Cosa vorresti?
A cura di Myrddin - Merlino
Pubblicato il 25/10/2002
Halloween ha le sue radici nell'antica festa celtica di Samhain
Samhain e la festa più solenne dell'anno celtico. Si celebra convenzionalmente il 1° novembre e segna l'inizio dell'anno. In quanto fine di un anno e inizio di un altro, la notte di Samhain è un "periodo sospeso", al di fuori del dominio del tempo storico e costituisce un canale attraverso il quale si può entrare in contatto con l’Altro Mondo.
Non c’è narrazione mitologica o epica che non si rapporti a Samhain e questo carattere magico e di unione con l’Altro Mondo è rimasto nella cristianizzazione della festa, che ne ha fatto Ognissanti e i Morti e il suo corrispettivo folklorico di Halloween.
Etimologicamente significa "riunione", per altri "fine dell’estate". Poiché i Celti si dicevano discendere da Dispater, cioè da un dio notturno, e computavano il tempo per notti e non per giorni, è ragionevole pensare di fissare l’inizio dell’anno d’inverno e non in primavera. La festa era delle più solenni, contraddistinta da banchetti e giochi e festini, e la sua durata era in genere di quindici giorni, ma comunque sempre almeno "tre giorni prima e tre giorni dopo Samhain".
Era in tutti i sensi una "riunione", o assemblea, che vedeva unita tutta la comunità intorno a banchetti di carne di maiale o cinghiale, cibo dell’immortalità. La gente del Sid incontrava in quel giorno gli esseri umani e ogni portento poteva accadere. Si tenevano delle fiere e i druidi giudici fissavano importanti questioni di diritto e politica, si emettevano sentenze. Ogni fuoco d’Irlanda doveva essere spento e si sarebbe acceso solo quando i druidi della residenza reale di Tara ne avessero riacceso uno. È questo il momento, sospeso e dunque eterno, in cui Mac Oc spodesta suo padre, il Dagda e ne ottiene temporaneamente il Sid, "per una notte e per un giorno", cioè per l’eternità.