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A cura di Myrddin - Merlino
Pubblicato il 02/10/2002
Un "nuovo" libro da non perdere! Meravigliosi racconti dalle terre celtiche di Bretagna.
Anatole Le Braz
Magie di Bretagna
Neri Pozza tascabili, 2002, euro 8,00, pagg. 277
Sintetizzo per Voi dalla quarta di copertina e dall'Introduzione (ma è una gemma rara, vi garantisco, ero in snervante attesa per una pratica burocratica, ma il tempo è volato via leggendo il B E L L I S S I M O PRIMO RACCONTO, La Charlézenn)
Libro di rara forza e bellezza, unico nella letteratura francese del tardo Ottocento [per forza, non è francese, è bretone!!! n.d.r.], Magie di Bretagna è la più completa raccolta di folklore bretone mai apparsa in Italia.
Tra brughiere desolate, boschi solenni, montagne scabre, Anatole Le Braz (nato nel 1859 nella famiglia di un maestro elementare di lingua bretone, docente all'università di Rennes, dedicò tutta l'esistenza a raccogliere e a trascrivere i racconti della sua terra dalla viva voce di contadini e pescatori, che definì "gli uomini più cortesi della nostra razza") rievoca creature e immagini indelebilmente incise nella nostra memoria più antica: l'elfo dei boschi che amalia con grazia selvaggia chierici, nobili e briganti; il castello della Bella Addormentata nel bosco, sospeso dal gelo in un tempo irreale, l'asci amaledetta che appare e scompare come un magico amuleto; il cavallo di Margeot che sbuffa e scalpita, dopo cento e più anni, cercando il suo padrone morto di tristezza; ...e il mare, tiepido, femmineo e sensuale quando è vicino alla terra, cupo e gelido quando ne è lontano, celto tra le nebbie dell'Islanda iperborea.
Le Braz non guarda alle tradizioni della sua terra con illuministico disprezzo, per lui le "superstizioni" sono proprio, etimologicamente, quod superest, ciò che rimane, vivo e palpitante, di una cultrua millenaria.
Qui si parla di un popolo per cui la vita quotidiana non era uno sfondo di operazioni anonime, ma un tessuto perennemente vivo di vibranti presenze.
DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE !!!!!!!