COMEDOR - Fotografie di Fabio Campanile
A cura di YMIR
Pubblicato il 26/03/2004
Sabato 27 marzo
Q-X ARCI ore 18,00 Via Giannone 16/A (trav. Via Amendola) Bari
COMEDOR
Fotografie di
Fabio Campanile
Sabato 27 marzo
Q-X ARCI ore 18,00 Via Giannone 16/A (trav. Via Amendola) Bari
Comedor "Pata Pila", Provincia di Buenos Aires, barrio Libertador, Jose Leon Suarez (San Martin). maggio 2003
Dal 1998 a pochi chilometri dalla "europea" Buenos Aires, su di una discarica abusiva in parte bonificata, sorge l' "Asentamiento 8 de mayo" che ospita immigrati paraguaiani, uruguaiani, argentini delle province del nord. Vivono qui, attratti dalla vicinanza alla "Capital federal", in cui è stato attivato il Comedor "Pata Pila", in solidarietà del popolo argentino all'indomani della grave crisi economica del 2001.
Il 19 dicembre 2001, infatti, l'Argentina si sveglia dal sogno di essere un paese ricco del cosiddetto "primo mondo", per precipitare nell'incubo del "terzo mondo". La moneta argentina, il "peso", viene svalutato del 75 per cento, perdendo la scellerata parità col dollaro americano. Per giorni - a causa del blocco dei conti bancari - la folla inferocita assedia le banche. Seguono gli inevitabili scontri tra polizia e manifestanti, i saccheggi.
La crisi "cancella" la middle class (simbolo del peculiare sviluppo argentino nel precario scenario economico latino-americano) che va a ingrassare le fila dei poveri, le cui speranze di integrazione sociale ed economica sono ulteriormente frustrate, stritolate tra disoccupazione e condizioni di vita precarie.
In questo contesto sorge il progetto "Niños", realizzato da Democratici di Sinistra, l'Ong italiana Icei e del Circolo politico culturale "Berlinguer" di Buenos Aires. Il progetto ha consentito il finanziamento di "Comedores"- mense popolari per bambini - punti di aggregazione per bambini, dove continuare a studiare, dove crescere giocando.e mangiare almeno due pasti al giorno.
Tutti i giorni Lorena, Ramon, Facundo - per citare solo alcuni dei protagonisti dell'iniziativa - si confrontano con la difficoltà di abitare dal lato sbagliato, quello esterno, dell'Avenida General Paz (la circonvallazione che cinge Buenos Aires), di vivere in un Sud del mondo, riuscendo, tuttavia, a sperimentare forme di solidarietà e di comunitarismo, basate sulla condivisione delle poche risorse disponibili, così facendo del "compartir" una regola di vita.