
Sempre più effervescente l’attività di Claudio Simonetti. Stanno per uscire, per la sua etichetta discografica “Deep Red”, due dischi contenenti le colonne sonore originali dei film “DEMONI” e “OPERA” che non sono mai state pubblicate su CD e conterranno, oltre alle musiche, anche i videoclips dell’epoca. Molteplici altre iniziative sono in cantiere per un’estate horror-calda, ma la novità più grossa è che sta lavorando alla colonna sonora del nuovo thriller di Dario Argento, “IL CARTAIO”. Da solo, senza i Goblin, un’esperienza che giudica definitivamente chiusa. E ci dice (forse con un pizzico di amarezza): “Mai più goblinate”.
Di seguito l’intervista, a cuore aperto, di Claudio Simonetti.
- Partiamo dal film, “Il Cartaio”: quali atmosfere in celluloide e quali atmosfere musicali? Ci puoi dare qualche anticipazione? A
quando il film (ed il disco)?
R. La musica de IL CARTAIO sarà completamente elettronica anche per scelta di Dario.
Il film tratta la storia di un serial killer che gioca la vita delle sue vittime al Poker elettronico con la Polizia attraverso Internet, se perde lascia libera la vittima di turno altrimenti la uccide facendo vedere l’omicido attraverso la Web Cam, e quindi la scelta della musica elettronica è azzeccata.
Il film e il CD usciranno ad Ottobre.
- Come hai deciso di lavorare. Stai seguendo la lavorazione del film o
componi nel tuo studio, lontano dal set?
R. Questa volta, a differenza delle precedenti, sto lavorando sulle musiche mentre Dario gira e spesso sono sul set e quindi vivo di persona le atmosfere e la lavorazione del film. Ho già scritto alcuni temi e li ho montati provvisoriamente sul girato e devo dire che funziona molto bene.
- La collaborazione con Dario Argento è quasi trentennale. E, si
avverte, che il feeling tra regista e compositore è rimasto invariato
nel tempo. Tutto è cominciato con “Profondo Rosso”, un successo
enorme…
R. In questi ultimi anni, dopo un periodo di distacco, c’è stato un riavvicinamento con Dario. Ci siamo incontrati alcune volte nei vari Festival Internazionali del Cinema all’estero dove spesso siamo stati invitati, e l’anno scorso ho fatto un concerto a Parigi, dove era presente anche lui, di fronte ai nostri fans francesi ed è stata una bellissima esperienza che ci ha molto riavvicinati e da qui la decisione di lavorare insieme ancora una volta.
- I Goblin hanno avuto grande successo, hanno inciso dischi
conosciuti e venduti. Eppure è mancato quel quid in più per
proiettarsi pienamente sul proscenio internazionale. Rimpianti?
R. Purtroppo, quando abbiamo avuto succeso con Profondo Rosso, eravamo troppo giovani e inesperti e il successo ci ha trovati impreparati.
Potevamo diventare una band a livello internazionale ma purtroppo non ci siamo mai presi caratterialmente e le nostre divergenze artistiche e umane erano proverbiali e insormontabili fino a portarci alla separazione.
Adesso finalmente, dopo tanti tentativi inutili di ricostiture i Goblin, ho ripreso a suonare dal vivo e ho formato la band DAEMONIA con i quali abbiamo già fatto 2 CD e parecchi concerti in questi ultimi tre anni, soprattutto all’estero, di fronte a molti dei fans dei Goblin che sono rimasti entusiasti delle nostre nuove versioni che non hanno fatto davvero rimpiangere la mia “vecchia” band.
- La precedente pellicola di Dario Argento però ha visto miticamente
ricomposti i Goblin, con grande entusiasmo dei fans che pensavano ad
una nuova stagione del sodalizio. Poi invece è giunto il nuovo live dei
Daemonia e poi questo incarico da “single” per Argento.Dunque Goblin
punto a capo? Un’esperienza chiusa?
- La reunion dei Goblin è avvenuta grazie a una decisione presa con Dario quando ci siamo incontrati al Festival di Sitges a Barcellona. Lui mi aveva parlato del suo nuovo film “NON HO SONNO” e quindi l’idea di riformare i Goblin ci era sembrata buona. L’approccio con i miei ex colleghi non è stato dei migliori fin dall’inizio anche perchè erano anni che cercavo di ricostituire il gruppo trovandomi sempre di fronte al solito insormontabile muro fatto di incomprensioni e disfattismo da parte loro, e già da subito abbiamo cominciato ad avere dei contrasti, soprattutto nella scelta dello stile della colonna sonora.
Dopo tanti anni di separazione i nostri gusti erano cambiati e ognuno di noi aveva in testa un modo diverso di lavorare e di comporre, non è stato facile e sinceramente è un’esperienza che non vorrei più ripetere.
La colonna sonora di “NON HO SONNO” non è male nonostante tutto ma sicuramente non ha niente a che fare con i nostri precedenti capolavori “Profondo Rosso” e “Suspiria”.
Sono molto contento di lavorare da solo questa volta ! Spero di fare un buon lavoro, comunque sarà diverso dal solito, niente più Goblinate…
- Il live dei Daemonia è un grande tributo ad Argento e più in
generale alla musica horror. In realtà si rivela quasi una suite
progressive di grande spessore musicale. Dal vivo riuscite davvero a
mantenere un suono complesso e nel live si avverte…
R. Sono molto soddisfatto dei DAEMONIA, sono ragazzi molto pieni di energie oltre che molto bravi tecnicamente.
Ci divertiamo moltissimo a suonare dal vivo e siamo molto in sintonia fra di noi, soprattutto a livello umano che è la cosa più importante, suonare e divertirsi anche fuori dal palco è una regola fondamentale per l’armonia e la creatività di un gruppo.
Abbiamo fatto parecchi concerti e siamo molto affiatati e ora abbiamo veramente un grande sound, energico e potente.
Abbiamo fatto a novembre due concerti a Tokyo, dove abbiamo registrato un album live che uscirà presto in Giappone, e un concerto a Los Angeles al ProgWest Festival di Claremont dove abbiamo fatto un DVD, che uscirà anche in Italia e sta per uscire “Live…or dead” (il loro ultimo CD, dal vivo, ndr) in Messico.
- Questa estate solo composizione (Il Cartaio) o ci saranno
concerti? Con i Daemonia?
R. Continueremo con i DAEMONIA i concerti quest’estate e con la registrazione del nostro nuovo album anche se sto registrando la colonna sonora de IL CARTAIO.
Poi quest’estate, dopo il film di Dario, scriverò la colonna sonora del film francese “SAINT ANGE” diretto da Pascal Laugier e prodotto da Christophe Gans (regista del PATTO DEI LUPI) e sarà una colonna sonora realizzata con l’orchestra sinfonica (forse la registrerò a Sofia in Bulgaria), oltre alle mie tastiere naturalmente.
a cura di Gaetano Menna
Claudio Costantino









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