Gli immigrati portano via il lavoro ai lavoratori italiani. Cosa ne pensate?
A cura di Rosa
Pubblicato il 01/12/2004
I ministri degli Interni e della Giustizia sottoscrivono dei principi comuni per l'integrazione degli immigrati
BRUXELLES - Chiamati alla sfida dell'integrazione, gli stati membri dell'Unione europea devono basare la loro azione su principi d'azione comune. A definirli contribuirà anche il documento sottoscritto a Bruxelles dai ministri della giustizia e degli interni (per l'Italia c'era il rappresentante permanente presso l'Ue Rocco Cangelosi).
Si tratta di un vero e proprio decalogo, fondato su una premessa: l'integrazione è un processo di accoglienza reciproca e deve coinvolgere stranieri e residenti in uno scambio continuo in cui siano ben chiari diritti e doveri di entrambe le parti.
Ci sono dei limiti invalicabili: "L'integrazione - recita il decalogo - implica il rispetto dei valori basilari dell'Unione europea". Libertà, democrazia, rispetto per i diritti umani e per il ruolo della legge, così come tutti i concetti ribaditi dalla carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea non sono quindi sacrificabili al rispetto per le differenze culturali e religiose.
Gli stati membri devono combattere estremisti e fondamentalismi, con grande attenzione ai diritti delle donne e dei minori. Lo strumento principale d'azione dovrebbe essere il dialogo, ma a volte, ammette il Consiglio europeo, "possono essere necessarie misure legali coercitive".
Il lavoro ha un ruolo chiave perché è uno spazio di partecipazione e rende visibile il contributo degli immigrati. Si può promuovere l'integrazione riconoscendo le qualifiche acquisite dai lavoratori stranieri nei loro Paesi d'origine e offrendo opportunità di formazione e crescita professionale.
È indispensabile che gli stranieri conoscano la lingua, la storia e il funzionamento delle istituzioni della società che li accoglie. L'impegno nel campo dell'istruzione è importantissimo per preparare gli immigrati, in particolar modo le seconde generazioni, ad una partecipazione più attiva.
Particolare attenzione va dedicata infine alla partecipazione degli stranieri al processo democratico e alla formulazione delle politiche che li riguardano, promuovendo il diritto di voto e la possibilità di iscriversi ai partiti politici. Quando c'è disuguaglianza nelle forme di partecipazione e nei livelli di coinvolgimento, avverte il decalogo, divisioni e differenze si radicano profondamente.