Cosa vorresti?
A cura di Myrddin - Merlino
Pubblicato il 08/11/2002
Una Associazione che fa anche musica e opera per il recupero delle tradizioni popolari lombarde
Scopo dell'associazione culturale "Turututela" è la ricerca, lo studio, la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio artistico, musicale, teatrale e folcloristico Lombardo.
Inoltre, l'associazione, si occupa del recupero della tradizione Lombarda dei "Turututela" (così venivano chiamati, nel secolo scorso, i cantastorie) con la ricerca e la valorizzazione delle loro storie di carattere radicalmente popolare, con il recupero ed il restauro di strutture musicali e di versi spesso travisati dalle orchestre da ballo o dai gruppi musical-cabarettistichi che, in particolar modo nel secondo dopoguerra, evidenziavano in questi componimenti l'aspetto ludico e caricaturale, anziché le peculiarità storico-narrative, nonché folcloriche, dei brani stessi alterandone completamente i significati.
L'obiettivo dell'associazione è sollecitare le giovani generazioni (con il coinvolgimento quindi di tutte le strutture didattiche), a recuperare la propria identità culturale e civile divenendo così, conoscitori attenti delle tradizioni storiche e popolari della propria regione, provincia o città, e di conseguenza, anche futuri cittadini consapevoli e amanti delle proprie tradizioni storiche folcloristiche, musicali e teatrali .
Ulteriore scopo dell'associazione è quello di accreditarsi presso un pubblico più vasto, grazie alla rigorosità dell'informazione congiunta a qualità espositive semplici, leggere e figurate molto adatte ai giovani ma, apprezzabilissimi anche dai meno giovani che queste tradizioni folclorico -storiche le hanno in parte vissute.
Per la realizzazione dei propri scopi ed obiettivi l'Associazione si serve di supporti fonografici e letterari, stages, concerti, rappresentazioni di musica, teatro e cultura popolare e mostre di materiale inerente alle tradizioni popolari dell'area in oggetto.
E' uscito il Cd di Turututela distribuito da Felmay
Un simpatico e originale regalo per i vostri amici appassionati di musica.
Un imperdibile pezzo di storia della musica lombarda
e italiana che andrà ad arricchire la vostra raccolta di compact.
[dal sito Felmay]
Intitolato non a caso Canzoni popolari, il disco di FABRIZIO POGGI è una dedica sentita e un sincero omaggio al mondo e alla civiltà padano-lombarda più vera, immortalati nei racconti musicali dei suoi cantastorie, figure ormai leggendarie (e denominate appunto turututela) che, armati di una rustica chitarra a una sola corda, consumavano le suole delle scarpe vagando tra borghi e città per raccontare ai passanti fatti e misfatti di un'epoca in cui i mezzi di comunicazione di massa incidevano in misura assai scarsa sulla formazione "culturale" degli individui. E di questi narratori itineranti, dispensatori di semplici melodie e storie crude o inventate, FABRIZIO POGGI fa rivivere, non soltanto per lo spazio di un disco, lo spirito di un tempo.
Canzoni popolari accomuna una serie di brani della tradizione, sapientemente riarrangiati, ad altri scritti dallo stesso POGGI.
Tra questi ultimi spiccano Giovanna, la voce dedicata alla memoria della folksinger Giovanna Daffini, come gliela avrebbe probabilmente regalata il marito Vittorio Carpi, violinista di fama che per lei abbandonò i concerti con le orchestre sinfoniche, preferendo ai grandi palcoscenici le strade e le piazze dei paesini padani.
Altrettanto toccante è lo strumentale dedicato alla Nonna Vittoria, fonte di tanti canti e racconti, e particolarmente vibrante la libera messa in musica di una poesia d'altri tempi di Antonio Maragliano, come FABRIZIO POGGI nato a Voghera, cittadina a cui Gli occhi del cuore è ispirata.
Passano poi in bella sequenza alcune tra le più celebri ballate e canzoni dell'Italia settentrionale dalle radici antichissime, come Donna lombarda, L'inglesina, La pesca dell'anello, recuperate in una chiave filologica che ne mette in risalto i tratti più essenziali.
FABRIZIO POGGI e i suoi Turututela le spogliano cioè di tutte quelle invenzioni un po' barocche e inutili di cui purtroppo lo scorrere del tempo, e i tanti esecutori maldestri che si succedono, sono soliti rivestire i brani "mitici".
Ancora più autenticamente popolari sono le riprese di brani quali Senti le rane che cantano (Amore mio non piangere), il più celebre tra i canti con cui le mondine usavano accompagnare la loro dura fatica; Il Sirio, che ricorda il periodo nel quale erano gli italiani a dover emigrare mettendo a repentaglio la propria vita, come in questo caso, sin dal viaggio; e ancora Cara Emma, tipico racconto da veglia nelle lunghe sere d'inverno, incentrato sulla tristezza della condizione contadina.
FABRIZIO POGGI, il suo gruppo e i numerosi ospiti del disco affrontano tutto questo vasto repertorio con intensa partecipazione e grande perizia esecutiva, facendo riaffiorare alla memoria parole e cose di un mondo che non è giusto dimenticare.
FABRIZIO POGGI, cantautore e polistrumentista: é il leader del gruppo Chicken Mambo, molto apprezzato nell'ambiente del folk, con all'attivo 5 dischi, (di cui uno registrato negli Stati Uniti), spettacoli in tutto il mondo e in particolar modo nel Nord America; vanta collaborazioni con grandi artisti d'oltreoceano (Zachary Richard, Jerry Jeff Walker, Ponty Bone, Jimmy Lafave, Richard Thompson e tanti altri) e positive recensioni da parte della stampa nazionale e internazionale. Vogherese, in un periodo delicato della sua vita riflette sulle parole scritte da un suo illustre concittadino più di un secolo prima: "Amare la propria terra, oltre ad essere un piacere atavico che prima o poi nel corso della vita esplode in ognuno di noi, é soprattutto un dovere morale".
Nasce così in lui l'esigenza di tuffarsi a capofitto (come già aveva fatto per la musica americana) nella meticolosa ed appassionata ricerca di testi, musiche, vecchi libri e dischi quasi introvabili. Così, individuati e convinti alcuni "complici", nasce l'avventura di Turututela.