Libertà celtica contro imperialismo romano

Nelle parole del capo celta di Britannia Calgaco, riportate da Tacito, una critica di elevatissimo valore dell'imperialismo romano

Rileggere il magnifico discorso di Calcago, uno dei capi dei celti Britanni, che incita i soldati alla battaglia contro i Romani nell’84 d.C., getta una luce poco nota sulla enorme consapevolezza che gli antichi popoli, nel caso celtici, sottomessi dall’espansionismo romano avevano del valore supremo della libertà.

“Noi, al limite estremo del mondo e della libertà, siamo stati fino a oggi protetti dall’isolamento e dall’oscurità del nome. Ora si aprono i confini ultimi della Britannia e l’ignoto è un fascino: ma dopo di noi non ci sono più popoli, bensì solo scogli e onde e il flagello peggiore, i Romani, alla cui prepotenza non fanno difesa la sottomissione e l’umiltà. Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l’Oriente né l’Occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto, dicono che è la pace”.
“Voi credete che i Romani abbiano in guerra un valore pari all’arroganza che assumono in tempo di pace? Sono i nostri dissensi, le nostre discordie a renderli famosi; loro trasformano gli errori del nemico in gloria del proprio esercito. Ma questo esercito, accozzaglia di genti di ogni tipo, se ora è unito per le vittorie, verrà dissolto dalla sconfitta; a meno che non crediate che ai Romani siano legati da vero attaccamento i Galli, i Germani e – fa vergogna dirlo – anche quei molti Britanni che, se pur offrono il sangue alla dominazione straniera, sono stati tuttavia più a lungo nemici che servi. Paura e terrore sono vincoli d’affetto deboli: una volta venuti meno, chi cesserà di tremare proverà odio”.
Tacito, Agricola, Mi, Garzanti, pp.38 – 41 passim (capp 30, 32)
E’ interessante notar ecome anche nelle nostre scuole, dopo secoli di unilaterali visioni apologetiche dell’imperialismo romano, si aprano nuovi orizzonti cultruali, e come si studi l’imperialismo romano in relazione a quello, colonialista, inglese:

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Pubblicato il sabato 15 maggio 2004 in: Antichi Celti

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