Miss Italia: la storia

Miss Italia è una manifestazione che, attraverso gli anni, mantiene intatta la sua popolarità. Tutto è iniziato da un sorriso.

1939

È il 1939 quando la quattordicenne Isabella Vernay è eletta Miss Sorriso, vincendo una selezione fotografica ideata da Dino Villani, con la collaborazione dello scrittore Cesare Zavattini, per sponsorizzare una marca di dentifricio: le foto delle concorrenti vengono pubblicate sui settimanali “Il Milione” ed “Il Tempo”.

Dino Villani, nativo di Suzzara, figlio di un funzionario delle Ferrovie, carriera che egli stesso ha seguito, è il creatore di Miss Italia, ma anche del “Premio Notte di Natale” e di altre iniziative a sfondo sociale; pittore e amico di artisti e giornalisti, come Orio Vergani, è considerato il maestro della pubblicità italiana.

1946

Dopo la pausa della guerra, riprende il Concorso, questa volta non più solo fotografico, ma con il raduno delle ragazze e la sfilata in passerella: nasce Miss Italia. E’ il periodo di Stresa (quattro anni di seguito e poi nel 1958): può ospitare la manifestazione poiché la guerra non ha arrecato danni ai grandi alberghi del lungolago ed è facilmente raggiungibile da Milano. Selezionato un gruppo di 40 concorrenti, cercando di rappresentare ogni regione: per tutte, un fine settimana in un ambiente esclusivo, anche se alcune non si presentano per “comprensibili ritrosie di famiglie e fidanzati”. Durante un pranzo all’Isola dei Pescatori, il proprietario del ristorante, per far fronte alla massa degli invitati, chiede la collaborazione delle stesse concorrenti; portano i piatti in tavola la romana Silvana Pampanini e la toscana di Empoli Rossana Martini, proprio le due miss che, insieme a Lilia Landi, sono le favorite per la vittoria.

Di pari passo alla valutazione della giuria, l’Azienda di Soggiorno promuove un “referendum” per designare la vincitrice, senza influire sul verdetto: e qui nascono i contrasti. Il voto…popolare è infatti quasi unanime per la Pampanini, che nella votazione ufficiale è invece a pari merito con la Martini: quest’ultima alla fine viene preferita perché corrisponde “al tipo di donna italiana che i maggiori artisti del nostro Paese hanno scelto a modello ed hanno fatto conoscere a tutto il mondo nei loro capolavori”.

Silvana ottiene comunque l’incoronazione a furor di popolo: nel salone delle feste i suoi sostenitori sono scatenati, volano sedie e devono intervenire i carabinieri.

1948

Anno di emozioni anche il 1948 quando Miss Italia diviene un concorso a carattere nazionale con l’arrivo dell’Enit al fianco degli organizzatori. Giuria con grandi nomi, tra i quali quello di Totò, presente a Stresa per girare un film con la vincitrice del Concorso, “Totò al Giro d’Italia”, e tre favorite, Anna Visconti, Ornella Zamperetti e Fulvia Franco, che ebbe la meglio. Triestina, rappresentante della bellezza “acqua e sapone”, poi moglie del pugile Tiberio Mitri, la ragazza, 17 anni, fu festeggiata al grido di “Viva Trieste” poiché il suo successo ebbe un particolare significato nel momento di tensione per la rivendicazione d’appartenenza di Trieste all’Italia.

1950

Il 1950 passa alla storia del concorso per la presenza di Sofia Scicolone, in arte Lazzaro, futura Loren, giudicata troppo procace per il titolo (in giuria qualcuno la definì “una spilungona male impostata!”), ma premiata con una fascia appositamente istituita, quella di Miss Eleganza. La proclamazione delle vincitrici va in onda per la prima volta alla radio proprio nel 1950
Il Concorso attraversa indenne gli anni del ‘68, della contestazione, del più acceso femminismo. Giocano la carta Miss Italia anche Carmen Russo, Sabrina Salerno, Alba Parietti, Pamela Prati. E poi, negli anni, tanti volti noti: Milly D’Abbraccio, Ombretta Colli, fino a Simona Ventura.
Fedele alla formula vincente, quella di essere un concorso aperto a tutte le “ragazze della porta accanto”, non alle star o alle top model inarrivabili, Miss Italia si è sempre tenuta al passo con i tempi, cercando di interpretare, se non addirittura anticipare, il cambiamento del gusto, delle mode, ma soprattutto dell’immagine e della bellezza femminile. Miss Italia si trasferisce in Calabria dal 1972 al 1977, con un intermezzo in Puglia, a Martina Franca, nel ‘75. Le giornate di Vibo Valentia - dove il concorso fa tappa due anni - Reggio Calabria, Scalea, Sant’Eufemia sono memorabili.

1974

Quella del 1974 a Reggio è considerata una delle più belle edizioni curate da Mirigliani. La città, dopo le tensioni seguite ai moti per il capoluogo, non può ospitare manifestazioni e Miss Italia offre un’occasione d’oro a tutti per “riaprire” la città alla gente con una festa di riconciliazione. I rischi non mancano: 30.000 persone - un pubblico da stadio - assistono allo spettacolo al Lido Comunale con la presentazione di Daniele Piombi

1990
Nel 1990, su suggerimento dell’allora presidente di giuria Maurizio Costanzo, furono abolite le “misure”: il canonico 90-60-90 non sarà più da allora l’incubo delle partecipanti.

1994
Nel 1994 il Concorso apre le porte a mamme e donne sposate: e Mirka Viola, Miss Italia 1987, detronizzata perché mamma di un bimbo di due anni, si prende la sua rivincita. La toscana Beatrice Bocci, sposata e madre di una bambina, si classifica seconda. La novità delle mamme-miss porterà in passerella una concorrente con il “pancione”, Katia Giovannini, e un’altra, Sonia Scarperi, con la figlia appena nata, in braccio.

1995
Nel 1995, tra le finaliste figura per la prima volta una ragazza di colore, Iony Vecchi, nata in Brasile ed in possesso della nazionalità italiana. L’anno dopo una ragazza con le stesse caratteristiche, Denny Mendez, proveniente da Santo Domingo, vince addirittura il titolo. Non era mai avvenuto in 57 anni e l’elezione divide l’Italia: a coloro che esultano – come il presidente del consiglio Romano Prodi - interpretando la sua vittoria come un segnale del cambiamento dei tempi, un passo verso la realizzazione di un’Italia multirazziale, si obietta che la ragazza, pur degna del titolo, non rappresenta la bellezza italiana.

Non manca, nel cammino del Concorso, la curiosità di mamma e figlia elette Miss Italia a distanza di 27 anni, Marisa Jossa nel 1959 e Roberta Capua nel 1986; come la presenza di due sorelle vincitrici del titolo, Layla e Alba Rigazzi, rispettivamente nel 1960 e nel 1965. Nel 1985 per la prima volta al Concorso s’iscrive una ragazza portatrice di handicap, Elisabetta Viaggi, 23 anni, sordomuta dalla nascita, diplomata all’Accademia di Belle Arti: si afferma in una selezione romana e conquista la Finale di Salsomaggiore, dove vince il titolo di “Modella Domani”, classificandosi tra le prime dieci. La ragazza è poi divenuta fotomodella.

1997

Nel 1997 partecipa una zingarella umbra, Vincenza Di Rocco, insieme a tre coppie di gemelle. Stupisce tutti una ragazza coraggiosa e sfortunata, Annalisa Minetti, colpita da retinite pigmentosa: in gara fino all’ultimo per il titolo, ha comunque la possibilità di far sentire la sua bellissima voce e sei mesi dopo vince il Festival di Sanremo.

2000

Un’altra ragazza, per motivi diversi, fa parlare di sé nell’edizione del 2000: è Giovanna Arco, 17 anni, torinese – una curiosa quasi omonimia con la “pulzella d’Orléans” – che sfida Fabrizio Frizzi in diretta tv contestando le sue domande, ritenendole banali. “Non voglio che mi si facciano queste domande – ha detto – stasera parlo io. Noi ragazze abbiamo la nostra personalità ed io sono qui per dimostrare la mia e per far vedere quello che ho dentro”. E’ un piccolo colpo di scena che fa discutere: il giorno dopo, davanti ai giornalisti, Giovanna piange sulla spalla di Mirigliani.

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Pubblicato il sabato 10 aprile 2004 in: '39 Miss Italia

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