Vini doc in bag-in-box

E’ caduta una barriera legale e psicologica: i contenitori dovranno avere capacità pari o superiore ai 2 litri

Via libera all’utilizzo del bag-in-box per i vini a denominazione di origine controllata DOC, ma eventualmente anche DOCG, da parte del Ministero delle Politiche Agricole.
E’ quanto emerso durante un recente incontro tra la filiera vitivinicola nazionale, le regioni e i vertici del Ministero, rappresentati dal capo dipartimento Giuseppe Ambrosio, Riccardo Deserti e Luca Lauro.
La soluzione è arrivata dopo un dibattito che andava avanti da alcuni mesi e che si è risolto in un progetto condiviso, grazie anche al proficuo lavoro del ministero e alla capacità dei vertici regionali di comprendere le esigenze delle imprese, le quali quotidianamente si devono confrontare con un mercato sempre più agguerrito e che fa della flessibilità una delle armi più efficaci.

E’ evidente che il nostro sistema delle denominazioni, che ha peraltro raggiunto nel tempo buoni risultati, è particolarmente rigido e che ogni qualvolta emerga la necessità di apportarvi delle modifiche, le dinamiche di dialogo che si innescano sono sempre piuttosto complesse, frutto delle diverse sensibilità presenti nella filiera.
In questa circostanza, in realtà, il lavoro di concertazione, condotto con abilità dal ministero, attraverso la mediazione e l’eliminazione di attriti tra posizioni talvolta distanti, ha portato a trovare una valida sintesi delle stesse.

Il risultato ottenuto attraverso questo difficile ma proficuo dialogo e dagli incontri realizzati è la bozza di decreto predisposta dal Mipaaf con cui, in estrema sintesi, si prevede che:
- gli utilizzatori delle Denominazioni di Origine devono procedere alla richiesta formale al Mipaaf di autorizzazione all’utilizzo di contenitori alternativi al vetro (bag-in-box) e, quindi, alla conseguente modifica nel relativo disciplinare di produzione;
- potranno essere utilizzati, quali contenitori alternativi al vetro, esclusivamente i bag-in-box della capacità nominale pari o superiore ai 2 litri. La limitazione ai soli bag-in-box è stata determinata dal fatto che, nell’immaginario collettivo, il brik o la lattina evocano prodotti di uso corrente e di poco pregio;
- sono esclusi da tale opportunità di condizionamento i vini DOC o DOCG che si fregiano della menzione “vigna”, “riserva”, “superiore” oppure di una “sottozona” o di una delle menzioni tradizionali complementari di cui all’all. III del reg. 753/2002.

Parallelamente, verrà posta in essere, da parte degli organi ministeriali competenti, una procedura semplificata, che sarà inviata al Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni dei vini, il quale la adotterà nei casi in cui venga sottoposta al suo esame un’istanza di modifica del disciplinare di produzione, volta a ottenere la facoltà di utilizzare detto contenitore alternativo al vetro.

di Paolo Castelletti (segretario generale della Confederazione Italiana della Vite e del Vino)
Fonte: FocusWine

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Pubblicato il lunedì 26 maggio 2008 in: Per saperne di piu'

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