
Un assegno mensile da 80 euro per ogni figlio, fino a quando non compie tre anni di età. È uno dei sussidi del “pacchetto famiglia” approvato ieri dalla provincia autonoma di Bolzano, e sarà esteso anche alle famiglie straniere.
“Il pacchetto - ha spiegato ieri il presidente della Provincia autonoma Luis Durnwalder - è reso possibile grazie a stanziamenti della Regione Trentino-Alto Adige per circa 70 milioni di Euro da ripartirsi tra Bolzano e Trento. Bolzano ha poi stanziato altri 25 milioni di Euro: 10 dei quali destinati a servizi e strutture - come asili o Tagesmuetter e cioè l’assistenza di bambini in piccoli centri familiari - e 15 per il sistema degli assegni”.
Gli assegni verranno erogati dal prossimo anno, indipendentemente dal reddito, alle famiglie italiane, comunitarie ed extracomunitarie. Queste ultime dovranno però essere residenti in provincia di Bolzano da almeno cinque anni.
Nelle politiche di sostegno alla natalità, Bolzano sceglie quindi una strada diversa da quella intrapresa dal governo, che ha negato alle mamme extracomunitarie il bonus di mille euro per il secondo figlio. Improbabile però che il provvedimento della giunta altoatesina faccia scuola.
La Sestini definisce una “scelta politica” l’ estensione dell’assegno anche agli immigrati, in una regione in cui “l’ integrazione è molto più facile”. Quanto al bonus per il secondo figlio, il sottosegretario promette che, se la misura verrà prorogata dalla prossima Finanziaria, proporrà che siano inclusi i figli di madre extracomunitaria e padre italiano nati in Italia.
Rosa









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