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Druidismo Moderno

SOLSTIZIO D’ESTATE: 21 GIUGNO 2004: la Luce dell'Estate

A cura di Myrddin - Merlino

Pubblicato il 19/06/2004

Ingiallisce la scintilla arrossiscono le braci! Noi andremo ai nostri antichi dei. (Goethe)

foto intervento

Il 21 Giu 2004 ore 0 minuti 57  (utc - i tempi di vari eventi, particolarmente gli astronomici, spesso sono dati "nel tempo universale" (UTC abbreviato) che si riferisce al "tempo medio di Greenwich" (GMT abbreviato). I tempi in UTC sono dati quasi sempre nel formato a 24 ore)  arriverà il  Solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno che segna il passaggio dalla primavera all'estate.
Nella tradizione celtico-druidica viene chiamato Alban Heruin, La luce della spiaggia, o della costa (o Hefin, che significa estate, termine gallese).
O, in gallico antico, Mediosamonios, o Mezheven, in bretone moderno, il "mezzo dell'estate".

Scrive Philip Carr-Gomm (Riti e Misteri dei druidi, MIlano 1999, pag. 121 e 126)
In questo periodo i druidi tengono la loro cerimonia più complessa.
Cominciando a mezzanotte della vigilia si fa una veglia per tutta la notte, seduti intorno al fuoco del Solstizio.
In poche ore la notte è trascorsa, e quando la luce si fa strada, la cerimonia dell'alba segna il tempo del sorgere del Sole nel suo giorno più potente.
A mezzogiorno si tiene un'altra cerimonia.
E' la cerimonia dell'alba a Stonehenge che ha richiamato così tanta pubblicità.
Il Solstizio d'Estate, Alban Heruin, a Sud, è il momento dell'espressione, quando possiamo aprirci alla realizzazione dei nostri sogni e al lavoro nel mondo attorno a noi.
L'estate sembra sempre il momento in cui vi è la massima energia per realizzare ogni cosa, e noi, consapevoli di ciò, possiamo cooperare con questa energia.
Spesso è in quest'epoca che ci prendiamo le vacanze, e se questo è un momento propizio per una vacanza attiva, probabilmente una riposante, pacifica interruzione degli affanni della vita sarebbe più appropriata in autunno ...

Scrive  Emma Restall-Orr (I principi del Druidismo, p. 114)
Il solstizio d'estate è il momento per venerare la potenza della luce, il maschile, la cima della montagna, la lama della spada, l'esteriore e l'assertivo.
In Heifin noi riconosciamo l'espressione esteriore di noi stessi, la nostra vitalità e forza, tutto ciò che abbiamo usato nella spinta verso la crescita e il progresso, e impariamo quando fermarci.
Durante la celebrazione ci si scambiano insegnamenti sulla necessità di equilibrare la potenza con la giustizia, la forza con la saggezza.  La nostra attenzione è attirata dalla luce che scintilla dalla spada verso la terra, dea del nostro territorio.
Come in tutte le feste vi è una miniera di tradizioni popolari legate al solstizio d'estate.  Sebbene le fonti di molte di queste si perdano nellanotte dei tempi, vi sono buone testimonianze letterarie secondo qui gli antichi celti della Francia e del Galles celebravano il Solstizio d'estate facendo rotolare ruote infuocate lungo i fianchi delle coline a partire da grandi falò accesi sulla cima. La divinazione era una pratica comune in questo periodo.

Anatole Le Braz, di passaggio a Motreff, nella montagna bretone, descrive alla fine del XIX secolo un fuoco di San PIetro nel quale si facevano tre giri magici intorno al falò, e alla fine dela serata si ponevano tre linee di pietre piatte tra le braci fiammeggianti.

Ecco una invocazione a Lugos (Lugh, il Dio sole celtico) degli odierni druidi bretoni

Benedetto sia l'adolescente che rischiara il mondo
il guerriero possente che muove la ruota solare!
verso di lui sale la preghiera dei guerrieri
che si preparano alla battaglia
dei giudici prima di dare la loro sentenza, degli artigiani prima di iniziare il lavoro,
dei narratori, dei poeti, degli arpisti,
che vanno mostrando il loro talento,
dei medici al capezzale dei malati,
dei gutuatres e dei sacrificatori dei santuari ..
Tutti, giovani e vecchi, grandi e piccoli,
sulla montagna e nella pianura,
sul continente e nele isole, invocano il soccorso del SIgnore dai Cento Nomi,
del Maestro dalle Cento Tecniche,
del Re dagli innumerevoli doni,
degnati, Occhio del giorno
di gettare uno sguardo favorevole sul popolo di Manos,
sul clan del Dio di Dana!

 

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