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ARTISTI

Alan Stivell (all'anagrafe Alan Cochevelou, "stivell" in bretone

A cura di Myrddin - Merlino

Pubblicato il 11/08/2006

Alan Stivell un punto di riferimento fondamentale, che ha ispirato molti musicisti è ha tracciato una via originale nel panorama musicale mondiale, creativa e innovativa, nel più puro spirito celtico...

foto intervento  Alan Stivell (all'anagrafe Alan Cochevelou, "stivell" in bretone significa "fonte" o "primavera"), musicista, folklorista e cantautore bretone di nazionalità francese



1944 Nasce a Riom (Auvergne) il 6 gennaio 1944 da un liutaio che sognava di far rivivere l'arpa bretone, strumento scomparso nel Medio Evo. E' dunque l'ambiente musicale ad avvicinare il giovane Alan alla cultura celtica ed in particolare alla sua musica.

Alan Cochevelou e suo padre Georges\ Jord Cochevelou sono gli artefici della rinascita dell'arpa celtica in Bretagna.

La famiglia si trasferisce in seguito a Parigi. Il padre, Jord Cochevelou, è impiegato al Ministero delle Finanze francese, e soggetto quindi a frequenti trasferimenti; appassionato della lingua e della cultura del suo paese di origine, la Bretagna,

Jord Cochevelou è anche un valente musicista e liutaio, il cui sogno è la ricostruzione perfetta, attraverso lo studio di antiche testimonianze e disegni, di un'autentica arpa celtica, mitico strumento oramai dimenticato da secoli. Il sogno si realizza: nel 1953 Jord Cochevelou riesce a ricostruire lo strumento e lo offre a suo figlio, allora di soli 9 anni, che già suona l'arpa classica (ed il pianoforte) come un vero bambino prodigio.

Diventa allievo dell'arpista Denise Mégevand, comincia a studiare il gaelico e tutto ciò che riguarda i Celti e le loro origini. Non essendo sopravvissuto un patrimonio medievale, Stivell riarrangia pezzi bretoni irlandesi e scozzesi per l'arpa.

Il primo concerto in pubblico di Alan Stivell si tiene il 23 novembre 1953 presso la Maison de Bretagne di Parigi, in occasione di una conferenza stampa organizzata da Denis Megevand, suo insegnante di arpa, convocata per annunciare la rinascita dell'arpa celtica, da qui l'abbinamento indissolubile Stivell-Arpa celtica.



1955 A soli undici anni, si esibisce per la prima volta all'Olympia, il tempio della canzone francese, suonando tre brani en lever de rideaux per un concerto di Line Renaud. Questa perfomance lo rende, tutt'ora, l'artista più giovane che si è mai esibito all'Olympia.



1957 Il giovane Alan comincia a studiare la lingua bretone, di cui si impadronisce rapidamente, per riscoprire le sue radici.

Approfondisce anche la conoscenza della storia, della mitologia e dell'arte dei Celti, favorito dal ritorno definitivo della famiglia in Bretagna.

Impara a suonara altri strumenti: la bombarda e la cornamusa (pib-veur in bretone, ovvero cornamusa maggiore), strumenti caratteristici della musica tradizionale bretone.

 

1958 Il Bagad Bleimor, uno dei maggiori gruppi bretoni di musica tradizionale, lo invita, 14enne, a farne parte come solista, e dunque leader del gruppo.

 

1959 La sua prima incisione discografica, con un primo 45 giri.

 

1960 Esce il suo primo album, Telenn Geltiek, interamente composto da brani strumentali per arpa celtica.

 

1964 Suo padre costruisce appositamente per lui un secondo tipo di arpa, la cosiddetta arpa bardica con corde in bronzo, e Alan Stivell si lancia a suonare questo nuovo strumento che gli consente di sperimentare un tipo di musica più moderna.

 

1966 Prende lezioni di canto, e si esibisce anche come cantante. È qui che inizia quella che sarà la caratteristica musicale più spiccata di Alan Stivell, vale a dire non la semplice riproposizione della musica tradizionale, ma il suo utilizzo come base per una nuova e autentica musica bretone moderna.

 

1968 Stivell è a Londra dove si esibisce assieme ai celebri Moody Blues.

 

1970 Inizia la sua vera carriera, accompagnata da una decisa presa di coscienza politica che lo porterà ben presto su posizioni apertamente indipendentiste in Bretagna.

Il suo primo album del "nuovo corso", Reflets ("Riflessi", 1970, preceduto dal 45 giri Brocéliande), è pubblicato già da una major come Philips ed è un successo immediato non soltanto in Bretagna. Uscito in pieno folk revival internazionale, l'album propone una versione della musica bretone rivolta al futuro e alla modernità e seduce il pubblico giovanile alla ricerca della propria identità culturale.

 

1971 Alan Stivell pubblica un album dal titolo assai significativo di Renaissance de la harpe celtique ("Rinascita dell'arpa celtica"), ancora una volta totalmente strumentale, pietra miliare nella discografia mondiale folk, nomination al Grammy Awards venduto in un 1.500.000 di copie nel mondo. . Accanto all'arpa celtica, Stivell si serve anche di altri strumenti tradizionali, ma sperimenta pure le percussioni e la chitarra acustica affidata alle mani di un autentico virtuoso anch'esso bretone, Dan Ar Braz.

 

1972 Stivell torna all'Olympia, e trionfa nelle serate a lui dedicate. Per l'occasione si fa accompagnare da musicisti di grande valore come Dan Ar Braz (che suona anche la chitarra elettrica, Gabriel Yacoub (Malicorne) e dal batterista còrso Michel Santangeli.

L'album dal vivo vende oltre un milione di copie; ma alcuni "puristi" rimproverano a Stivell di fare una musica troppo "commerciale", accusa che lascia il tempo che trova. Stivell sa comunicare, e lo fa nella lingua, quella della musica, che padroneggia da grandissimo maestro.

Come sempre l'invidia e l'incomprensione è il destino dei grandi.

Lavora poi con i migliori musicisti della musica folk francese, come Danar Braz, Gabriel Yared e René Werneer, e continua ancora oggi a diffondere in tutto il mondo la musica celtica, e ad arricchirla, com'è nel suo stile, delle più disparate contaminazioni musicali. La musica di Stivell è infatti un fortunato mélange di sonorità acustiche ed elettroniche, e i suoi testi, spesso in lingua bretone, attingono contemporaneamente alla tradizione e alle moderne correnti musicali.

Se Renaissance De L'Harpe Celtique fu soprattutto un caso etno- musicologico, l'innocente ottimismo delle danze briose di Chemins De Terre fece proseliti a milioni. Il merito era anche dell'arrangiatore e chitarrista Dan Ar Bras, che lasciò il gruppo dopo il malinconico E Langonned.


1973 Alan Stivell è considerato il paladino della rinata musica bretone (e celtica), della quale è pure teorico e strenuo sostenitore, e comincia ad essere noto in tutto il mondo. Tournée negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna [secondo la celebre rivista musicale Melody Maker il suo album Chemins de Terre è il migliore dell'anno]

 

1974 Acquista una casa a Langonnet, in Bretagna, dove registra nel suo studio personale un album più intimista. E Langonned ("A Langonnet" in lingua bretone).

Molti musicisti, comunque, incluso Alan Stivell, il più famoso della sua generazione di artisti bretoni, vede la designazione musica celtica come una reale categoria musicale e politica.

Stivell afferma che il carattere celtico di un pezzo musicale non ha a che fare con le sue origini, ma con le sue caratteristiche interne.

In tale contesto, egli afferma che il carattere celtico è rivelato solo in una minoranza di arie delle regioni parlanti una lingua celtica.

Egli anche afferma che alcune melodie gaeliche di irlanda, Scozia e dell'Isola di Man hanno un carattere “profondamente bretone”, mentre alcune melodie bretoni sono musicalmente gaeliche.

Stivell afferma testualmente, nelle sue note a E Langonned (Fontana 6325 332, 1974, LP): "Definire la musica celtica è reso molto difficile dal fatto che per un Celta la realtà è liquida (ma la difficoltà non ne dimostra l'inesistenza). E per me, la nazionalità di una musica non è definita da criteri assoluti, ma da tratti relativi. Perciò, anche se rara allo stato puro, la corrente scala pentatonica (re, fa, sol, la, do) è più "amata" dai Celti che dagli altri popoli europei. In molti casi, la musica celtica è in uno stato di instabilità tra la scala pentatonica e la scala diatonica (do, re, mi, fa, sol, la, ti, do). . . . Così come sul piano linguistico, vi sono due diramazioni, il ramo Gaelico e il ramo Britonnico, le quali si differenziano tra di loro principalmente per l’estensione della gamma (qualche volta più di due ottave) delle melodie Irlandesi e Scozzesi e la più ristretta gamma delle melodia Bretoni e Gallesi (spesso ridotte a mezza ottava), e per il frequente uso della scala pentatonica nella musica Gaelica".

 

1975 Tiene un grande concerto a Dublino al quale seguirà un album live di grande successo, E Dulenn ("A Dublino").

 

1976 Esce l'album Trema'n inis ("Verso le isole" in bretone), album dedicato ai grandi poeti di Bretagna ed al padre, deceduto nel 1974.

 

1977 Alan Stivell mette in musica l'intera storia della Bretagna nell'album intitolato Raok Dilestra ("Prima di approdare").

 

1978 Un altro album "elettrico", Un dewezh barzh gêr ("Una giornata a casa")

 

1979 Un album live, Tro ar bed ("Giro del mondo") registrato ancora a Dublino e all'Olympia di Parigi

 

1980 Svolta sinfonica con un album doppio che è forse il più famoso: Symphonie Celtique ("Sinfonia celtica"). In esso suona una formazione rock, con bombarde e cornamuse e un' orchestra sinfonica, e con l'accompagnamento di una cantante berbera, Djourha e dal sitar del nepalese Narendra Bataju, allievo del grande Ravi Shankar. L'opera viene eseguita per la prima volta in pubblico al Festival Interceltique di Lorient davanti ad oltre 10.000 spettatori.

 

1981 Pubblica l'album Terre des vivants. Tournée internazionale, anche in Italia al Teatro Apollo di Firenze, il 1° giugno 1981, al teatro Bobino di Parigi (dove si esibiva Georges Brassens)

 

1982 Tournèe negli Stati Uniti, al Beverly Theater di Los Angeles e alla Town Hall di New York.

 

1983 Esce l'album Légende.

 

1985 Esce l'album Harpe du nouvel âge, che vede Alan Stivell premiato con un Indie

Award.

 

1989 Partecipa alla registrazione del disco Sensual World della cantante inglese Kate Bush.

 

1991 Alan Stivell si esibisce in Francia contemporaneamente al nuovo album, Mist of Avalon.

 

1993, Esce un album antologico, Again, che raggruppa diciassette versioni riarrangiate dei suoi più grandi successi. Con Stivell nell'album compaiono Kate Bush, Shane McGowan del gruppo irlandese Pogues, il cantante senegalese Dudu N'Diaye Rose e il cantautore francese Laurent Voulzy.

 

1995 Esce Brian Boru (dal nome del grande re guerriero irlandese che riuscì a sconfiggere i Vichinghi), un album più tradizionalmente celtico.

 

1998 Esce il 19° album dell'oramai lunghissima carriera di Alan Stivell, intitolato 1 Douar ("Una sola terra" in bretone): nell'album compaiono Youssou N'Dour, il "re del raï" algerino Khaled, Jim Kerr del gruppo scozzese Simple Minds e Paddy Moloney dei Chieftains. Con quest'album, Alan Stivell intende dimostrare che le differenze di razza e di lingua (bretone, inglese, wolof, arabo) sono le componenti fondamentali dell'umanità, che è una, un messaggio che dovrebbe essere chiaro a chi ama la cultura celtica come valore multiculturale e non esclusivista.

 

1999, 16 marzo, con Tri Yann, Gilles Servat, Dan Ar Braz e altri artisti di punta della musica bretone è una delle "stelle" del concerto collettivo Bretagne S à Bercy.

 

2000 Pubblica, a 56 anni, un nuovo album, Back to Breizh, dove ricompare la musica elettronica.

 

2001 Partecipazione trionfale al Festival Interceltique di Lorient.

 

2002 E' il cinquantesimo anniversario di carriera di Alan Stivell: esce l'album Au-delà des mots ("Oltre le parole"), un disco interamente strumentale dove il musicista suona sei tipi differenti di arpa.

 

2003, 15 marzo, Alan Stivell chiude la seconda Nuit Celtique allo Stade de France di Parigi-St.Denis: lo ascoltano 68.000 persone. Suona due pezzi classici come Tri martolod ("Tre marinai") e il finale della Symphonie Celtique.

 

2006 L’esplorazione di nuove frontiere della musica è la cosa più importante per Alan Stivell, e il nuovo disco Explore dimostra la sua infinita curiosità. Explore assorbe tutte le influenze, le nuove tecniche musicali dei nostri tempi per creare un genere e una musica diversa dove esprimere la personalità di Alan Stivell.

il musicista, pur provenendo da una formazione musicale classica e legata anche al folklore tradizionale della Bretagna, si è collocato da sempre nella musica popolare intrecciando sonorità familiari al grande pubblico con sperimentazioni uniche quali quelle offerte dalle sue arpe (il più delle volte prototipi studiati da lui stesso), ma anche musica elettronica e molti altri strumenti. In questo nuovo disco la voce è la vera protagonista e Alan la usa in modo eclettico con influenze a volte blues, a volte rock, jazz, a volte hip-hop senza però mai dimenticare le sue profonde radici bretoni e celtiche. Le canzoni occupano più della metà del lavoro e sono scritte in tre lingue senza operare una vera scelta linguistica: infatti i testi sono in bretone e francese o bretone e inglese. Il cd è dunque un vero concentrato di nuove sonorità, di esplorazione musicale e la voce è sorprendente e unica al mondo. Il progetto, visto anche il continuo ricorso a tecniche di loop e di auto-sample, è collocabile in una sfera assai prossima alla musica elettronica.


Da 40 anni Alan Stivell è il più conosciuto e stimato artista di musica tradizionale al mondo, è un punto di riferimento fondamentale, che ha ispirato molti musicisti è ha tracciato una via originale nel panorama musicale mondiale, creativa e innovativa, nel più puro spirito celtico, non tradizionalista a passatista ad ogni costo.

Le parole di questa ballata sono i frammenti di alcune frasi tratte da un antico bestiario medievale bretone....tradotte in italiano o in francese queste parole non hanno alcun senso, ma la musica è molto trascinante e parla da sè.

 

Suite sud-armoricaine

E pardon Spezed e oan bet

Ur plac'h yaouank am eus kavet

'Barzh ar park vras hon eus kousket

Ur verol bras am eus paket

D'an ospital on bet kaset

War an daol vras on bet lakaet

Ha ma lost bras 'zo bet troc'het

Dre ar prenestr eo bet kaset

Ur meil ki-bleiz 'zo tremenet

Ha ma lost bras e-neus debret

Ha ma lost bras e-neus debret

Hag ar c'hi-bleiz a zo marvet

E pardon Spezed e oan bet

Ur plac'h yaouank am eus kavet





Il bretone Alan Stivell (all'anagrafe Cochevelou) ha rilanciato su scala mondiale la passione per l'arpa celtica, riscoperta e ricostruita dal padre Jord.

Se Renaissance De L'Harpe Celtique fu soprattutto un caso etno- musicologico, l'innocente ottimismo delle danze briose di Chemins De Terre fece proseliti a milioni. Il merito era anche dell'arrangiatore e chitarrista Dan Ar Bras, che lasciò il gruppo dopo il malinconico E Langonned.

Il sound di Stivell divenne più sofisticato e adulto in Journeè A' La Maison. Le sue ricerche culminarono nella sinfonia su temi celtici del 1980. La tensione mistica del primo Circle cresce fino all'apoteosi finale di cornamuse e coro. Il secondo è più classicheggiante, dal cupo "largo" per organo a canne alla sonata per violino, dalla danza rinascimentale per arpa e flauto alla ballata medievale che chiude il movimento. Il terzo, lungo mezz'ora, prima intona una lunga preghiera in stile indiano e poi si lancia in una sequenza di danze di tutto il mondo.



Discografia

 

Telenn Geltiek (1960)

Harpe Celtique (Movez Breiz, 1968) **

Reflets (Fontana, 1970) *

Renaissance De L'Harpe Celtique (Fontana, 1971) (Rounder, 1982) ***

A' L'Olympia (Fontana, 1972) *

Chemins De Terre/ Fron Celtic Roots (Fontana, 1973) ***

E Langonned (Fontana, 1974) *

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