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By Musica celtica di Myrddin - Merlino
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Musica celtica di Myrddin - Merlino guida dal 19-09-2002

BROCELANDIA: foresta incantata, Al di Là celtico

Un viaggio della Vostra Guida

foto intervento

BROCELANDIA: foresta incantata, Al di Là celtico

"Merlino ... se ne andò nella foresta di Brocelandia, ch’era la più piacevole del mondo, alta, sonora, bella per cacciare e piana di cerve, cervi e daini.

Viviana veniva spesso a giocare e divertirsi nella foresta ...

Un giorno che sedeva sul bordo d’una fonte chiara la cui ghiaia brillava come argento fino, Merlino si trovò a passare ...

Un giorno che passeggiavano in Brocelandia, Merlino le chiese se voleva vedere il lago di Diana.

"Certo" ella rispose: "Quel ch’è di Diana non può che piacermi, che ella per tutta la vita amò i boschi quanto o più di me""

Egli la condusse ad un lago ch’era grande e piacevole, e le fece vedere sulla riva una tomba di marmo ...

Galvano, meditando, era entrato nella foresta di Brocelandia

D’improvviso si sentì chiamare da una voce lontana, e scorse davanti a sè una sorta di vapore che, per quanto fosse aereo e traslucido, impediva al cavallo si passare.

"Come!" diceva la voce "non mi riconoscete più? E’ ben vero il proverbio del saggio: chi corte lascia da corte è obliato!".

"Ah! Merlino, siete voi?" esclamò messer Galvano. "Vi supplico di mostrarvi, ch’io vi possa vedere".

"Ahimè! Galvano" riprese la voce "non mi vedrete mai più, e dopo di voi non parlerò che alla mia amica. Il mondo non ha torri si forti quanto la prigione d’aria in cui ella m’ha rinchiuso."

[I Romanzi della Tavola Rotonda, a cura di Jacques Boulanger, Mondadori, Milano 1988 rist. 2001, p. 104, 141,159

Sono tornato da un viaggio esteriore ed interiore, nelle foreste di Brocelandia, da Paimpont (il centro della foresta, e il modo migliore per iniziare a conoscere questi luoghi veramente magici).

E’ stato un vero viaggio iniziatico: non sono luoghi da visitare in un giorno [e senza aver letto almeno i Romanzi della Tavola Rotonda {Merlino) a cura di Jacques De Boulanger, Ivano di Chetiene de Troyes], ma occorre soffermarsi, viaggiare come gli antichi, a piedi o al massimo in bicicletta (il moderno cavallo d’acciaio), lasciar entrare dentro di noi la terra magica che percorriamo, perdersi tra campi pascolati da mucche pezzate con i colori della bandiera bretone, splendidi cavalli bianchi, case di pietre antiche, quercie millenarie, felci alte anche due metri, sacre pietre megalitiche, castelli misteriosi, assorbire il vento che mormora parole arcane, visitare con il cuore i luoghi di Merlino l’incantatore, delle fate (fate, non streghe) Morgana e Viviana, e forse del Graal, gli specchi d’acqua che comunicano con l’altro mondo celtico ...

Lì, a Brocelandia, potete Incontrare gli spiriti del passato, che vivono ancora, e moderni ricercatori, druidi dal Galles, della Bretagna, e financo .... dall’Italia ... E una musica antica sentire risuonare, e al di là del turismo di massa (comunque molto limitato rispetto a qualunque altra località turistica), avrete veramente la possibilità di trovare voi stessi ...

Ho visitato i luoghi da solo, perchè le mie esplorazioni sarebbero state lunghe e anche faticose, ed era una ricerca personale, interiore e per me fondamentale ...

Me ne sono andato con rimpianto, una parte di me è rimastà là, ad espettarmi nuovamente ...

I vari romanzi antichi sulla Tavola Rotonda, Re Artù, Merlino ecc. sono una singolare mistura di epopea autenticamente celtica, e di tentativi cristiani di riverniciarne la veste antica con il nuovo moralismo da loro predicato.

Ad esempio la lettura di Merlino l’Incantatore, nella versione di Jacques Bolulanger mette in risalto l’enorme contrasto tra le parti nelle quali è presente Merlino, gioiose, libere, e vere esaltazioni dell’amore umano, ad altre parti dove il mago è assente, e dove una visione monacale cupa, pesantemente negativa e di odio verso l’amore umano, il sesso e le donne emerge in modo veramente intollerabile ...

 

21 agosto – Partenza per Brocelandia

19.00 invio ultimo messaggio al Forum di Celtic World, dal quale ho avuto simpatia e auguri.

19.08 Dopo giorni di calda afa milanese, il Dio del tuono Taranis fa sentire la suo vece in lontananza. E pioviggina mentre con pochissimo bagaglio mi avvicino alla stazione della Metropolitana.

19,36 Esco dal Metrò di fronte al Castello Sforzesco, e diluvia in modo esagerato ...

Attendo fino alle 20,30 l’autobus, che è francese, con su scritto Sylvestre di Versailles e con una immagine sulla fiancata. Una testa contronata di capelli e raggi solari, una tipica raffigurazione celtica!!!

Un ottimo auspicio.

20,50 Si parte, inizio a leggere I Romanzi della Tavola Rotonda, ovvero il Corpus Lancelot-Graal o Lancillotto in prosa (1215-1235) curato da Jacques Boulenger,

24,00 Ho letto un bel po del libro, siamo a Torino, fa molto caldo.

2,00 Fermata ad autogrill francese, aria fresca e luna piena che appare e scompare tra la montagane le nuvole

Dormo seduto, senza problemi.

22 Agosto

10,00 Arrivo a Parigi, alla brutta perfieria industriale (Metropolitana n. 3 Gallieni).

Mi muovo con la metropolitana (estesissima) e vedo varie pubblicità (il nuovo film di Harry Potter, La Fidanzata del Vampiro, ecc.) e arrivo a MontParnasse (Stazione centrale SNCF ferrovie francesi). Do un’ochiata alla piazza (Pl. R. Dautry) e vedo edifici del secolo scorso molto belli, ma anche orrendi edifici moderni e una mostruosa Torre Nera degna di Sauron!

In Metrò e sui treni si vede molta gente di ogni condizione e colore, dal clochard che sonnecchia per terra, nei corridoi della Metrò, col giornale appoggiata al muro, alla frettolosa ed esile donna in carriera, bionda e preoccupata, con due belle borse di pelle nera, ad un gigante orientale che porta un remo di barca, ad una ragazzina che cerca di sollevare una valigia più grande di lei, ad un anziano che fuma soddisfattissimo una sigaretta, achi è svenuto sul sedile dalla stanchezza, alla vecchietta che avanza nel corridoio del treno barcollando, allo straniero che scrive queste righe ... per finire con una piccola bimba che farfuglia al padre tata, tata ...

Sono lontano dal mio mondo abituale, ma ho una sensazione di familiarità con questi luoghi, con questa gente ...

12,05 L’unico modo di arrivare a Rennes in tempi decenti è prendere il costoso TGV (45 euro per 349 km), che impiega 2 ore anzichè le 4 del treno ordinario (che costa solo 8 euro in meno)., un asettico treno modernissimo, come una camera d’ospedale ...

Dovrei arrivare a Rennes alle 14,00, ma c’è stato un incendio sulla linea, deviano il convoglio a Vannes, ci fanno scendere a Redon, poi un treno locale ci porta finalmente a Rennes, dove arriviamo alle 15,45.

L’Autobus per Paimpont, nel centro della foresta di Broceliande parte alle 16,05, che fortuna!!! (ma era solo predestinazione).

Alla guida del grosso autobus c’è una giovane donna con un vestitino rosso a fiori, con i capelli rossi, e carina ...

22 agosto a Paimpont
16.05 Finalmente sono arrivato all'agognata meta, Paimpont, nel bel mezzo della foresta di Broceliande.
Entro nella piazza principale, L'Esplanade de Broceliande, e rimango affascinato dalla visione del lago e dell'Abbazia, legata alla storia del grande re bretone Judicael.
Mi incammino verso l'Ufficio Turistico, a lato dell'Abbazia: gli opuscoli in italiano sono esauriti!
Vi è comunque del materiale interessante, una piantina gratuita imprescindibile per visitare alcuni luoghi importanti (ma non è completa, non comprende ad esempio la Chene (Quercia) de Hindre, la collina di Ponthus el'albero che vi è su essa (vicino alal fontana di Barenton), le pietre megalitiche dette Cimitero degli inglesi (che sono lungo la strada che va dalla Tomba di Merlino al Castello di Comper, ecc.) [tutti luoghi ch eho scoperto con la mappa insufficiente che danno, ma girando in bicicletta].
Vendono anche bellissimi opuscoletti di Le Roux Guyonovac'h sulla Foresta di Broceliande, sul druidismo, ecc.
Torno al campeggio municipale, bellissimo e pulitissimo, poi ritorno in paese.
Do un'occhiata veloce ai pochi negozi esistenti, tra cui il Fil Rouge (ma Tiziano e Tiziana non ci sono), il turistico Pays de Merlin (che ha comunque anch'esso alcune cose interessanti), ricchi di oggetti epubblicazioni sui celti e la materia di Bretagna. Il parrucchiere locale si chiama Merlin e Vivian!
Acqusito qualcosa al minimarket.
Le case del centro del paese, e le altre sono quasi tutte di pietra, in puro stile rurale bretone, mi piacciono moltissimo e mi sembrano familiari.
Quelle singole mi danno una forte sensazione di Irlanda (che ho visto solo in fotografia ..., per ora).
Torno alla tenda, e mi rendo conto di averla piantata sotto una giovane quercia, carica di ghiande: un simbolo di ottimo auspicio.
Compilo un po di cartoline da inviare a familiari e amici vicini e lontani (al momento ... lontani!)

23 agosto Drudi e Bardi
10.00 Mi sveglio ben tardi, tra canti di vari uccelli, anche Merli, forse ... Merlini [tremenda!]
11.00 Parto a piedi da Paimpont per Pleian La Grand, 7 chilometri, alle 15 c'è una conferenza tenuta da un noto druido ...
Attraverso la foresta, è bellissima, con un nettissimo predominio di querce (proprio una foresta sacra dei druidi), un numero inverosimile di felci, moltissimi funghi di grandi dimensioni, more mature e buone, pochissime auto (in un'ora e mezza ne ho viste passare una decina), canti di uccelli e stormir di fronde ...
12,30 Arrivo a Pleian, giro per questo bel paesino (con una bella chiesa, peccato tutti quegli alberi che hanno tagliato attorno alla statua del santo, un vero massacro vegetale), e lascio passare un po di tempo.
13,30 Vado a dare un'occhiata al cinema (che è della chiesa) e leggo che l'iniziativa è stata spostata a Beignon, a sette chilometri di distanza!
13.39 Parto per Beignon, a piedi!
Voglio veramente che questa leggendaria terra di Bretagna entri dentro di me (come diceva un flosofo taoista dell'antichità, Chuang Tzu, le forza nasce dai talloni).
Vedo molte ville che hanno in giardino delle pietre megalitiche, dei menhir (mi hanno detto che in alcuni casi sono state asportate dai siti archeologici!).
Anche la chiesa di Beignon è molto suggestiva.
So che la conferenza si tiene a Beigno, La Lande, al centro Tenedo (che mi diranno poi è un centro di cultura alternativa e celtica), ma non lo trovo subito.
Noto molti alberi di mele (a Paimpont ho visto campi dove i contadini coltivavano bellissimi fiori).
Le case sono decorate con fiori di geranio in fiore, quasi tutte belle di pietra e tradizionali.
Vedo un bellissimo cavallo bianco, che fotografo, poi un'anziana signora mi aiuta a cercare il centro Tenedo, ma senza esito, attraverso la strada e incontro il marito della signora, che mi da la dritta decisiva.
15,30 Arrivo giusto in tempo per sentire la causerie=chiaccherata, nell'ambito del CELTIVAL che si tiene a Broceliande dal 19 al 25 agosto, con Philip Carr Gomm, un gallese allegro e gioviale capo dell'Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi, uno dei gruppi drudici più importanti a livello internazionale [vi consiglio vivamente il suo libro Riti e Misteri dei Druidi, Mondadori, Milano 2000, un testo introduttivo fondamentale per capire il senso e la necessità di una rinascita drudica, di un nuovo modo, in realtà antichissimo, di concepire il notro posto NELLA e non contro la natura], che mette in scena, con la collaborazione dei presenti chiamati ad interpretare i vari personaggi, una sorta di simpaticissimo psicodramma collettivo incentrato sulla "Storia di Gwion Bach", storia del piccolo Gwion, la bellissima storia del Bardo Taliesin [il più grande esponente dell'antica religione druidica di cui si ricordi il nome, insieme a Merlino-Myrddin] e di come ha acquistito i suoi poteri [Philip ricorda che lo stesso Merlino riconosceva di essere debitore a Taliesin di conoscenza e saggezza]. Sono presenti 60 persone.
Com mia sorpresa, il tutto è reso ancora più suggestivo dalla presenza dei magici suoni del grande arpista bretone Myrdhin, con la sua arpa nera che abbiamo già sentito a Celtica 2002.
Un incontro carico di spirito (inteso come spiritualità e divertimento), che rende viva e attualissima (e insostituibile per l'alienato uomo e donna moderni) la sapienza profonda dei drudi antichi.
Carr Gomm spiega che la sua associazione OBOD Ordien dei Bardi Ovati e Druidi (che ha diverse migliaia di iscritti e propone anche corsi per corrispondenza) si propone di mantenere viva e attuale tale conoscenza antica.

Parlo prima con Myrdhin, simpaticissimo con la sua gran barba, sempre vestito di bianco, che mi comunica i suoi siti (tra cui il nuovo htto://www.harpe-celtique.com e il vecchio htto://www.telenn.net, nonchè la sua e-mail harp@wanadoo.fr) e ci accordiamo per un'intervista.
Sembra un vero e proprio Mago Merlino dell'arpa,, quando pizzica le corde del suo nero strumentoed evoca nelle orecchie e nella mente le immagini più belle delle leggende celtiche, bretoni e arthuriane ...

Poi parlo con Philip Carr Gomm, lo informo che esiste una traduzione italiana di una sua opera, circostanza a lui del tutto ignota (!), concordo anche con lui ulteriori contatti via email e un'intervista, e finiosce con un abbraccio,
La tenuta dell'arcidruido è la seguente: ciabatte, pantaloncini chiari, camici tipo hawaiana (ma in realtà piena di simboli magici, spirali, yin-yang ecc.).
Lo accompagnano la moglie e la simpaticissima figlia. Lui è di professione psicologo, è un tipico gallese, allegro e aperto.
17.00 Mi incammino verso Paimpont, altri sette chilometri a piedi.
E' dura, l'avventura ...
Mangio un bel po di more, strada facendo, raccolgo un bellissimo ramo di agrifoglio, che ho riportato in Italia, e cammino, cammino, cammino ...
Dopo aver percorso 4 km mi si ferma davanti un furgone, con un adesivo del Galles, ne scend euna signora che mi chiede se vado a Paimpont. Dice di avermi visto alla conferenza druidica e di avermi riconosciuto dalal borsa (una borsa verde scura con sopra gli occhi del Buddha del grande Stupa di Katmandù). Lei è una simpatica gallese, del sud (Caerleon, importantissimo sito archeologico), mentre il suo compagno è inglese.
Ha molti libri sui celti che mi vuole regalare, edice che quando tornerò mi ospiterà.
E' un buon contatto, Mi lascia al centro di Paimpont e ci salutiamo. Vado al negozio celtico Fil Rouge, per portare i saluti di Corvo Nero e Lupaccia, ma Tiziano e Tiziana non ci sono ancora, cè in loro sostituzione la simpatica Carmela, che mi dice cose magnifiche della birra bretone Lancelot, creata da un ingegnere che 10 anni fa ha molltato tutto per questa impresa, e mi consiglia la Bonne Rouge, che è veramente fantastica. Provate queste birre del prode LANCELOT, sono di altissima qualità!.

Sembra che nulla di nuovo possa accadere, invece ....

23 agosto 2002
19.00 Nel negozio di Tiziano e Tiziana, Le Fil Rouge de Broceliande, incontro nuovamente la signora gallese, mi chiede se ho intenzione di sentire i poeti, al centro Tenedo, questa sera, e al mio assenso ci accordiamo per un passaggio.
Alle 21 arrivo in loco, ci sono anche 12 arpiste e arpisti cha hanno fatto lo stage con Myrddhin. Bravissimi poeti bretoni si esibiscono accompagnati dalle arpe, flauti, bodhran, un atico strumento medievale (e tra i musicisti c'è Jaques Galibert).
UIno degli stegisti, il bretone Salomon, canta e arpeggia della Foresta incantata di Brocelandia, delle ombre dei cavalieri Percival e Galaad, dei Korrigans, di Merlino l'incantatore, di Morgana e Viviana, le fate.
Attorno a noi si levano alte le querce, il cielo scurisce gradualmente, l'aria si raffredda, piccoli lumini vengono accesi sul prato (il fuoco è temuto perchè pochi anni fa un grande incendio ha gravemente danneggiato la Valle senza ritorno), un bardo si infervora e recita a voce alta, grida come un antico druido ...
Infine conosco un'arpista italiano, Andrea Secchi, degli Elfic Circle, mi invita a visitare il sito http://www.fairylands.com, mi da la sua email music_tara@hotmail.com. Vive in Bretagna ma ora si trasferirà per un po in Irlanda per suonare e fare concerti. Ha pronto un nuovo cd, cerca contatti per concerti anche in Italia.
La signora gallese Chris mi riaccompagna a Paimpont.
23,30. Vado al bar Le Brecilien per bere l'ottima Bonne Rouge de Lancelot, birra rossa di gran qualità, e scrivere queste righe, in questo paese dove quasi tutte le vie sono dedicate a Merlino e agli eroi della Tavola Rotonda!
00,40 Strane presenze.
Attraverso la strada di fronte al lago dell'Abbazia, sulla riva destra vedo una luce, come un bagliore, che si ripete poco dopo (tra l'altro c'è luna piena), poi di nuovo una luce di fronte, in fondo al lago, e altre luci, ripetute per 1-2 secondi.
E ricordo che questo pomeriggio avevo visto uno strano riflesso nell'acqua.
E proseguendo per la strada buia e senza illuminazione artificiale, sento i cani abbaiare ...

24 AGOSTO 2002 Nella Foresta di Broceliande, sulle tracce di Merlino l’incantatore (5)

11.35 al Bar Le Brecelien di Paimpont affitto una bicicletta mountain-bike, 10 euro per tutta la giornata ...

Pieno di entusiasmo, occhiali neri da sole, borraccia e borsa verde a tracolla con occhi di Buddha sopra (quelli dello stupa di Katmandu in Nepal), dopo aver incrociato un festoso e fastoso matrimonio bretone nella piazza di fronte alla splendida Abbazia, mi lancio lungo la Rue de l’Enchanteur Merlin (!!!) e volo sui pedali.

La giornata è stupenda, sempre bel tempo, Belenos mi sorride dall’alto dei cieli, il "pellegrinaggio" nella Sua Aquileia ha portato con me lo stesso bel tempo che c’era la in terra friulana.

Lungo la strada ho l’opportunità di ammirare moltissime mucche, bianche e pezzate con i colori della bandiera bretone ...

Pecore pasciute, gran cavalli e le bellissime case bretoni di pietra, qualcuna munita di menhir in giardino )li consegna Obelix?).

Ad un certo punto sento i clacson strombazzare dietro ad un enorme corteo di auto per lo stesso matrimonio che avevo visto in piazza a Paimpont.

Accosto la bici, faccio segni di saluto, festosamente ricambiati.

Alla fine del corteo c’è una ridicola piccola auto con due bambole sul tetto vestite come gli sposi, una carrozzina con dentro un neonato e alla guida uno sgangheratissimo conducente che sghignazza e grida.

Il corteo procede, ma dopo qualche centinaio di metri me li ritrovo fermi al ristorante, con tanto di banda degli ottoni che strombazza [si tratta del Bar Tabac Snack Evelyn Chotard, 0299078121 a Telhouet].

Proseguo, pedali, trovo una lunghissima discesa, volo senza pedalare, fantastico.

Arrivo poi all’altezza di un cartello che segnala Chene de Hindre (una quercia antica molto ramificata). Incediso se andare a vedere o meno, alla fine mi addentro nel sentiero, e dopo 400 mt, sulla sx in lontanaza, mi sembra che si sia qualcosa di strano. Mi avvicino e scopro una tomba megalitica non segnalata da alcuno (assomiglia un po a quella che è riprodotta nel Parco comunale di Castelletto Ticino). Molto interessante, rimango un po sul posto, fotografo, e poi ricerco l’albero che non trova, a meno che sia quello che ho fotgrafato ...

La foresta è incantevole, sono quasi tutte quercie.

Il sole splende, la strada è in discesa, tutti gli auspici sono favorevoli ...

12,30 Arrivo ALLA TOMBA DI MERLINO, secondo quanto attesta la leggenda bretone. Qui Viviana, con un’incantesimo rappresentato da 9 cerchi magici, imprigionò Merlino in una prigione d’aria ...[V. I Romanzi della Tavola Rotonda, a cura di Jaques Boulanger, vol. 1. Milano, Mondadori 2001].

Se si accede dal passaggio pedonale, prima di arrivare, si potranno scorgere lungo il passaggio alcune strane e bizzare formazioni rocciose.

Restano tre pietre di quello che era un monumento ben più grande, mandato in frantumi da una sciagurata esplosione, nel 1800, causata dal proprietario del fondo speranzoso di ritrovare un tesoro ...

Anche in versione ridotta ha un suo fascino, al centro di un recinto rotondo, sorta di cerchio magico, e al suo centro un albero di agrifoglio pieno di bligliettino di chi chiede al Mago la realizzazione dei propri desideri. E Merlino parla ancora, chi sa ascoltarlo.

Leggere, per credere, l’eccellente libro di Jean Markale, Merlino, e l’eterna ricerca Magica, Mondadori Editore, Milano 2001.

Io ho infilato un bigliettino con su scritto

CHE TUTTI I SINGOLI, COPPIE, FAMIGLIE CLAN POSSANO ESSERE FELICI E SANI. RINASCITA CELTICA.

Giro tre volte in senso orario attorno all’albero, mormorando dentro di me, quando nessuno è presente. Vi è comunque una presenza costante di visitatori, francesi, bretoni e stranieri. Mi faccio immortalare da un motociclista italiano, li in visita con la sua ragazza.

Occorre dire, che oltre al monumento e ad altro, come si vedrà oltre, Merlino è sempre presente in questa foresta incantata, il consigliere e creatore del Mitico Re Artù, e dell’ordine dei cavalieri della Tavola Rotonda, uno dei quali, Lancelot, era bretone ...

Poco distante c’è la fontana della giovinezza, dove bretoni e francesi buttano monetine (come facevano gli antichi celti con le loro fonti sacre), chiedendo anche qui la realizzazione di desideri collegati con la buona salute. E’ veramente bello fare qui, insieme a loro, questo antichissimo rito ...

Mi siedo poi un po di tempo a contemplare questa fonte, quasi del tutto asciutta, in questo momento dell’anno ...

Alle spalle della piccola fonte c’è uno strano ripiano roccioso.

Qui a Brocelandia la roccia è rossastra, scisti rossi.

Torno indietro, mi soffermo ancora alla Tomba di Merlino, e solo pensando a quanti sogni, desideri e speranze sono statri affidati ai suoi antichi poteri, provo un’emozione difficile da esprimere ..

Fa pensare, qui alberi, pietre e rocce sono ancora sacre, come al tempo degli antichi druidi, dei celti dei tempi che furono ...

13.20 Inforco la bicicletta e visito la cosiddetta Tomba degli inglesi, che fa riferimento ad una battaglia del 1300 d.C., ma in realtà è un sito megalitico di qualche migliaio di anni fa ... non è ben segnalato ...

Comunque arrivo, mi siedo sulle rocce, riposo, bevo, recupero forze, fa caldo, ripenso a questi lontani antenati, questi loro luoghi sacri, di sepoltura e di comunicazione con l’Altro Mondo, luoghi grezzi, massicci, naturali, fatti con pietre, veri portali dell’Al di Là, dove l’anima immortale continuerà a vivere, felice ...

Loro festeggiavano la morte, con libagioni, canti e danze, perchè era la prosecuzione della vita, una nuova fase, gioiosa e senza più ostacoli e difficoltà ...

14.00 Riparto ed arrivo al Chateau (Castello) di Comper, di cui alcuni visitaro hanno scritto in termini asoslutamente superficiali. Si tratta in effetti di un castello molto antico, come attestano le mura esterne semidistrutte,

Ospita il Centro dell’Immaginario Arthuriano, con una fornitissima libreria al piano terra (vendono un solo libro italiano, Il Vischio e la Quercia di Riccardo Taraglio, Senchus Mor qui nel Forum), che presenta moltissimi libri sui celti, di grande qualità (Kruta, Markale, ecc. inediti in Italia).

Costo ingresso euro 4, solo il lago 1 euro.

Già il Lago, si tratta del famoso lago dovela Dama del Lago, Viviana, allevò il Giovane Lancillotto, nel castellocreato per lei da Merlino sott’acqua.

Lo specchio d’acqua e assoluamente fantastico, e nei pressi c’è anche una quercia dalla forma incredibile (fotograta).

Qui la cosa migliore, ancora una volta, è sedersi, guardare il lago e i suoi riflessi e aspettare...

15.00 Arrivo alla quercia di Guillotin, che ricorda la vicenda di un frate sfuggito ai rivoluzionari francesi durante il periodo del terrore, nascondendosi in una fenditura di questa fenomenale quercia di 1000 anni, la quale ha una apertura nella quale si entra a stento, ma entro la quale si sta poi comodamente (la quercia ha una circonferenza di 9,5 metri(.

La cosa più interessante è però un’altra, perchè la quercia è anche detta la quercia di Eon l’Etoile, una singolare figura di monaco-eremita che fu protagonista di una vicenda di ribellione popolare contro i signori medievali e che venne ritenuto ispirato da Mago Merlino, salvo poi essere arrestato e imprigionato a Parigi, mentre i suoi seguaci venivano massacrati dalle truppe del re (questo intorno al 1145 d.C.).

17.00 Arrivo a Follee Pense, il villagio dove si trova la fonte di Barenton. Li Eon L’Etoile aveva impiantato un luogo di cura per i malati di mente, riprendendo una tradizione che si dice risalga al tempo dei druidi.

Occorre 15 minuti di percorso a piedi nella foresta prima di poter accedere alla fonte, che ha visto gli incontri amorosi e magici della Fata Viviana e di merlino l’Incantaore.

Ho dovuto aspettare due ore per poter avere due secondi liberi e fotografare la fonte senza nessuno vicino ad essa.

E’ veramente frequentatissima, la gente fa foto, la guarda, tocca l’acqua, constata che è molto fredda, una signora mi chiede se è potabile (e io grugnisco senza rispondere: domanda assurda per una fonte magica).-

Una ragazza un po sciocca prende un bicchiere d’acqua e lo versa sul pietrone di Merlino, con un’azione che secondo la tradizione potrebbe scatenare pioggia e fulmini. Ride soddisfatta di se, come se avesse sfatato un mito (ma 24 ore dopo, inizierà a piovere per 50 ore filate !).

Nessuno fa l’azione più logica, almeno secondo me: alle 19.00 prendo un bicchiere e bevo una bella bicchierata dell’acqua della suggestiva fonte di Merlino.

C’è una quercia, in mezzo ad altre, che spiove sulla fontana, con moltissime radici in vistosa evidenza, e anche quelle a fianco hanno molte radici sporgenti dal terreno.

L’immagine è simbolica: Merlino porta in superficie le radici di una antica e lontana sapienza, e penso che il compito di farla RINASCERE, innanzitutto come religione della Natura, come sensibilità profonda e magica capace di trasformarci da sfruttatori incoscienti e privi di controllo di altri esseri viventi (piante e animali compresi) e di elementi della natura, in fratelli, amici e adoratori della Natura in tutte le sue espressioni.

Il senso vero dell’Antica Religione dei Celti, e della magia ad essa connessa, come quella esercitata dall’Archetipo dei druidi, l’ultimo Druido, Merlino l’Incantatore, è innanzitutto saper parlare, comunicare con gli elementi, con gli animali e le piante, e quindi anche con gli uomini in modo vero, profondo e integrale,

Comunque qui a Barenton la cosa migliore è sedersi davanti alla fontana, guardare l’acqua che scorre, le radici nodose delle querce ai lati, respirando l’aria fresca del luogo.

Tra l’altro nei pressi della fonte si può salire su una collina, collegata con la più tarda leggenda cavalleresca (Ponthus) della foresta di Broceliande, e dalla quale si domina tutta la vallata, con vista fino a Paimpont (c’è anche un altro albero straordinario).

Tornando indietro rivedo i resti rossi di una fortificazione appartenuta al celebre e misterioso Eon l’Etoile (che il druido italiano di Broceliande, Tiziano, nome druidico Tabos /|\ di cui parlerò in seguito, definisce "il figlio di Merlino").

19.00 Ancora in bicicletta, mi lancio in discesa, verso Trehorenteuc, lungo la strada D141.

Sulla destra, segnalato, c’è il sito megalitico Jardin aux Moines, dove c’è un cartello marrone con la lettera P.

Si avvicina il tramonto, e lo scenario è partiolarmente suggestivo, col cielo rosso ...

Inizio a essere un po stanco, dopo 60 km di pedalate, e anche camminate a piedi, sotto il sole battente ...

Osservo il sito, in buona parte invaso dalla vegetazione: sonopietre disponste come un grande rettangolo, e rappresenterebbero dei monaci traformati in pietra perchè dediti a costumi licenziosi ...

19,40 Arrivo a Trehounteuc, per la Fest Noz del Celtival, del quale è deux ex machina, manco a dirlo l’ineffabile, barbuto e simpatico Myrdhin.

Alle 21 inziano le danze bretoni, e vedo danzare pure Philip Carr Gomm. Diverse copie anziane del paesetto ballano con grande grazia e abilità

Ma io sono preoccupato, sta venedo buio e devo tornare a Paimpont, sono qui, nel bel mezzo della Valle Senza Ritorno (la valle dove la Fata Morgana lanciava i suoi incantesimi contro Lancillotto),

 

24 AGOSTO 2002 Perso nella Valle senza Ritorno (6)

24 agosto 2002 Perso nella valle senza ritorno

21,40 Parto con la bicicletta, ma la direzione evidentemente non è quella giusta, diventa sempre più buio, e gli alti alberi ai margini della strada oscurano anche il poco chiaro residuo del cielo.

La luna non si vede, la cartina che ho non riesco a leggerla perchè non si vede nulla, non esiste illuminazione artificiale e non passano auto ...

Non trovo le indicazioni per Paimpont e mi ritrovo perso, pedalo ma non so esattamente dove sto andando, nel bel mezzo della Valle senza Ritorno.

Ai lati, tra le fornde, sento rumori furtivi e rapidi, qualche canto di gufo ...

22,20 Pedalo, pedalo, pedalo, ma è notte fonda, pedalo nelle tenebre.

Nel buio, lunghe discese velocissime, ma è come pedalare ad occhi bendati, o in un sogno ...

Le poche auto che incrocio mi abbagliano, sto centellinando l’acqua ...la segnaletica non indica alcun nome a me conosciuto ...

Sono molto lontano da Paimpont (alla fine risulterà che ho percorso 100 km, anzichè i 60 del giro correttamente effettuato). Finalmente arrivo ad una città con lampioni e trovo un cartello che indica Plelan Le Grand, cittadina che conosco e che dista 7 km da Paimpont, ma il cartello non indica la distanza!

24 agosto 2002 ore 22,40 (parte 6)

Continuo a pedalare nel buio quasi completo, e finalmente appare!

Bassa, molto bassa, coperta da nuvole, si intravede parte di luna, rossa ...

Pedalo, pedalo, pedalo .. e la luna piena a poco a poco si alza, argentea e luminosa, ed è una luce preziosa e fortunata per me, perchè mi permette finalmente di vedere un po la strada oscura lungo la quale spingo instancabilmente (si fa per dire ...) i pedali ...

Per lo meno non pedalo più completamente alla cieca.

Sono proprio in pena Valle senza Ritorno, quella della Fata Morgana, ed effettivament eil ritorno si sta rivelando molto, molto difficile.

Speriamo che l’acqua di Merlino mi indichi la giusta direzione e mi consenta di tornare alla mia tenda.

Ad un certo punto vedo un cartello che indica: Paimpont 13 km!!!

Almeno è una strada diretta verso la mia meta ...

Sono piuttosto stanco, arranco in un clima spetrale, sotto la fioca luce lunare, attorniato da alti alberi le cui sagome si stagliano disegnando immagini anche piuttosto inquietanti... Oltre ai soliti rumori di movimenti furtivi ai lati della strada ...

Sono anche in direzione del castello di Trecesson, il noto castello dei fantasmi ...

Ad un certo punto sento ululare in lontananza ...

Pedalo in un sogno, non mi sembra vero .. ma l’aria è fresca, e si vede poco ...

Spesso gli alberi sono così alti che non lasciano neppure filtrare la luce lunare, e dunque ancora una volta mi capita di pedalare in discesa nel buio quasi completo (fortunatamente la strada è priva di buche – la mountain bike è senza luci!!!).

Sento anche i gufi dalla foresta ...

Ma non guardo ciò che mi circonda,. Impegnato a guardare (si fa per dire, perchè si vedeva poco e niente) davanti a me, e a fermarmi quelle pochissime volte che un’auto passava sulla corsia opposta, abbagliandomi regolarmente.

Non arriverò più, dico fra me e me, e quando ad un certo punto un cartello, che si fa fatica a leggere per l apoca luce, mi indica la direzione Tomba dei Giganti mi scoraggio, in quanto so che quell’antico allineamento di pietre megalitiche è molto lontano dalla meta.

Non posso fare altro che continuare a pedalare, e penso ai Korrigans, il buon popolo dei folletti di Bretagna (sui quali ho acquistato un fantastico libro illustrato in Bretagna), sperando in un loro aiuto (che ho chiesto esplicitamente).

Ogni volta che credo di essere più vicino a Paimpont mi si ripresentano salite che mi sembrano allucinanti, lunghe e ripide ...

Ogni tanto mi fermo per bere la poca acqua (in realtà una specie di bevanda zuccherata esotica che mi da un po di energia), e che centellino come il più prezioso dei liquidi ..

- 1,00 Finalmente!!!

L’Etang de Paimpont, non mi sembra vero, il lago, faccio perfino fatica a riconoscere il mio luogo di destinazione.Consegno la bicicletta al simpatico proprietario del Bar Le Brecelien, che mi chiede se sto bene e se ho bisogno di qualcosa (e quando gli dico di essermi perso nella valle senza ritorno, mi dice che c’è qualcosa di strano, in quei luoghi)

Stanchissimo, torno all’ottimo Camping municipale.

Un agiornata ricca di avvenimenti, avventurosa quanto basta, e con un alone di mistero che continua ad essere rpesente ... ho trovato pane per i miei denti !

Ma a differenza di quanto penso, non è ancora finita!!

La mia tenda è sul fondo del campeggio, sotto una giovane quercia, dove una rete divide la zona municipale dalla foresta.

Dormo profondamente quando alle 4.00 sento provenire improvvisamente, dalla foresta, un trambusto incredibile: rumori di passi, sembra che taglino la legna ... li sento anche vicini alla rete oltre la quale ho posato la mia tendina ..

Lì tra gli alberi, nonostante la luna piena, so che è buio pesto, chi può fare tutto questo in piena notte???

Korrignas, si direbbe ....

 

25 agosto 2002: La festa medievale (7)

Oggi devo stare tranquillo e riposare, dopo i molti avvenimenti di ieri ...

Una splendida giornata di sole. Unga grande Festa Medievale a Paimpont.

Una ventina di bancarelle di artigianato celtico (e tre di alimentari, tra i quali fantastico formaggio di capra della foresta, e dolci di mele dell’Altro Mondo ... eh eh eh), una quantità inverosimile di gente rimpie ogni spazio del piccolo paese, i negozi sono presi d’assalto dai turisti ....

Giro per le bancarelle (in una c’è una fata con orecchie a punta veramente molto reali ...).

Di fronte al negozio dei due Druidi italiani [Tiziana e Tiziano Scapinelli – Tabos /|\ - Il negozio è Le Fil Rouge de Broceliande - 22, Rue General de Gaule, tel.-fax 02 99078193 - 25380 Paimpont ] c’è una bancarella di ottimo idromele ch ei frequentatori delle feste celtiche italiane ben conoscono (lo stesso che a Celtica 2002 è andato esaurito il primo giorno). Il formaggio me lo mangio sotto la grande quercia davanti al lago di Paimpont (e a finaco un circolo di pietre!).

Parlo poi con il ragazzo che crea gioielli antichi documentandosi su validi testi di archeologia: fa belle fibule, torquis, orecchini, collane (alcune però sono, senza che se ne sia reso conto, italiche! Non celtiche) ecc.

Si chiama Yannick Morrier (è già stato a Celtica nel 2001, e ci vuole tornare), La Courdere, 46120 Rudelle, tel. 0565116422, vicino a Toulose, capisce l’italiano.

16.00

Pagando 4 euro si accede a Paimpont Au Moyen Age, spettacolo di cavalleria della bravissima compagnia Pendragon. Una classica giostra medievale tra Simon di Aquitania, di nero vestito, pelato, aria truce, cattivissimo, su un nero destriero, prende a calci lo scudiero, e sputa dovunque, anche addosso al pubblico.

D’altro lato Olivier di Paimpont, biondo, capelli lunghi, d’azzurro vestito!

Iniziano a sfidarsi con alcuni difficili giochi d’abilità a cavallo, poi lo spettacolare scontro diretto, con tanto di lance spezzate e incredibile disarcionamento subito da Simon, che a terra viene aggredito violentemente da Simon il truce, con un’ascia affilata, si scambiano colpi d’ascia, e poi combattono con le spade. Ma alla fine vince il buono.

Un gran bel spettacolo, sembrava un film.

20.00 Inizia a piovigginare leggermente, vado in tenda, e progetto la giornata di domani, vorrei tornare nella Valle senza Ritorno e esplorarla ben bene, avendo sufficientemente tempo a disposizione.

Da pensare: ieri una ragazza, con aria di sfida, getto acqua sul pietrone di Merlino alla Fonte di Barenton, e secondo i racconti antichi questo porta pioggia e maltempo, ed in effetti ora c’è una fitta pioggerella insistente.

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