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Come agiscono le agenzie-truffa

A cura di Franco Peretti

Pubblicato il 18/05/2004

Nel mondo dello spettacolo la truffa è sempre dietro l'angolo. Principio base è che le agenzie serie non chiedono soldi e nemmeno prendono "cani e porci". Il book fotografico è la truffa più frequente. Altri pagano per prender parte ad un film.

Esistono dei tipi veramente curiosi che circuiscono le belle ragazze spacciandosi per ciò che non sono. Ad esempio l'impiegato delle Poste che si improvvisa talent scout e distribuisce dei vistosi biglietti da visita.
Oppure il disoccupato, mantenuto dalla moglie, che afferma di essere il regista di un film imminente.
E' divertente tutto ciò, ma triste se si pensa che alcuni novizi gli diano ingenuamente retta. Oltre al danno morale, spesso subentra anche quello economico, soprattutto quando molti di questi millantatori decidono di aprire un'agenzia artistica.
Il meccanismo è il solito. Prendono appuntamenti, di solito grazie ad annunci sui giornali, incontrano gli aspiranti attori e gli dicono:
"Hai un viso molto interessante. Di persona rendi molto di più che in foto. A proposito, queste foto non vanno mica bene. Dovresti fare un book dal nostro fotografo".
E così via. Poi chiedono i soldi per l'iscrizione in agenzia. In ogni caso bisogna ribadire una cosa fondamentale: le agenzie serie non chiedono mai, per nessun motivo, soldi per iscrizioni, diritti di segreteria e altre simili assurdità.
Le agenzie vere guadagnano con le percentuali sui lavori procurati ai loro artisti. Non esistono altre spese per gli attori. Per questo motivo le agenzie vere e proprie non prendono "cani e porci", ma solamente attori artisticamente validi.
Alcune pseudo agenzie addirittura fanno pagare l'imposta sul bollo o l'assicurazione. Cose dell'altro mondo!
Nel campo dello spettacolo queste cose non esistono. L'assicurazione, per la precisione, sarà compresa nel contratto che le produzioni cinematografiche, e non le agenzie, stipuleranno con gli attori ingaggiati per un film.
Ricapitolando: in un'agenzia non esistono diritti di segreteria, quote di iscrizione e polizze assicurative. Queste sono solo degli espedienti, a volte preparati con l'aiuto di avvocati disonesti, per truffare gli aspiranti artisti. Spesso questi sistemi vendono denominati "truffe legalizzate".
Per lavorare nel cinema non dovete mai dare soldi a nessuno! Solo quando avrete lavorato in un film, ovviamente con un ruolo di attore, allora dovrete corrispondere la percentuale (in genere il 10% sul lordo del compenso) all'agenzia che vi ha procurato il lavoro e curato il contratto con la società di produzione.
Quasi tutte le agenzie-truffa obbligano a realizzare il book fotografico da un loro fotografo collegato. C'è gente che addirittura ha pagato 4000 euro per un book fotografico! Assurdo! Le foto poi sono penose.
Altre agenzie, oltre al book, propongono dei corsi di recitazione a prezzi sempre esorbitanti. Magari il corso dura una settimana e costa 5000 euro.
Tante altre organizzazioni del genere fanno pagare molto meno, ma solo il fatto che impongono il book fotografico e il corso presso di loro è già una cosa poco seria.
Un'agenzia che si rispetti infatti può consigliare l'attore appena arrivato a farsi delle nuove foto, magari più professionali, ma non impongono mai un fotografo ben preciso. E' l'attore che deve scegliersi autonomamente il proprio fotografo di fiducia.
Ma tutte queste cose, molti aspiranti attori non le sanno, ed è proprio per questo che molti sciacalli se ne approfittano.
Ci sono alcune organizzazioni (a delinquere) che, pensando di essere più furbi degli altri, si spacciano contemporaneamente per agenzia e per produzione, proponendo dei contratti agli attori, che per lavorare, non solo non vengono retribuiti, anzi devono pagare.
Anche a Roma, la città del cinema, ci sono agenzie che pur di convincere il "pollo" a pagare, si vantano di collaborare ai casting di molti film o sceneggiati prestigiosi, quando invece si sono limitati a procurare le comparse.
Altri agenti invece si spacciano casting. Una volta una ragazza si vantava di stare con un'agenzia il cui titolare fosse anche un casting director e che avrebbe avuto il potere di assegnare i ruoli. Una vera e propria barzelletta.
Alcune persone si sentono veramente importanti, al punto che la parola agente gli sta stretta: preferiscono essere chiamati manager.
Sempre nel celeberrimo bar di Roma si aggira da anni un tipo che ostenta una brillante esperienza nel campo cinematografico. Afferma di aver lanciato tanti attori famosi. Praticamente il suo ufficio è il bar, visto che non ha nemmeno un ufficio vero e proprio. È sempre con un agenda in mano ed il cellulare all'orecchio, fingendo di parlare con qualcuno. Possiede un'auto vecchia e modesta, per questo la parcheggia sempre distante dal bar. Il suo unico fine è quello di conquistarsi avventure galanti con aspiranti attrici.

La Redazione di CASTING NEWS

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