Gli immigrati portano via il lavoro ai lavoratori italiani. Cosa ne pensate?
A cura di Rosa
Pubblicato il 27/05/2004
Sulla caduta del Muro di Berlino molto si è detto. Ancora poco però si è forse scritto sui suoi effetti e sul debito contratto dalle «società in transizione» con il loro nuovo alleato occidentale. Uno degli aspetti di questo debito viene pagato ogni anno in natura: attraverso il commercio illegale dei bambini e il trasferimento di giovani minorenni o maggiorenni ad alimentare il mercato della prostituzione.
La stima mondiale parla di 2 milioni di bambini e bambine che ogni anno vanno a ingrossare le file dell'esercito gestito dalla criminalità organizzata. E in quest'esercito, l'apporto dei paesi dell'Est è recente: data appunto dagli anni `90. A questa truppa clandestina i Paesi in transizione stanno contribuendo ogni anno, nei confronti della sola Europa, con circa 6 mila bambini tra i 12 e i 16 anni. In gran parte sono il frutto di una ricerca, non ancora ultimata, condotta dalla Fondazione Lelio Basso con il contributo del ministero degli Esteri. La ricerca ha come campi d'indagine l'Italia, la Romania e l'Albania e dunque il traffico di minori tra lo stivale e due Paesi in transizione vicini. E' una ricerca che però incrocia anche dati diversi (ad esempio la prostituzione nigeriana) e non è fine a se stessa. Fa parte di un progetto - capofila Terres des Hommes in collaborazione con Save the Children Italia e Parsec - che ha per obiettivo almeno una miglior definizione del quadro legislativo nazionale. Come ha ricordato il procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna, esiste infatti un disegno di legge che dovrebbe equiparare il delitto di riduzione in schiavitù a quello di tratta, inserendolo dunque nei reati di mafia. Ma l'impressione è che la strada resti in salita, come i primi dati della ricerca dimostrano.