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Riflessioni e discussioni

A Villa Pamphili, sul filo dei ricordi. Memorabilia

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 27/09/2003

La mostra storico-documentaria sul Festival pop del 1972, la proposta di realizzare un museo del rock,la presentazione di un libro sui 50 dischi top, le testimonianze di Big Di Giacomo e Gianni Leo Leone, l'email di Claudio Rocchi: la magia di Villa Pamphili colpisce ancora

foto intervento Il 26 ottobre si è svolta a Roma, alla Cascina Farsetti di Villa Pamphili la presentazione del libro “Racconti a 33 giri – 50 dischi per scoprire il rock progressivo italiano degli anni 70”, a cura di Centro Studi per il progressive Italiano, Movimenti Prog e Wonderous Stories.
La presentazione è avvenuta nell’ambito della Mostra storico-documentaria in occasione del 30° (31° a dire il vero) compleanno del Festival Pop 1972 Memorabilia: quando Roma sognava Woodstock...
Un incontro simpatico a cui erano presenti anche Francesco Big Di Giacomo, la potente voce del Banco di Mutuo Soccorso, Gianni Leone, l’effervescente front man del Balletto di Bronzo, ed il tastierista Tony Carnevale. Molti altri musicisti erano tra il pubblico, compreso alcuni allievi di Carnevale. Come dire, il passaggio del testimone...
Paolo Ansali, Paolo Carnelli, Riccardo Storti hanno fatto gli onori di casa. Stanno portando il loro libro in giro per l’Italia, da Genova, a Roma e successivamente anche a Napoli, peregrinando per le grandi “Città-scuola” del pop anni 70.


LE IMPRESSIONI

Villa Pamphili 1972. 31 anni dopo una mostra ci riporta indietro nel tempo. Salgo al primo piano della cascina-museo di Villa Pamphili a vedere i reperti, i ritagli di giornali, i manifesti, le copertine dei dischi dell’epoca. Fa un certo effetto vedere, ad esempio, la copertina di “L’uomo” degli Osanna (quella del punto esclamativo – poster) esposta in mostra come un reperto archeologico. “Memories”, direbbe Claudio Rocchi.
Aver vissuto quegli anni, aver letto quei giornali, aver osservato quei manifesti, aver respirato quella musica e ritrovarla oggi reperto, archeologia, “archeopop”... fa un pò impressione, lo confesso. Ma è giusto.
E’ giusto riportare alla memoria, è giusto far conoscere quella musica, quell’aria che respiravamo. E’ giusto anche l’idea di realizzare un museo del rock che nascerà sulla base dei reperti che hanno fatto parte di questa mostra “memorabilia”. Anche se ci fa sorridere la sottolineatura di Big Di Giacomo sul fatto che quel museo già esiste a Castel Del Monte, in provincia di L’Aquila. Ma che importa? E’ giusto che Roma onorari Villa Pamphili-pop festival, ma anche Caracalla.
Tornato a casa sono andato a cercare e ad accarezzare la copertina della mia copia del 33 giri degli Osanna. Lo ritrovo al solito posto e mi tranquillizza. Lo comprai a 15 anni a Brindisi... Ragazzi, è un mucchio di anni fa.

Sempre Big, commosso, mostra un biglietto consumato dal tempo con un suo autografo rilasciato a Villa Pamphili ad un ragazzotto che lo ha conservato religiosamente per trent’anni e passa nel portafoglio. Oggi quel ragazzo è un musicista affermato, Tony Carnevale, e Big ha cantato il suo unico brano non strumentale.

Gianni Leone, il grande Leo Nero, il Balletto di Bronzo, mi riporta alla mia Napoli pop (ah proposito, ma Leo che ha fatto un patto con il diavolo? Mia moglie, che mi sta accanto, non ci crede che suonava nei mitici 70, che è nostro coetaneo; no, a Leo il tempo non lo riguarda).
Leone ci parla della sua esigenza dell’epoca di uscire dalle convenzioni di una Napoli legata ad una grande tradizione musicale che gli appariva scomoda. Come lo capisco... Come non pensare che il mio primo articolo (l’esordio!) fu un articolo che si intitolava “No al mandolino”. Alla radio – radio “libera”, ragazzi che epoca pioniera – presentavo un programma che si intitolava “O Vesuvio nun fuma cchiu”.
Poi con quella cultura (le mie radici) ho fatto pace. L’ha fatta anche Gianni Leone che ora dedica un pezzo a “Napoli sotterranea”. Quella cultura era sotterranea a quello che si faceva, che si suonava (che si scriveva, nel mio caso) non c’era contrapposizione ma evoluzione.
Questa Mostra mi fa comprendere che dobbiamo fare i conti con il nostro passato. Ma mi piace l’atteggiamento di Gianni Leone e di Big Di Giacomo. Guardare indietro, okay, ma guardiamo anche in avanti. Il pop (il prog) non è solo archeopop – lo è per carità – ma c’è ancora molto da dare.Lo vogliamo chiamare allora futurpop?
E’ la magia della vallata di Villa Pamphili. E’ la magia della vallata di Villa Pamphili
Gaetano Menna


Bonus track

A proposito, nella nostra epoca non esistevano bonus track, tracce nascoste. Non c’erano segreti, sorprese.
Ma una voglio farvela. E’ il ricordo che ha di Villa Pamphili 1972 Claudio Rocchi. La sua testimonianza è giunta per posta elettronica agli estensori del libro alla vigilia dell'incontro romano (al buon Donato Zoppo per la precisione)ed è stata letta agli intervenuti a Cascina Farsetti.
La magia della vallata di Villa Pamphili ha colpito ancora. Grazie Claudio.


CLAUDIO ROCCHI: VILLA PAMPHILI 1972, IO LA RICORDO COSI’

Villa Pamphili memories:salii sul palco al tramonto, un paio di chitarre acustiche (mie) Gigi Gasparri suonava percussioni, Maria Teresa cantò con me l'arancia è un frutto d'acqua.una famiglia di amici e amiche, seduti ai lati. Due dei piccoli del gruppo, Karis e Vanilla si alzarono per danzare a modo loro mentre cambiava la luce in cielo. forse avete in "mostra" le pagine di 2001 (o era Giovani?) con una foto di quel set.
Proposi di non accendere accendini con il buio per il solito "numero", ma fuochi. Non migliaia di accendini ma una decina di fuochi. "la tua prima luna" on stage fruiva in diretta della prima luna della serata che saliva in cielo. Scesi dal palco, frastornato dall'energia raccolta,camminando sospeso da terra di un trenta centimetri buoni. Proprio buoni.
Qualcuno al solito chiedeva autografi mentre cercavo di uscire dal backstage. Chiedevo il nome. Non sentivo "correct" la cerimonia dell'autografo che firmando con la mia grafia il nome del richiedente.

Il tempo è circolare nel presente della memoria, non lineare. dopo Viaggio uscito in aprile, esce in questi giorni nella collana BMG rock progressive il mio Volo Magico n.1.
hugs Claudio Rocchi

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