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A cura di Myrddin - Merlino
Pubblicato il 15/05/2004
L'archeologia smentisce una caratterizzazione matriarcale della prima società celtica ...
L'archeologia smentisce una caratterizzazione matriarcale della prima società celtica, le sepolture (anche quelle di Golasecca ...) non attestano questo potere superiore ....
Ciò non toglie la caratterizzazione magica e divina della femminilità costante in tutta la tradizione celtica, fino ai miti arturiani, perchè come nella cerca del Graal, è sempre la donna colei che indica la via, è la donna (si pensi alla regina Ginevra) colei che rappresenta la sovranità, "è la donna che fa l'uomo, non soltanto col dargli la nascita carnale, ma anche col risvegliare in lui il desiderio, cioè col procurargli una nuova nascita, facendo di lui un adulto" (Markale, Il Graal, Mondadori, p. 313, da leggere assolutamente), trasformando l'idiota Parcival nell'iniziato Parcival.
Ecco diciamo che nella società celtica matura (convenzionalmente, epoca arturiana), quella che convenzionalmente si definisce "patriarcale", la sovranità vede sempre sullo sfondo, in modo significativo e simbolicamente rilevantissimo, la superiore femminilità della regina: "nell'ombra la regina sarà sempre lì, vera detentrice della sovranità" (Markale, cit. p. 317).
Ma appunto si tratta di una prevalenza della femminiltà in quanto elemento magico e divino, che è al di sopra della realtà materiale ... e dunque non è la realtà materiale che dimostra questo ruolo, ma nei miti, le leggende, la poesia, il savoir faire celtico ... in un modo allusivo ... surreale