesso cosa succede nei reality in tv quando forzatamente delle persone devono stare insieme, in luoghi nemmeno troppo ristretti e con lussi di tutti i tipi ???!!!!!

Lì si scatenano reazioni delle più incredibili, pensate allora cosa vuol dire stare in una cella di pochi metri quadrati con persone che forzatamente ti stanno accanto e che a volte ci vai d’accordo e a volte no e poi soprattutto chiuso senza possibilità di movimento !!! ????

Io dico sempre che sarebbe molto formativo per tutti vivere anche solo per un giorno l’esperienza del carcere per diventare degli uomini migliori.

Pensiero dopo pensiero ormai ho superato tutte le porte e gli sbarramenti di controllo.

Sento chiamarmi, sono alcuni di loro che da dietro le sbarre cercano di attirare la mia attenzione per farsi “aprire”, sono contento ci sono tutti, anzi ce ne sono tre di più.

Paolo mi dice:…….. istruttore non è contento, qui in carcere si iniziano i corsi in tanti e si finiscono in pochi….vede siamo al completo anzi ce ne sono dei nuovi !

Un po’, a dire la verità, non sono contento di avere persone in più perchè tutta la prima parte teorica per adesso gli mancherà . . . .però devo fare buon viso a cattivo gioco e loro non hanno colpe se non sono potuti venire prima.

I compagni , ad ogni modo, li hanno informati su cosa stava succedendo…si sa il tam tam in carcere funziona ancora e bene.

Stamani sarà un po’ la prova del fuoco ,vedremo di fare esercizi completi da quindici minuti.

Prima di fare gli esercizi un bel momento di condivisione delle piccole esperienze vissute in questi giorni, tutti sono molto entusiasti, tantissime domande e tutte molto pertinenti, alcune anche un po’ maliziosette frutto davvero di una attenzione ben portata alla spiegazione della teoria, alcuni erano riusciti a dormire un po’ di più….e questo per loro è una grande conquista.

E pensare che avevo insegnato loro solo piccoli esercizi ed esercizi di Pronto Soccorso per gli eventuali attacchi !!!

Adesso si faceva sul serio con gli esercizi di riduzione veri e propri ……

Ad ognuno portando l’attenzione al proprio respiro viene insegnato a riconoscere il proprio modo di respirare.

In questo modo si possono riconoscere i propri pregi e gli eventuali difetti.

Spiego come si fa l’esercizio e subito tutti si impegnano nel farlo, cominciando dalle misurazioni iniziali di controllo dove si dimostrano molto precisi ed attenti.

Poi viene il momento dell’imparare come si respira durante l’esercizio Buteyko.

E’ bastato che io avessi fatto vedere come si respira “Buteykamente” che tutti si mettono all’opera con precisione ed applicazione.

Solo Ljuk , che ha un polmone in meno, deve fare l’esercizio in modo diverso.

Guarda gli altri e mi dice : Voglio farlo come loro !

Io mi raccomando di non forzare….sono un po’ teso durante la pausa di controllo, l’ho visto un po’ soffrire…..non ero molto tranquillo, anche se lui mi aveva fatto capire che prima aveva forzato troppo.

( Nella mia esperienza non mi sono mai trovato con qualcuno a cui mancasse un polmone e soprattutto avesse anche un blocco del diaframma)

Faccio fare l’esercizio con gli occhi chiusi, alcuni di loro, sin dal primo esercizio, dimostrano di essersi calati perfettamente nel metodo……….

Passano i minuti, l’esercizio finisce ed io non vedo l’ora di potere misurare ciò che è stato fatto, per vedere se i ragazzi hanno fatto bene !

—————————————–

Fantastico, su dieci , solo uno non ha avuto miglioramenti, gli altri hanno avuto subito un cambiamento ,chi più marcato chi più leggero ma tutti si sentono “diversi” si sentono (a detta loro )” come se il loro sangue scorresse molto meglio e fosse più abbondante”.

Perfino Ljuk ha avuto un significativo abbassamento dei battiti cardiaci ed aumento della pausa controllo (segno di un esercizio ben fatto) !

Dire che sono euforico è dire poco !!!!!!!!!!!!!!

Sento crescere in loro le motivazioni, i loro commenti sono il miglior regalo che qualcuno mi potesse fare.

Tutti mi chiedono quando ci si sarebbe rivisti………….ma purtroppo io non ho date da confermare, prometto che mi darò da fare per fissare ancora degli altri incontri e li tranquillizzo che il corso non è finito…….avremo tanto da fare insieme !

Sento i loro commenti e mi compiaccio di come piano piano le cose stiano andando per il meglio, se solo ripenso alle difficoltà nel mettere insieme il programma, le persone, i locali, i permessi………..

OK è tutto alle spalle, adesso la strada sarà in discesa, .i ragazzi sanno cosa fare ed anche se non ci vedremo per un po’ di tempo sono sicuro che sapranno fare gli esercizi !

Un po’ (tanto) mi dispiace….ma non c’è da attaccarsi , loro devono imparare anche a far da sé.

Prima di finire l’incontro faccio fare loro una prova di visualizzazione così da “allenarli” alle prossime che prevedo faremo insieme già dalla prossima volta.

Saluti a non finire ed occhi che mi parlano di loro della loro contentezza nel fare il corso….

Si intrattiene con me un ragazzo nuovo “Piero”, molto giovane, che mi racconta dei suoi problemi legati a tre patologie che lo stanno distruggendo, l’insonnia , gli attacchi di panico e la depressione.

Lui si drogava già da quando aveva dodici anni e le ha provate un po’ tutte dall’eroina alla cocaina ed ogni volta che è stato in carcere poi ha accusato una forte depressione con forti attacchio di panico……

Mi racconta che ha provato con il training autogeno ed un po’ meglio stava ma purtroppo solo nel momento che faceva l’esercizio…

Adesso “sentiva” che qualcosa di diverso ed a parer suo, più concreto e forte gli stava capitando, tanto che mi diceva che aveva sperimentato l’esercizio e subito aveva sentito sonnolenza…..

“……………speriamo istruttore che stanotte me la dorma !!!!!!!!!

Io gli consiglio di fare gli esercizi due volte al giorno e di non forzare perchè gli esercizi Buteyko sono veramente “forti” e non c’è da esagerare.

Ci salutiamo ed io rimango ancora un po’ da solo a guardare, come sempre, la stanza spoglia, vuota……..

I ragazzi sono di sopra nelle celle e forse stanno già mangiando, mi guardo intorno e mi accorgo che la vita in questo grande paese continua con i suoi ritmi e con i suoi orari.

Prendo la strada dell’uscita e porta dopo porta mi domando quando tornerò . . . non so quando, ma sento che già da adesso non vedo l’ora di riprendere il filo interroto del corso Buteyko con i “ragazzi“.

Grazie “ragazzi” alla prossima !

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Pubblicato il martedì 06 dicembre 2005 in: Buteykamente ,Storie di Vita Vissuta.

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