Gli immigrati portano via il lavoro ai lavoratori italiani. Cosa ne pensate?
A cura di Rosa
Pubblicato il 20/09/2004
Un gruppo di giovani calciatori sudamericani arriva in Italia, ma solo i migliori giocheranno in C2 nel Fiorenzuola...
Estate 2001. Una ventina di giovani calciatori argentini e uruguayani arrivano in Italia: i migliori entreranno a far parte di una squadra di serie C2, il Fiorenzuola, senza alcun problema di nazionalità o passaporto perché discendono tutti da italiani.
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L’innovativo progetto “ha valenze quasi letterarie, ricordando i racconti di Osvaldo Soriano” sostiene orgoglioso il presidente del Brera Calcio, Alessandro Aleotti. È stato lui, insieme alla società Global Sporting Footbal, a ideare ed organizzare quello che in realtà dovrebbe diventare soprattutto un business calcistico. Ad allenare il gruppo dei sudamericani viene chiamato Mario Kempes, campione argentino, autore dei due goal che nel 1978 portarono la sua squadra alla vittoria del mondiale, divenuto celebre anche per essersi rifiutato di stringere la mano ai generali che assistevano all’incontro.
È una grande occasione per venti ragazzi che hanno lasciato famiglie, affetti, lavoro convinti di firmare un redditizio contratto e iniziare subito a giocare in Italia.
Il film percorre in tempo reale l’altalenante dipanarsi della vicenda catturando nelle testimonianze dei responsabili del progetto, del procuratore, dei tecnici, della gente, dello stesso Kempes, ma soprattutto nel quotidiano dei ragazzi, aspetti inquietanti annidati nel patinato e complesso mondo del pallone. Tra promesse e speranze, entusiasmi e ambiguità, pericolose omissioni e attese estenuanti, la romantica vicenda di un gruppo di ragazzi, che per realizzare il sogno della loro vita sorvolano l’oceano percorrendo a ritroso il tragitto già percorso dagli avi, annega in un dedalo incomprensibile di prosaicità, nodi burocratici, storie di fideiussioni, inconfessati campanilismi.