Modena è sempre più povera e straniera

Sono 3.383 le persone passate nel 2004 per i centri d’ascolto di Porta Aperta con un incremento dell’8,1 per cento.

La povertà a Modena aumenta. Lo dicono i dati dell’Osservatorio Povertà 2005, resi noti dal Centro Ferrari. I dati si riferiscono ai tre centri di Porta Aperta presenti in provincia di Modena, ovvero quello cittadino, curato dalla Caritas di Modena e da quelli di Carpi e Mirandola della Caritas della diocesi di Carpi. Aumentano i poveri, e aumentano le famiglie italiane che si rivolgono ai centri di ascolto per avere cibo, vestiti, aiuto per pagare le bollette e i mutui, ma aumentano anche gli stranieri, specialmente provenienti dall’Est europeo, mentre calano i magrebini.

Sono 3.383 le persone passate nel 2004 per i centri d’ascolto di Porta Aperta della provincia (a Modena, Carpi e Mirandola), un numero in netta crescita (+8,1%) rispetto al 2003 e in crescita ancora più marcata se si considera la media degli ultimi 3 anni (in pratica quelli del dopo sanatoria della Bossi-Fini) e quella dei 3 anni precedenti: in questo caso l’aumento è del 20%. Numeri importanti, che confermano un dato che molti si attendevano, ovvero che la povertà anche nella nostra provincia è in aumento. «Il 57% delle persone passate dai centri di Porta Aperta sono nuovi utenti - spiega Matteo Giorgini, ricercatore del Centro Ferrari che cura l’Osservatorio Povertà per conto delle Caritas diocesane di Modena e Carpi - si consolida l’aumento delle donne, ormai pari agli uomini, e una stabilità degli italiani (in totale 606, con un netto incremento nei nuovi utenti) a fronte di un calo di maghrebini e asiatici e di una crescita di est europei e di centrafricani.

Tra le particolarità che emergono da rapporto quella forse più inquitante è raccontata da Stefano Facchini, direttore della Caritas di Carpi: «La novità sono le tante famiglie italiane che si presentano da noi con gravi situazioni debitorie, che si sono rivolte al credito al consumo ma che non riescono a gestire i soldi e i debiti, spesso uniti al mutuo per la casa.

C’è una minore capacità da parte delle giovani famiglie italiane a vivere con poco, si fatica a fare i conti con la realtà vera». Questo è un dato riscontrato su tutto il territorio, come quello delle donne, spesso straniere separate con figli, che viene dettagliato dalla responsabile del centro di Mirandola, Loretta Tromba: «Vengono sempre più donne, sia badanti (un fenomeno che prosegue, basti pensare che ciclicamente arrivano pullman e che poi diverse persone si rivolgono a noi) che maghrebine separete con figli». A Modena, come detto, il problema della casa resta molto significativo (482 persone si dichiarano prive di alloggio), mentre molte badanti si trovano a pagare fino a 8 euro a notte per un letto in sibaffitto. (paolo seghedoni)

La Gazzetta di Modena

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il martedì 29 marzo 2005 in: Stranieri in Italia

Ultimi interventi

Vedi tutti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento