High Five – Giovedì 10 luglio
Formazione tutta da scoprire composta da giovani musicisti, tra i più talentuosi ed affermati nell’ambito della nuova scena del jazz italiano. Il trombettista Fabrizio Bosso, ad esempio, vincitore del Top Jazz 1999 (il prestigioso referendum nazionale indetto dalla rivista specializzata “Musica Jazz”) e membro fisso della band che ha scortato fino al successo sanremese Sergio Cammariere. Daniele Scannapieco, splendido tenorista affermatosi nel panorama del jazz internazionale grazie ad importanti collaborazioni con Dee Dee Bridgewater (nel progetto dedicato a Kurt Weill) e con Henri Salvador. Luca Mannutza, Pietro Ciancaglini e Lorenzo Tucci, rispettivamente pianoforte, contrabbasso e batteria, costituiscono dal canto loro un solido perno ritmico, capace di creare raffinati tappeti sonori e geometrie articolate dove i due solisti esprimono al meglio tutte le loro qualità. Il gruppo si pone in modo attento verso la tradizione, con un linguaggio post hard-bop dal groove raffinato, stilisticamente orientato verso il suono Blue Note degli anni Sessanta e memore della lezione di Art Blakey & The Jazz Messengers. Il nuovo disco del quintetto, Jazz For More , è stato pubblicato dalla Via Veneto Jazz di Biagio Pagano, l’etichetta che ha regalato alla nuova scena italiana artisti come Doctor 3, Jazz-Beat, Aires Tango e Sergio Cammariere
Al Di Meola – Venerdì 11 luglio
Attratto all’età di sedici anni dalla musica country e affascinato dal picking di Doc Watson, Al Di Meola (Jersey City, 1954) avrebbe potuto diventare un temibile rivale per Chet Atkins se non avesse sentito suonare la sei corde di Larry Coryell nei locali di New York nei primissimi anni Settanta. Iscritto presso il Berklee College Of Music di Boston lo lascerà nel 1974 per accogliere l’invito di Chick Corea a far parte della nota band-orchestra Return To Forever. Inizia da qui una brillante carriera che lo porterà a suonare al fianco di Steve Gadd, Jaco Pastorius e Mingo Lewis fino al grande salto con le superstar della chitarra: il veterano Les Paul, ma anche Paco De Lucia e John McLaughlin con cui forma, nei primi anni Ottanta, un trio di fama mondiale. Definito il chitarrista “più veloce della sua ombra”, il suo vertiginoso virtuosismo si avvantaggia di strutture elaborate, soluzioni singolari (vedi il ricorso alle tastiere e alla strumentazione elettronica) e di una straordinaria duttilità stilistica che lo rende maestro sia sul terreno della jazz-fusion più “mainstream” che su quello della world music e dei suoni latino-caraibici più raffinati.
Gonzalo Rubalcaba / David Sanchez Quartet – Sabato 12 luglio
Originario di Cuba (ma da diverso tempo residente in Florida) il quasi quarantenne Gonzalo Rubalcaba è tra i virtuosi pianisti latinoamericani affermatisi negli anni Novanta (Michel Camilo, Danilo Perez, Brad Mehldau) quello maggiormente proiettato verso una dimensione sonora avanzata, tecnicamente spettacolare ma al tempo stesso attenta a sondare nuovi rapporti tra idioma afroamericano, tradizione cubana e classica contemporanea. Dopo le iniziali esperienze a l’Havana come fondatore e leader del Grupo Projecto, viene scoperto da Charlie Haden che lo vuole accanto a sé, insieme al batterista Paul Motian, nel trio che nel 1990 incanta le platee di Montreaux e Montreal. Dopo una carriera solista contrassegnata da splendide incisioni (vedi gli acclamati Inner Voyage e Supernova, entrambi pubblicati su Blue Note) e incontri prestigiosi (John Patitucci, Joe Lovano, Michael Brecker, Joao Bosco, Horacio “El Negro” Hernández, Ron Carter, Jack DeJohnette), l’esuberanza del suo tocco e della sua foga improvvisativa trova adesso una valida sponda in partner brillanti quali il batterista Ignacio Berroa e il talentuoso tenorsassofonista portoricano David Sanchez, da par suo altro originale esponente della nuova onda latin-jazz.
John Abercrombie Quartet – Domenica 13 Luglio
Nella chitarra di John Abercrombie (Porchester, New York, 1944) risiede sia la rilettura di una certa tradizione che va da Jim Hall a Bill Evans sia la trasfigurazione in chiave chamber jazz dei lunghi voli lirici cari al compianto John Fahey. Dopo aver frequentato per quattro anni il Berklee College Of Music di Boston ritorna New York dove, tra il 1968 e il ‘70, suona con Chico Hamilton e Gato Barbieri. Viene notato da Gil Evans con cui suona per qualche tempo. Collabora poi con Jack DeJohnette, Dave Holland, Kenny Wheeler, Joe Lovano, John Scofield, Charles Lloyd, Enrico Rava e Ralph Towner. Artista chiave del rinomato catalogo ECM fonda un favoloso trio con Marc Johnson e Peter Erskine, al quale si aggiunge talvolta Randy Brecker. Dopo dischi sempre avvincenti e mai rinunciatari sul piano dell’improvvisazione e della ricerca, Abercrombie inaugura con il recentissimo album Cat ‘n’ Mouse un quartetto di autentiche stelle del firmamento impro-jazz Downtown e statunitense: il virtuoso violinista Mark Feldman, l’incredibile batterista Joey Baron e l’acclamato contrabbassista Marc Johnson, partner di lunga data del chitarrista americano.
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