L'evoluzione del telaio nel tempo
Dall'ingombro massimo verso la totale scomparsa
"Cos’hanno in comune la Bimota Tesi 3D, la Vyrus, la BMW HP2 Sport e la Ducati Desmosedici? D’accordo, sono supersportive. Ma in comune hanno quello che… non hanno: il telaio. Intendiamoci: non è che ci abbiano rinunciato del tutto.
Però nessuna di queste moto, che spaziano da 80 a 200 CV, possiede un telaio nel senso più tradizionale del termine: si va dal corto elemento ad Omega di Tesi e Vyrus, al minuto scheletro della HP2 Sport, fino al cortissimo traliccio della Desmosedici RR: e gli esempi potrebbero continuare, perché Honda ha drasticamente semplificato (da 9 a 4 pezzi) il telaio della CBR 1000 RR, riducendone il peso di 2,5 kg e pare abbia in mente idee ancora più radicali per l’erede della VFR, che già ora ha il motore parzialmente portante.
Per non parlare dei sostenitori dello schema Elf-Bimota Tesi, che sembrano aver ripreso coraggio. E allora dove sta finendo il telaio?..."
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