economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Films

EXCALIBUR, (... e Merlino l'incantatore ....)

A cura di Myrddin - Merlino

Pubblicato il 20/08/2002

Il film capolavoro di Boorman del 1981: un'avvincente avventura eroica, magica e spirituale, un gioiello della cinematografia, uno scrigno prezioso ricco di simboli e significati profondi ed eterni.

foto intervento

EXCALIBUR (Usa - 1981) di John Boorman
Nigel Terry- Re Artu' ; Helen Mirren – Morgana; Nicholas Clay (I) – Lancillotto; Cherie Lunghi - Ginevra; Paul Geoffrey - Perceval ; Nicol Williamson – Merlino; Robert Addie- Mordred; Gabriel Byrne- Uther; Keith Buckley – Uryens; Katrine Boorman – Igrayne; Liam Neeson – Gawain; Corin Redgrave – Cornwall: Niall O'Brien – Kay; Patrick Stewart – Leondegrance; Clive Swift - Ector
Soggetto: Thomas Malory; Sceneggiatura: Rospo Pallenberg, John Boorman
Musica: Trevor Jones; Fotografia: Alex Thomson
Durata: 140m. Ma Boorman aveva montato un film di 180 minuti.Disponibile in Vhs e in Dvd.

Excalibur di John Borman è un film straordinario.
E’ stato definito un brutale e ricchissimo adattamento della Mortè d’Artù di Malory. In realtà vi sono richiami anche a Chretien de Troys, Tennyson, T.S. Elliot, T.H. White, alle storie di Tristano, ai preraffaeliti e a temi wagneriani.
Il film ha goduto di una calorosa critica e di una grande successo commerciale, tra cui anche la nomination alla Regia a Cannes per Boorman.
Inoltre: Premio Oscar 1981 nomination per Miglior fotografia a Alex Thomson Festival di Cannes 1981 per Premio per il miglior contributo artistico
Si tratta della “pregevole trasposizione cinematografica dei miti e delle leggende di re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda e della spada nella roccia. re Artù, mago Merlino, fata Morgana, Lancillotto e Parsifal popolano un affresco di passioni, tradimenti, magia, epiche battaglie. Il tutto molto ben fotografato, sottolineato da una splendida colonna sonora e arricchito dalla ricercatezza di costumi e scenografie.” (I Grandi Dizionari Farinotti -http://mymovies.monrif.net/dizionario/recens.asp?id=28981)
Anche il criticatutto, IL MORANDINI - dizionario dei film, tradisce la fascinazione che subisce chi vede questo film rico e visionario:
Il piccolo Artù è sottratto ancora in fasce alla madre dal Mago Merlino per essere preparato alla grande impresa di estrarre Excalibur, la spada magica, dalla roccia. Artù ci riesce e viene proclamato re. Cinema di grande spettacolo che attinge al ciclo delle leggende medievali bretoni. Oscilla continuamente tra meraviglioso e banale, tra Kitsch hollywoodiano e ambizioni europee d'autore. Suggestiva tavolozza cromatica, giocata sui quattro elementi (acqua, fuoco, terra, aria), per la rievocazione di un Medio Evo che fa pensare a Bisanzio, ai preraffaelliti, a Klimt [http://www.kwcinema.kataweb.it/templates/kwc_template_2col/0,4858,1233-schedafilm,00.html].

L’inglese Boorman [che ha la casa in Irlanda]ha un senso della natura molto intenso (vedi "Un tranquillo weekend di paura"), e offre nel film il concetto panteista dell'uomo facente parte della Natura e della Natura stessa che rappresenta un dio per l'uomo.
In tal senso è rivelatrice la scena della ricerca del Graal vede appunto Parsifal che risponde giustamente alle domande preliminari che rivelano che l'uomo e la terra e il re e la terra sono tutt'uno.
Questo film non è solo filosofia, però, anzi è spettacolo puro in certe parti, soprattutto nella prima dove le vittorie di Artù e la creazione di Camelot la fanno da padroni, prima del declino e della terribile ricerca del Graal che donano una tinta oscura e desolata a tutta la seconda parte.Siamo anche di fronte ad una galleria di personaggi incredibilmente ampia e affascinante: Boorman si concentra, oltre che su Artù, su Merlino (di cui coglie perfettamente l'essenza tra ironia e dramma), su Lancillotto (anche qui è ottimamente delineato il suo strazio nel non poter amare la moglie dell'amico Artù), su Parsifal e la ricerca del Graal, e infine su Morgana (l'alter ego femminile di Merlino).
Indimenticabile il momento in cui Uther attraversa il mare cavalcando sull'alito del drago, il giovane Mordred e la sua corazza dorata, l'albero dei cavalieri impiccati, il ponte levatoio oltre il quale si trova il Graal, il momento in cui Parsifal fa bere Artù dal Graal e lo risveglia a nuova vita e nuove speranze, la cavalcata fra gli alberi in fiore al suono dei Carmina Burana, la battaglia finale e il vascello che si allontana all'orizzonte con le spoglie mortali di Artù. Grande anche la colonna sonora con i suoi temi che non potevano che essere wagneriani. (F.T.B.)

LA TRAMA
La saga arturiana, elaborata e filtrata dal genio creativo di John Boorman, attinge a svariati miti e leggende medievali bretoni, generando una suggestiva mescolanza di stili e di contenuti. Il prologo narra le imprese più o meno eroiche (ed erotiche) del cavaliere Uther (un irriconoscibile Gabriel Byrne), ambizioso e violento condottiero che aspira a diventare re di tutta la Britannia.
Boorman ci presenta un Medioevo fosco (a tratti sembra di essere dentro alcune vicende del Signore degli Anelli di Tolkien), dove spietati cavalieri senza scrupoli si contendono il potere in un incessante alternarsi di scontri e alleanze.
Uther s’invaghisce di Igrein, moglie del Duca di Tintagel (Cornovaglia) suo alleato e spinge Merlino a trasformarlo magicamente nel marito della bella duchessa, per poterla sedurre.
Tuttavia, avendo concepito un disegno politico a lungo termine, e dunque prima di operare (con la magia del fare, pronunciata in una sorta di antico irlandese modificato) uno spettacolare sortilegio, Merlino costringe Uther a giurare che il frutto del suo amplesso sarà proprietà del Mago.
Il tradimento rende Uther indegno di diventare re e il piccolo Artù, strappato ancora in fasce da un implacabile Merlino alle amorose cure della madre, verrà affidato a un padre adottivo.
Vivrà come umile scudiero fino a quando riuscirà per puro caso [ma dietro le quinte, Merlino, osserva, vigila, e ... opera] a estrarre la Spada del Sovranità dalla roccia in cui Uther l’aveva "imprigionata" prima di morire durante un’imboscata. Ed è proprio tale evento straordinario che rende Re Artù, coraggioso e leale condottiero, capace, dopo lunghe e sanguinose guerre in primo luogo contro gli invasori sassoni, la pace e la prosperità nel Regno.
La trama è complessa, i simboli presenti sono molti e hanno differenti livelli di significato, suscettibili di diverse interpretazioni. Da notare che la vicenda di Artù e dei suoi cavalieri si svolge sotto lo sguardo vigile di un mago, Merlino, che passa dall'intervento attivo fino ad allontanarsi da ciò su cui non potrà più influire. Va rilevato che Boorman ha affermato che la pellicola è ispirata in molti aspetti alla lettura del libro La donna celtica, di Jean Markale, la donna, incarnata nella pellicola nella terrorizzante Morgana o nella debole Ginevra, svolge un ruolo catastrofico. Ambizione e ambiguità caratterizzano il sesso femminile [Victoria Cirlot, professoressa di Literatura Medieval alla Universidad Pompeu Fabra di Barcelona -http://www.el-mundo.es/2002/03/22/cultura/1121720.html].

Aspetto cruciale della narrazione è il passaggio epocale dal mondo degli Antichi Dei e del’incanto magico all'epoca cristiana che sottomette tutti gli uomini sotto un unico Dio.
Annalisa Ghigo osserva: “la metamorfosi genera inevitabili lacerazioni: Merlino è consapevole della sua imminente fine e rimpiange l’istintivo rapporto armonico con la Natura, destinato a spezzarsi e a perdersi per lasciar posto ad altri valori” [http://digilander.iol.it/nobynight/films.htm].
Dunque l’epoca cristiana pretende oramai di cancellare l’antica magia: invaghitosi della sorellastra di Artù, la perfida e infida Morgana (Helen Mirren), Merlino accetta di affidarle le arti magiche da lui applicate con misura e saggezza, mentre Morgana tenterà di usarle per ottenere il potere.
Sempre la Ghigo nota: “Nicol Williamson interpreta con sapiente ironia un ambiguo Merlino, motore della storia, poetico ambasciatore di saggezza e preveggenza, ma anche artefice d’incolmabili conflitti. La "Sacra Magia Del Fare", con la quale Merlino intesse l’intreccio di tutta la storia, nelle mani di Morgana si trasforma in strumento di potere e di sopraffazione; Merlino ne è la prima vittima: imprigionato nel Mondo dei Sogni, riuscirà però a trasformarsi in benevole visioni premonitrici nel riposo degli uomini giusti, mentre diverrà mortale incubo per la stessa Morgana, abilmente raggirata facendo leva sulla sua ambiziosa protervia”.

LE FRASI EMBLEMATICHE
Le frasi profetiche e sapienti di Merlino scandiscono tutta la narrazione.
Quando Uther infrange l’accordo stipulato con il Duca seducendone la moglie e violandone il castello, e dando il via ad una fatale lotta all’ultimo sangue, Merlino dice:
"Anni Per Costruire, Attimi Per Distruggere".
Al culmine della prosperità e della pace raggiunte con tenacia e lealtà da Artù, Merlino, incapace di partecipare alla gioia comune, esclama
"La Tragedia Degli Uomini è Che essi Dimenticano"
Discutendo alla Tavola Rotonda, Artù chiede a Merlino un parere sulle doti che un vero cavaliere dovrebbe possedere e il Mago esclama
"La Dote Più Importante Per Un Cavaliere è la Verità, poiché, se un uomo mente, assassina una parte del Mondo"
La funzione degli aforismi di Merlino è quella di prevedere, profetizzare e indirizzare il futuro, influendo sui comportamenti dei nobili cavalieri.

Un altro soggetto del film e la figura ad altissima valenza simbolica e mitologica e del Drago, presente in alcuni momenti fondamentali del film, una sorta di origine oscura e primordiale della forza della natura incontaminata.
La grande fotografia di Alex Thomson esalta lo splendore dei costumi curati da Bob Ringwood [che sono posteriori all’epoca dell’Artù storico], e contribuisce a rendere Excalibur una preziosa gemma magica nella storia del cinema.
La musica
I Carmina Burana fungono da ammonimento contro il male, la guerra e la violenza, gli Eleison sottolineano la spiritualità dell’amore tra Artù e Ginevra, destinato a esaurirsi non tanto sotto il peso dell’ adulterio con Lancillotto, quanto “per la dolorosa consapevolezza di Artù di non poter condurre una vita normale, ma di essere in qualche modo predestinato a intessere le sorti di un presente che travalica il passato e getta radici nel futuro” (Ghigo). La nobile la figura di Parzifal rappresenta l’ingenuo ragazzo di campagna che non conosce il mondo ma è assetato di verità, tanto da riuscire a diventare cavaliere per difendere la regina da una bieca calunnia ordita ancora una volta da Morgana. Una potente intuizione lo porterà a trovare il sacro Graal, calice ricolmo del sangue di Cristo, che infonderà ad Artù le perdute energie. La chiave per scoprire il Graal è “la consapevolezza che Artù e la Terra sono tutt’uno, che Artù è nato da un sortilegio per compiere una missione sacra e profana al contempo”. Il Crepuscolo Degli Dei di Richard Wagner, di cui indichiamo l’mp3, sottolinea il tramonto del mondo antico, con le sue magie e i suoi incanti, i suoi sogni infranti ..

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS