Gli immigrati portano via il lavoro ai lavoratori italiani. Cosa ne pensate?
A cura di Rosa
Pubblicato il 01/03/2005
Nelle zone interessate al maremoto ci sono oltre 150 mila donne in stato di gravidanza che partoriranno o che dovranno affrontare aborti spontanei nei prossimi mesi.
La denuncia è dell'Aidos, la Ong che da venti anni svolge programmi umanitari a favore delle donne nei paesi in via di sviluppo.
In una lettera inviata al Presidente del Consiglio, la presidente della Ong, Daniela Colombo, sottolinea questo aspetto particolare del disastro ambientale e vuole ricordare a chi gestirà i fondi che le donne in gravidanza “necessitano di cure e assistenza non solo fisica, ma anche psicologica che soltanto le organizzazioni locali potranno prestare”.
Colombo critica le polemiche sorte sulla gestione dei fondi: “Come operatrici di Ong e cittadine italiane ci sentiamo profondamente offese per le polemiche sorte in questi giorni fra la Protezione civile, il Ministero degli Affari esteri e la Croce rossa italiana sui fondi privati”. La presidente di Aidos esprime lo “sconcerto e il dispiacere” per queste polemiche e dice di “unirsi alle altre ong nel chiedere trasparenza”.
“Vorremmo sottolineare - prosegue nella lettera inviata anche ai ministro Fini e Prestigiacomo - che nonostante le carenze che si riconoscono al sistema delle Nazioni unite, le agenzie dell’Onu, soprattutto Unfpa, Oms e Unicef, sono state le prime istituzioni, essendo presenti in tutti i paesi colpiti, a collaborare con i governi locali per il coordinamento degli aiuti e per l'assistenza sanitaria, alimentare e logistica ai feriti e agli sfollati, coinvolgendo le Ong locali e internazionali e comprando e ordinando in loco quanto è necessario, contribuendo al sostegno dell'economia di questi paesi, senza spendere inutilmente denaro per il trasporto aereo di acqua minerale, di medicinali con prescrizioni scritte in italiano o di indumenti occidentali che intasano gli aeroporti e che non verranno mai indossati”.
Sottolineando la generosità degli italiani e la tempestività del governo nell'aiutare i connazionali presenti nelle zone colpite dal maremoto, Colombo tiene a precisare che “l'Unfpa ha già distribuito in Indonesia, Sri Lanka e Maldive, più di 75 mila kit igienici per donne e ragazze e kit per l'assistenza al parto, prodotti localmente, e chiede ai donatori di finanziarne altri centomila per far fronte ai bisogni immediati.
A giorni le varie agenzie delle Nazioni unite lanceranno un appello per la ricostruzione e Aidos chiede che l’Italia dia un contributo consistente, con un'attenzione particolare per gli interventi dell'Unfpa nel settore dei servizi per la salute riproduttiva e per la riabilitazione delle strutture sanitarie materno-infantili”.