Cosa vorresti?
A cura di Myrddin - Merlino
Pubblicato il 16/12/2002
Un grande virtuoso, che vive nel nostro paese, e che merita di essere ascoltato
La musica araba può indicare anche la commozione, l'ebrezza e l'estasi, la musica araba è l'arte della memoria e dell'improvvisazione, l'espressione di infinite sfumature melodiche.
Ziad Trabelsi nasce a Tunisi nel 1974, in una famiglia di artisti.
Il padre è compositore e direttore dell’Orchestra Nazionale Tunisina.
Fin dall’età di quattro anni studia musica e canto orientale.
Suona, oltre allo Ud (liuto) – strumento principale della musica araba – anche il pianoforte, il violino, le percussioni e la chitarra.
Si diploma al Conservatorio di Tunisi nel 1994 e partecipa a concerti in Italia e all’estero, a spettacoli in diversi teatri romani e alle trasmissioni dell’emittente satellitare internazionale Arte.
Nel corso di un recente e importantissimo evento culturale a Bolzano, dal 4 al 7 dicembre 2002, "Afaq: scenari di lingua e cultura araba", come componente del gruppo musicale al-Jawaqah [un gruppo di cantanti musicisti provenienti dalla Tunisia che ripropongono al pubblico italiano la forza dell'incanto del loro ambiente tradizionale e la bellezza della musica tunisina andalusa (al malouf Andalousi)], ha suonato il liuto ed eseguito brani cantati all’interno di diversi spazi della manifestazione.
Oltre che in “Canto delle parole” il 4-12, si è esibito il 5 e 6 dicembre in “Tarab” e il 7 con il suo gruppo in un concerto di musica arabo-andalusa: “Aswat min al Turath”.
Io ho avuto occasione di ascoltarlo in un locale di Roma, Alì Babaà e i 40 piatti (via Flaminia 9/11, Roma, tel. 06 3610907) ed è veramente un artista di una intensità musicale notevole, virtuoso del liuto, e padrone della voce. I ritmi sono trascinanti, molto ballabili, e ho pure avuto la fortuna di vedere un paio di danzatrici arabe, di cui una siriana veramente brava.
Tra l’altro, come a Bolzano, era accompagnato dall’eccellente Welid Jelidi, piano arabo, che vive in Svizzera, e che può essere contattato tramite Ziad.
Un mistico mussulmano, Ibn Arabi, diceva: "I volti degli altri sono degli specchi. Nello specchio ognuno riconosce se stesso ma anche gli altri. Guai a rompere gli altri specchi".
Questo il senso dell'ascolto partecipe di una musica ricca di fascino.
Per contatti diretti (concerti, manifestazioni interculturali ecc.):
Ziad 348 7925118
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