
I Galati erano discendenti delle popolazioni celtiche che, tra l’altro, furono protagoniste del sacco di Delfi, e si trattava di celti che arrivavano anche dalla Gallia Transalpina.
Segoveso che si insediò dalla Gallia Transalpina nella Selva Ercinia, ad esempio, era re di una popolazione celtica di origine transalpina, che poi alimentò l’avventura celtica nei balcani.
Essendo attestata al 100% l’esistenza dei druidi nei celti transalpini, le stesse truppe che si muovevano lungo i balcani avevano con loro indovini, sacerdoti, bardi (ovvero i druidi nel loro insieme).
Le seguenti citazioni poi, lette assieme, confermano la presenza dei druidi tra i Galati.
IPPOLITO, Philosophumena I, XXV
Tra i Celti, i druidi si dedicarono alla filosofia pitagorica, alla quale erano stati indirizzati da Salmoside, il servo di Pitagora, uomo di origine tracia che era giunto tra i druidi dopo la morte del padrone, e che aveva dato loro l’opportunità di apprenderne le teorie. I Celti credevano che i loro druidi fossero indovini e profeti, poiché sapevano predire certi eventi, grazie al sistema di calcolo pitagorici. Non passeremo sotto silenzio l’origine del sapere dei druidi, poichè alcuni hanno presunto di scorgervi distinte scuole di pensiero. In verità i druidi si servivano anche delle arti magiche.
CLEMENTE ALESSANDRINO, Stremata I, XV, 70, 1
Alessandro, nell’opera sui Simboli Pitagorici, sostiene che Pitagora fosse stato un discepolo di Zaratro l’Assiro e che, oltre a ciò, avesse appreso quanto sapeva dai Galati e dai bramini.
Myrddin - Merlino









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