Gli immigrati portano via il lavoro ai lavoratori italiani. Cosa ne pensate?
A cura di Rosa
Pubblicato il 09/03/2005
Nasce la confederazione della comunità marocchina in Italia. A guidarla sarà Souad Sbai, presidente dell'Associazione Acmid Donna e direttrice di Al Maghrebiya
ROMA - E' nata a Roma la prima confederazione delle comunità marocchine in Italia.
A darne la notizia è la presidente, Souad Sbai, eletta sabato scorso nel corso del congresso a porte chiuse dai delegati di 68 associazioni.
La Sbai, in un'intervista con Aki-Adnkronos International, spiega che l'obiettivo di questa nuova federazione è far emergere la vera faccia della comunità marocchina in Italia.
"Finalmente potremo spiegare agli italiani che noi marocchini non siamo come pensano - ha detto -. Molti credono cha siamo tutti fondamentalisti islamici, invece la realtà è completamente diversa. Noi marocchini abbiamo una cultura musulmana molto moderata e veniamo quasi tutti da un'estrazione di tipo laico. Purtroppo sono le moschee, gestite dai fondamentalisti, che stanno manipolando i nostri giovani, portandoli verso una strada sbagliata".
Nel corso del congresso, organizzato dal consigliere comunale aggiunto al Comune di Roma Aziz Darfi, hanno partecipato 350 delegati che hanno discusso dei loro problemi dall 9 alle 18, ininterrottamente. "Sono molto contenta - ha raccontanto la Sbai - perché c'era una massiccia presenza di intellettuali. C'erano giornalisti, professionisti e professori universitari".
Il primo obiettivo della neonata confederazione sarà di tipo culturale. "Chiederemo presto aiuto alle istituzioni italiane per la nascita di una Casa della cultura araba - ha detto la presidente - come quelle già esistenti in Francia e in Spagna, in grado di fare concorrenza ai centri islamici. Cosi' i nostri figli potranno avere uno spazio di cultura parallelo a quello delle moschee, dove si potranno proiettare film, presentare libri e fare tutto ciò che riguarda la vera cultura araba. Inviteremo solo studiosi laici e musulmani moderati". (segue)
La Sbai dunque dice apertamente di voler dare battaglia alle moschee e alle associazioni islamiche, ritenute troppo fondamentaliste. "Durante il congresso di sabato abbiamo discusso molto del problema che riguarda i nostri giovani - ha spiegato -. Purtroppo molti di loro frequentano queste moschee e vengono deviati. Non è un caso che la maggioranza dei centri islamici escluda sistematicamente la componente marocchina dalla direzione, nonostante essa sia la più numerosa in Italia. Esiste un problema di linguaggio con noi marocchini, perche' loro danno un'interpretazione culturale dell'Islam che noi non accettiamo. Per questo - ha proseguito - abbiamo chiesto anche alle nostre autorità di fare qualcosa per salvaguardare i giovani, perché li stiamo perdendo, lasciandoli in mano a gente sconosciuta".
Al congresso hanno partecipato anche molte donne, e il tema dei diritti delle donne marocchine sarà un'altra delle priorità dell'associazione, ha detto la Sbai. "Abbiamo creato una commissione che si occuperà di controllare se la nuova riforma del codice di famiglia chiamata Mudawana, che da' maggiori diritti alle donne, viene realmente applicata. Purtroppo- ha aggiunto - molti marocchini non la conoscono e per questo le donne non ne chiedono l'applicazione. Il fatto che un'assemblea composta in maggioranza da uomini abbia eletto una donna come presidente mi ha stupito ed è il segnale che questa confederazione vuole davvero aiutare le donne, migliorando la loro condizione. Sono rimasta sorpresa quando ho visto che sul mio nome c'era il voto unanime dell'assemblea considerato che sono anni che combatto contro di loro in difesa delle donne marocchine".
Infine, la presidente ha detto che l'associazione si batterà anche per una migliore integrazione degli immigrati magrebini in Italia. E' stata creata una commissione guidata da Ahmed Habouss, docente di Berbero e Antropologia dell'Università Orientale di Napoli, che con altri 11 intellettuali si occuperà di monitorare la situazione. La confederazione inoltre intende aprire un dialogo con le istituzioni e i politici italiani. Un'altra commissione sarà incaricata di dialogare con il governo marocchino, al quale verrà chiesto il voto per i residenti all'estero. "Non è possibile che chiediamo il voto per gli immigrati in Italia - ha detto la Sbai -, quando non possiamo nemmeno votare nel nostro paese. Di questo vogliamo discutere con le nostre autorità e la visita del Re Muhammad VI prevista a Roma per il mese di maggio potrebbe essere una buona occasione".
La giovane marocchina ha anche annunciato di voler rinunciare a candidarsi alle prossime elezioni regionali del Lazio nella Lista Storace. "Il fatto che una donna possa dirigere una comunità marocchina è un fatto storico per la mia comunità - ha detto -. Quando me l'hanno proposto ho pensato che fosse un'occasione che non potevo perdere, e mi dovrò impegnare a tempo pieno. Per questo ho deciso di rinunciare all'offerta del presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, di candidarmi con la sua lista. Credo che la possibilità che mi è stata offerta di contrastare il fenomeno del fondamentalismo islamico attraverso la riuscita di questa iniziativa sia più importante".
(28 febbraio 2005)