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SCP! sta crescendo.
Con questo numero è divenuto maggiorenne.
Da oggi somiglia veramente ad un editoriale. Così, mentre io mi limiterò ad annunciarvi l'uscita del nuovo numero via e-mail, voi potrete visionare con comodo il testo e le immagini in un'edicola virtuale.
L'ingombro nella mail-box, a questo punto, è veramente minimo.
È grazie a Giaba se da oggi SOLDATINI CHE PASSIONE! viene pubblicato su SuperEva.
È lui infatti che mi ha offerto questo spazio che spero sarà apprezzato, e soprattutto spero di saperne fare buon uso.
Ma è anche grazie agli incoraggiamenti ed agli apprezzamenti di molti di voi che ciò è possibile.
Di cosa parlerò in questa rubrica lo scoprirò anch'io con voi.
Come sempre saranno bene accetti suggerimenti ed interventi (via e-mail o magari nel forum di mussini che frequento assiduamente).
In attesa della vostra partecipazione, quello che mi prefiggo è di scrivere di soldatini come avviene nei concorsi o nei pub... magari, con l'ambiziosa presunzione di contribuire a divulgare una probabile cultura del soldatino.
Infatti credo che in questi ultimi anni il mondo dei soldatini storici da collezione abbia subito importanti cambiamenti. Dal "toy" in piombo, pasta o plastica, si è passati a qualcosa di diverso.
Se i collezionisti usano parlare di modelli, "pezzi" o autori, è sintomo di una profonda differenza rispetto ai prodotti del passato.
Sicuramente questa trasformazione del "soldatino" è dovuta ai nuovi materiali disponibili sul mercato per la creazioni delle sculture e per la realizzazione degli stampi.
Ma è pur vero che i risultati ottenuti sono anche frutto di talentuosi modellisti, oltre che della passione.
Con il termine talento mi son già tradito.
Infatti sono convinto che materiali innovativi abbiano aperto uno spazio nuovo all'espressione della creatività di molti modellisti, modellisti che, a mio modesto parere, hanno dato vita ad una nuova forma di arte... Le immagini che accompagnano questo n. di SCP! parlano da sole.
Se ripenso alla ricerca storica ed all'abilità di Adriano Laruccia nello scolpire il duello tra "Ettore ed Achille", se guardo l'anatomia dei Gladiatori di Andrea Jula o i cavalieri medioevali di Luca Marchetti dipinti da Danilo Cartacci e Piero Balloni, il "Capitain D'Anjou" o il "Marinaio Turco" della Guerra di Crimea realizzati da Stefano (scultura) e Pasquale (pittura) Cannone, oppure gli ussari di Claudio Signanini (Louis Claude Lejeune) o un alto ufficiale napoleonico di Ivo Preda, i virtuosismi di Diego Ruina nel "Attila" , l'interpretazione cromatica di Gianfranco Speranza nel "l'incoronazione di Napoleone", una gualdrappa da torneo riprodotta da Enea Rovaris (Herzog Wilhelm), per citare solo pochissimi e limitandomi agli Italiani, mi perdo con la fantasia.
Le riguardo ancora, e faccio davvero fatica a chiamarli "giocattoli".
Riguardando ...
Stefano Castracane
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