A cura di Giaba (Giacomo Banche)
Pubblicato il 26/09/2006
Kit in resina di Mr. Panzer
Il Modello
Per chi avesse intenzione di realizzare un Ariete C 1 in scala 1:72, il mercato attuale non fornisce grandi alternative; è per questo che bisogna dare merito al produttore torinese Mr. Panzer (alias Carlo Ricardi) per aver avuto il coraggio, ormai quasi tre anni fa, di esordire con una propria produzione di mezzi blindati e militari italiani in resina, facendo partire questa scommessa proprio con il più recente carro nazionale.
A dire il vero si tratta di un kit non proprio privo di difetti, dovuti in gran parte all’inesperienza scontata dal fatto di essere il primo degli ormai quasi venti pezzi dei quali nel frattempo si è arricchito il catalogo di Mr. Panzer, giungendo nelle produzioni successive ad un livello qualitativo oggi realmente degno di nota; comunque, con un po’ di documentazione fotografica (e dell’Ariete ce n’è realmente molta a disposizione) e tanta pazienza, credo si possano ottenere ottimi risultati finali.
Il montaggio
Dopo aver lavato a fondo il kit con acqua ed alcune gocce di sgrassante per piatti, in modo da levare ogni possibile residuo lasciato dalla fase di stampa, ho iniziato a studiare i vari pezzi che compongono il modello, ragionando sulle modifiche e le migliorie da apportarvi; alla fine della pianificazione del montaggio è emersa una lista di interventi alquanto ricca.
Partendo quindi dallo scafo, ho aggiunto i paraspruzzi anteriori e posteriori con le relative staffe di sostegno, queste ultime realizzate con striscioline di plasticard da 0,25 e completate dai rivetti realizzati con il punch&die ideato da BrachModel, un sistema realmente insostituibile soprattutto nelle realizzazioni in piccolissima scala.
Sono quindi passato alla parte posteriore del mezzo, dove ho rimesso in quadro con plasticard, stucco e carta abrasiva le casse portaoggetti, riproducendo le cerniere con del lamierino molto fine; ho quindi completamente rifatto la griglia della ventola motore, in origine stampata ma eccessivamente alta e poco definita.
Per far questo ho completamente rimosso – ancora ricorrendo alla carta abrasiva – la ventola originale quindi, con della griglia metallica delle giuste dimensioni, ho riprodotto la griglia rotonda e, ancora ricorrendo all’ausilio del plasticard, ho realizzato la cornice, anche questa completata con la corretta rivettatura.
Ho quindi dettagliato con piccoli riquadri in plasticard i fari posteriori mentre, con dei fili di rame fittamente intrecciati tra di loro, ho riprodotto le funi di traino, completate con ganci provenienti dalla mia scatola degli avanzi.
I ganci delle gonne laterali sono stati realizzati con filo di acciaio armonico di diametro 0,3, mentre i fari anteriori sono stati riprodotti mediante due fori per ogni faro.
Anche la torretta ha ricevuto un certo numero di interventi di miglioria, a partire dai rivetti anteriori: completamente asportati quelli originali, sovradimensionati rispetto alla realtà, sono stati sostituiti con rivetti della Ceca “Master’s Kit”.
Ho quindi riprodotto con striscioline di plasticard le saldature laterali della stessa torretta, aggiungendo pure i rivetti mancanti nel kit e riproducendo le maniglie dei portelli posteriori con il solito filo d’acciaio armonico.
Proseguendo nei lavori, ho pure aggiunto il gancio presente nella parte immediatamente superiore alla canna, ho migliorato i supporti delle antenne con del finissimo filo di rame per riprodurne le spirali ed ho aggiunto lo scudo alla mitragliatrice, anche questo dettagliato con l’opportuna rivettatura.
Pure gli attrezzi sono stati in gran parte sostituiti con pezzi provenienti da vari altri kits, mentre la sega è stata autocostruita con fil di ferro e plasticard.
Colorazione
Terminata la fase di assemblaggio, per la verità piuttosto lunga ma estremamente divertente, sono passato alla colorazione del mezzo, partendo da una spruzzata di primer bianco Tamiya in bomboletta volto ad uniformare il tutto e rendere la superficie più aggrappante per il colore.
Per la base, stesa ad aerografo, ho utilizzato del verde Aermacchi LifeColor UA 106, di per sé piuttosto scuro; ho quindi schiarito le parti centrali delle pannellature con una mescola formata dallo stesso verde “tagliato” con dell’ Iraqui Sand della Vallejo.
La parte inferiore dello scafo è stata quindi scurita con una lieve aerografata di marrone.
Stesa una mano di trasparente lucido, ho quindi applicato le decals, utilizzando quelle della “A World of Decals” dedicate al mezzo della Prima Compagnia del 32° Rgt. Carri, così come questi si presentava prima dell’anno 2000.
Sigillato il tutto con una nuova mano di trasparente lucido seguita da una di trasparente opaco, sono passato ad un lavaggio generale ad olio utilizzando del Terra d’ombra naturale.
Con del nero di seppia – ancora ad olio – ho quindi delineato tutti i recessi, in modo da definire le profondità del carro.
Sono quindi passato a stendere delle velature ad olio utilizzando bianco, giallo di Napoli e terra di Siena naturale miscelati tra loro e tirati con un pennello pulito ed inumidito in white spirit.
Per accentuare ancor più le luci, ho quindi passato il pennello asciutto con verde schiarito con del bianco, questa volta utilizzando colori a smalto della Humbrol.
Dipinti i particolari, sono passato alle polveri per artista, stendendo piccoli tocchi a mo’ di velature con marrone, ocra chiaro ed ocra più scuro, in modo da variare ulteriormente la tonalità policroma dell’ampia superficie del mezzo, terminando il tutto con alcune colature.
La basetta
La basetta è stata ricavata da una base di polistirolo isolante incollata su di una base in legno, sulla quale ho steso una miscela ottenuta con gesso, acqua e colla vinilica, poi testurizzata.
A gesso completamente asciutto, ho steso una nuova mano di colla vinilica ed acqua sulla quale ho posato del pietrisco di varie dimensioni e dei ciuffi d’erba da fermodellismo arricchita con ciuffi di filamenti più lunghi ricavati da un “pomodoro di mare”.
Il tutto è stato quindi colorato con basi di acrilico LifeColor stese ad aerografo, passando successivamente ad una serie di lavaggi ad olio (seppia e varie tonalità di marrone).
Il tutto è stato completato con vari passaggi di tinte più chiare stese a pennello asciutto.
Conclusioni
Alla fine di tutto il risultato migliore fornito dal pezzo in questione sta sicuramente nel divertimento che mi ha regalato durante la sua realizzazione.
Si tratta – come già accennato – di un kit che mostra alcuni limiti ma, per tutti coloro che si volessero misurare con l’Ariete e con un montaggio che richieda qualche sforzo solutivo in più rispetto al solo montaggio da scatola, questo primo modello targato Mr. Panzer rappresenta una sfida da non mancare.

Ivano Franco
Centro Modellistico Torinese