Livia Turco (Ds): "L'integrazione scolastica è ridotta al fai-da

Sotto accusa il taglio degli organici

ROMA - L’integrazione degli studenti extracomunitari non può essere affidata soltanto al ‘fai-da-te’ degli insegnanti, soprattutto di fronte alla crescita impetuosa dei bambini stranieri tra i banchi: hanno raggiunto quota 320.000 e il loro numero è destinato ad aumentare.
E’ una delle indicazioni emerse da un incontro organizzato dai Ds su ‘Scuola, immigrazione, intercultura’. “Non si può restare immigrati a vita” ha osservato Livia Turco, responsabile del dipartimento Welfare del partito. “La presenza di minori stranieri in classe é una opportunità di crescita per i nostri ragazzi” ha aggiunto sottolineando come l’immigrazione cambi il mondo della scuola, del lavoro, la società. “E se questo cambiamento viene ignorato - ha avvertito - produrrà in futuro gravi conflitti”.
Non sembra preoccuparsene troppo, secondo i Ds, l’attuale Governo. “La riduzione degli organici - ha fatto notare Andrea Ranieri responsabile sapere, formazione e cultura del partito - colpisce, infatti, quelle figure preposte a facilitare con corsi intensivi di lingua, con una specifica attenzione alle dinamiche interculturali, l’ingresso dei bambini nelle scuole. Né c’é traccia della figura del ‘mediatore culturale’ proposto dalla legge Turco-Napolitano, non cancellato dalla legge Bossi-Fini, ma del tutto assente dalle politiche concrete del Governo che ha pure lasciato morire la Commissione nazionale del ministero dell’Istruzione per l’educazione interculturale”.
“Bisognerebbe abbandonare - ha concluso Livia Turco - questa fase pionieristica, del fai-da-te”. “Ci sarebbe da intraprendere seriamente, facendo tesoro delle esperienze in atto - ha aggiunto Ranieri - un cammino serio per ripensare la scuola, tutta la scuola, alla luce dell’interculturalità, e ragionare insieme di programmi e di risorse, di spazi educativi e di nuove figure professionali. Di questo, più che delle quote, Governo, Regioni, Enti locali, scuole dell’autonomia rappresentanze sociali e associazioni dovrebbero rapidamente mettersi a discutere insieme”.

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Pubblicato il giovedì 04 novembre 2004 in: Formazione

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