
Anna Nacci e Tarantula Rubra
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Dalla trasmissione, nella quale sono intervenuti illustri ospiti, è nato un progetto editoriale che comprende un libro: “Tarantula Rubra”, una riflessione sul fenomeno del “neo-tarantismo” ed un CD in cui si avvicendano alcuni tra i più noti artisti della musica popolare italiana. L’idea e’ di diffondere e far conoscere la musica popolare meridionale per poi Cosi’ nasce la trasmissione radiofonica Da queste considerazioni è nato “Tarantula Rubra”, un piccolo saggio sul tarantismo che, forte di un buon riscontro da parte dei radioascoltatori, è passato dalla diffusione via etere a quella per mezzo della stampa e del disco. A soli due anni dalla sua nascita, Tarantula Rubra organizza un convegno (“Tarantismo e Neotarantismo”) e ne redige gli atti; in seguito cura il secondo CD: “Pizzica la Tarantula” e per l’occasione costituisce un magico ensemble con il quale esegue uno spettacolo musica e pillole di teatro. |
Velardiniello
spaziare in quella etnica mediterranea fino a sponde molto più lontane perché
la taranta è un mito, ma anche un ritmo che unisce tutti i paesi. E’ il ritmo del cuore, il ritmo del tamburo che, col suo essere iterativo, ossessivo, porta alla trance, all’estasi dandoci la possibilità di esteriorizzare le nostre ansie, le nostre crisi, le nostre depressioni, per urlare, per ribellarsi, per reagire e riuscire ad elaborare una crescita, una trasformazione. Intorno all’anno 1000 la taranta appare nel Salento per poi diffondersi nel Sud d’Italia; ma si chiamerà anche
danza hadra (che evoca gli spiriti jin in Marocco), candomblé in Brasile, santeria a Cuba.









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