Gli immigrati portano via il lavoro ai lavoratori italiani. Cosa ne pensate?
A cura di Rosa
Pubblicato il 13/04/2005
Sono sempre più numerose le centrali che importano mobili e i prodotti, in questo modo, si trovano molto più facilmente nelle botteghe del mondo.
Dopo gli alimentari, anche l'arredamento del commercio equo è in pieno boom: nelle botteghe del mondo credenze e armadi realizzati dagli artigiani del Sud, a tinte forti o con un design minimal
Sono sempre più numerose le centrali che importano mobili e i prodotti, in questo modo, si trovano molto più facilmente nelle botteghe del mondo.
Così ci sono veri e propri esordienti del settore come il Pime di Milano, che solo poche settimane fa ha tolto gli imballaggi dal primo container arrivato dall'Indonesia, e per il futuro progetta di specializzarsi in questo settore. Oppure chi, oltre al classico artigianato e agli alimentari, importa mobili già da qualche anno. Come Libero Mondo di Brà (Cn), che oggi si rifornisce da 6 diversi gruppi di artigiani, offre 300 prodotti diversi, ha un'esposizione di 150 metri quadri dedicata solo ai mobili e punterà molto sull'arredamento nei prossimi mesi.
I mobili vengono realizzati da artigiani del Sud: Asia e Africa in particolare, ma non mancano prodotti dall'America Latina.
La provenienza non è un dettaglio, perché a seconda del Paese variano molto gli stili. Dal Ghana, per esempio, arrivano mobili intagliati che raffigurano scene di vita quotidiana e ricordano un po' le pitture batik ma che, per questo, sono anche meno vicini ai gusti "occidentali". Più semplici, con un disegno lineare, sono invece i mobili asiatici.
I "pezzi" più diffusi sono quelli per salotto e camera da letto, stanze più facili da arredare. Quindi: armadi, credenze, cassettiere, librerie, letti.
Cucina e bagno sono gli ossi duri, perché a volte l'unica soluzione, per questi ambienti, è il progetto su misura. Per gli importatori equi al momento è quasi impossibile venire incontro a esigenze di questo tipo.
I vantaggi dei produttori di fairtrade sono quelli classici del settore: un prezzo giusto deciso con gli stessi artigiani (tenendo conto dei costi e delle ore di lavoro impiegate), il prefinanziamento (cioè un anticipo fino al 50% del valore della merce), ma soprattutto la continuità degli ordini durante tutto l'arco dell'anno.