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2004 - IL RITORNO DEL PLANETARIO A ROMA

A cura di YMIR

Pubblicato il 30/05/2004

A 20 anni dalla chiusura delle sede storica (la Sala della Minerva all'interno delle Terme di Diocleziano), la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ha realizzato per i cittadini il nuovo Planetario di Roma con un nuovo Museo Astronomico.

foto intervento 2004 - IL RITORNO DEL PLANETARIO
 
A 20 anni dalla chiusura delle sede storica (la Sala della Minerva all'interno delle Terme di Diocleziano), la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ha realizzato per i cittadini il nuovo Planetario di Roma con un nuovo Museo Astronomico.
 
Sulla grande cupola del Planetario si susseguiranno immagini di pianeti, stelle, nebulose e galassie e la volta celeste si muoverà grazie al modernissimo Proiettore del cielo R.S. Automation SN 95.
 
All'interno della grande sala  è stata costruita una Cupola del diametro di 14 m, costituente il grande schermo.
Sotto di essa gli spettatori, comodamente seduti su poltrone disposte in cerchi concentrici, assisteranno all'incredibile spettacolo dell’universo.
 
PLANETARIO E MUSEO ASTRONOMICO
del Comune di Roma
presso Museo della Civiltà Romana
Piazza G. Agnelli, 10 - 00144 Roma
http://www.comune.roma.it/planetario/  [il sito è ancora incompleto, messo su in una settimana...per cui siate clementi!]

 
INFO
06 82077304 (lun. - ven. 9.00 - 16.00)
 
ORARI
Museo Astronomico da martedì a domenica ore 9.00 - 14.00
Spettacoli del Planetario 9.30 - 11.0 - 12.30
 
Il 2004  segna il ventennale della chiusura al pubblico dello storico Planetario di Roma che aveva sede nella Sala della Minerva, alle Terme di Diocleziano.
Primo in Italia per dimensioni, il Planetario di Roma era una struttura conosciuta e amata dai Romani e molto frequentata dai turisti. La sofisticata tecnologia di cui era dotato (un proiettore Zeiss II) era avanzatissima per l’epoca e ne faceva un Planetario all’avanguardia in tutta l’Europa.
Quando fu chiuso al pubblico, Roma perse una delle pochissime risorse di cultura scientifica, presenti in Città e questa carenza è stata continuamente lamentata in questi ultimi venti anni dai mass media, dai cittadini e dalla nutrita schiera degli astrofili romani.
l’Assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma restituisce oggi ai cittadini e all’Italia  questo importantissimo strumento scientifico-didattico con l’apertura di un nuovo Planetario all’Eur.
 La Direzione Musei Scientifici della Sovrintendenza Comunale ha curato l’operazione complessiva inserendo il Nuovo Planetario di Roma in un più vasto Centro dedicato all’avanzamento della cultura astronomica che comprende anche un nuovo Museo Astronomico e un centro di documentazione per le scienze astronomiche.
In particolare, il progetto ha previsto di collocare la nuova struttura presso il Museo della Civiltà Romana, all’Eur. Il Planetario occupa una sala  di circa 300 mq ed è coperto  da una grande cupola che è stata appositamente realizzata dalla Ditta francese Denis.  Tutta la nuova tecnologia ottica e digitale, ed in particolare lo splendido proiettore ottico SN 95 è stata appositamente progettata e realizzata dalla Ditta R. S. Automation Industrie, anch’essa francese. La cupola ha un diametro di 14 mt e dispone di oltre 100 posti a sedere su comode poltrone ergonomiche montate in file concentriche.
Sulla grande cupola-schermo si succederanno immagini di stelle, costellazioni nebulose e galassie intercalate con spettacolari immagini dinamiche, realizzate in grafica 3D e immagini statiche anche con risoluzione all sky, il tutto in un curatissimo ambiente sonoro.
Immagini, suoni, luci e contenuti altamente scientifici e spettacolari renderanno il racconto dell’astronomia al Nuovo Planetario di Roma un evento indimenticabile e formativo.
Il Museo Astronomico annesso al Planetario vuole essere una struttura che esce dai canoni classici di un museo di oggetti o di uno Science Centre. Vuole essere piuttosto un “Teatro astronomico” nel quale, con immagini e con una ricca dotazione di modelli e di ricostruzioni planetarie, si possa accendere nel grande pubblico la scintilla della curiosità scientifica e, nello stesso tempo, si riesca a trasmettere a grandi e a bambini il gusto della scoperta, la coscienza della nostra piccolezza nell’universo e la constatazione della ancora immensa ignoranza dell’uomo.
Partendo dalla terra, e poi la luna, e poi i pianeti e poi lo spazio extraplanetario, si giunge ai grandi temi del tempo, dello spazio e dell’origine degli elementi, per tornare infine sulla terra “attraverso” un buco nero.
 
La realizzazione a Roma di un Nuovo Planetario è stata una operazione piuttosto complessa alla quale hanno concorso, oltre al Comune di Roma, la Regione Lazio e l’Università La Sapienza, con finanziamenti della Legge Roma Capitale, con specifici fondi regionali e con fondi ordinari della Sovrintendenza.
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione della Direzione e dell’intero staff del Museo della Civiltà Romana.
Si ringraziano per la preziosa collaborazione l’Arch. Sebastiano La Manna e il Dott. Antonio Di Tanna.
In considerazione dell’inserimento del Planetario in una struttura museale preesistente, il progetto è stato realizzato cercando di minimizzare operazioni invasive e tenendo in massimo conto la “reversibilità” degli interventi per garantire da un lato l’integrità del contenitore e dall’altro un suo utilizzo piu’ ampio e differenziato.
 

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