Il grifone è, secondo la tradizione, il custode dell’oro gli scritti classici che lo descrivono dicono che avesse un corpo di un leone, la testa e le ali di un’aquila e le zampe con artigli fatali, e a volta la coda di serpente.
Le sue prime rappresentazioni risalirebbero ai babilonesi e agli assiri, sono state ritrovate infatti parecchie statue che lo raffigurano.
Nella mitologia greca essi appartenevano a Zeus.
Eliano ne “La Natura degli Animali”, ci da testimonianza delle sue caratteristiche:
“…è un quadrupede come il leone, munito di artigli particolarmente robusti e simili anche questi a quelli dei leoni. E’ opinione comune che sia alato e che le penne del dorso siano di colore nero, quelle della parte anteriore del corpo rosse; al contrario le sue ali sono bianche…il becco è come quello delle aquile e la testa è come quella che viene raffigurata dai pittori e dagli scultori. … Gli abitanti della Battriana…dicono che i Grifoni fanno la guardia ai giacimenti d’oro della zona, lo estraggono e lo impiegano nella costruzione del loro nido, e i frammenti che da esso cadono giù li portano via gli indiani”.
Nel medioevo era usato come gargoyle sulle chiese e gli edifici.
Anche Marco Polo ne “Il Milione” ci riferisce : ” Dicommi certi mercatanti, che vi sono iti, che v’ha uccelli grifoni, e questi uccelli apariscono certa parte dell’anno, ma non son così fatti, com’e’ si dice di qua, cioè, mezzo uccello e mezzo lione, ma sono fatti come aguglie, e sono grandi…”.
Shana-Lee









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