A cura di Giaba (Giacomo Banche)
Pubblicato il 13/12/2007
AFV Super Detail Photo Book Vol. 1, Model Art 2006
Il Pz.
IV è senza dubbio uno dei carri armati che hanno fatto la storia, un mezzo
interessante sia dal punto di vista tecnico che bellico.
E’ vero che non fu
versatile come lo Sherman e che l’aumento di corazzatura ed armamento lo resero
meno capace di costituire un’arma mobile per le offensive, ma le caratteristiche
della Panzerwaffe del 1944-45 lo resero ancora utile, restando un buon
avversario almeno per i corazzati inglesi ed americani meno moderni.
E’
quindi naturale che diverse ditte si siano dedicate a trarne modelli, ma per
molti anni ci si è dedicati a poche versioni, almeno in plastica, in pratica
solo sei su dieci, di recente l’enfasi è caduta sui primi modelli del
1939/1941.
Chi non volesse però fermarsi alla sobria configurazione di base
ed alla verniciatura in un poco incoraggiante panzergrau potrà trovare un ottimo
spunto da questo volume, il primo che descriva in dettaglio una particolare
versione. Da moltissimi anni, a Bovington è conservato un esemplare ibrido,
ovvero un Pz IV D con cofano motore, treno di rotolamento, cannone lungo,
corazze addizionali e addirittura schurzen, tutte componenti che entrarono in
servizio dopo.
E’ il prodotto di una pratica comune, quando i carri che
tornavano in Germania per una revisione a fondo venivano in genere riammodernati
il più possibile, incorporando i particolari più recenti.
Non furono certo
serie molto adatte alla prima linea ed in genere erano riservate
all’addestramento.
La difficoltà di una replica modellistica era proprio
quella di poter controllare quanto s’era innestato sulla configurazione
precedente, anche se sono documentati centinaia di carri rielaborati, c’erano
solo tre foto operative e soprattutto mancavano i dettagli da
vicino.
Ci
viene in soccorso questo libretto di 57 pagine, letteralmente stipato di foto a
centinaia, anche per gli interni, che finalmente documentano com’era un Pz IV
Ausf. D/G.
La cura per il particolare è, come sempre per l’editoria
nipponica, quasi maniacale ma è molto apprezzabile se si pensa che mediamente
l’aspetto esterno ed interno dello scafo Pz IV è ancora meno trattato rispetto
ai più fotogenici Pantera, Tigre eccetera.
Nel testo, suddiviso in 11 brevi
capitoletti e non troppo tecnico, con naturalezza siamo accompagnati parte per
parte con avvertenze modellistiche quantomai utili. Il libro acquista cosi’ una
sua fisionomia più netta, risparmiandoci lunghe ricerche sullo scafo di
base.
Dato anche il costo contenuto, è veramente un libro consigliabile,
specie se si vorrà concretizzare l’ispirazione con un modello veramente
singolare, ma che ha lasciato traccia sia sul fronte di Salerno con la 26 a Pz.
Division nel settembre del 1943, che addirittura poi nell’esercito siriano negli
anni ’60, un altro esemplare infatti è ancora conservato da quelle
parti.
| Tallillo Andrea e Antonio © 2007 |