Derek Shulman: Gentle Giant, lezione di vita

Intervista all'ex frontman dei Gentle Giant. Dal Gigante Gentile all'impegno come discografico... Oggi ha una label personale ed è sicuro che il futuro è delle etichette indipendenti...

Proponiamo stralci dell’intervista che l’ex cantante e sassofonista dei Gentle Giant Derek Shulman ha rilasciato al corrispondente brasiliano di “Wonderous Stories” (il prog-magazine di rock progressive edito da Paolo Carnelli). Dal Gigante Gentile alla crisi discografica attuale…

Sul n. 22 di Wonderous Stories il testo completo dell’intervista.

Shulman è stato il cantante principale del gruppo inglese e nelle esibizioni dal vivo eseguiva le parti che Kerry Minnear cantava in studio. Quando i Gentle Giant hanno cessato la loro attività, Shulman è diventato una delle persone più importanti dell’industria musicale, ricoprendo posizioni di primo livello all’interno di case discografiche come la Polygram, la Warner e la Roadrunner. Attualmente Derek, incoraggiato dai suoi figli, sta affrontando una nuova sfida con la sua etichetta, la O.M.A. Records.

[Wonderous Stories] Nel 1996 i Gentle Giant stavano per ricostituirsi e i fan erano eccitatissimi al solo pensiero che potesse accadere una cosa simile. Perché poi si è risolto tutto in un nulla di fatto?

[Derek Shulman] Per quanto riguarda me o Ray e per quello che ne so, non c’è mai stata l’intenzione di ricostituire il gruppo. Quando, nel 1980, decidemmo di smettere con i Gentle Giant, per noi un capitolo della nostra vita si era chiuso ed eravamo desiderosi di affrontare nuove sfide nella nostra avventura musicale. Ray divenne un produttore discografico di successo e un autore di jingle pubblicitari. Io diventai un dirigente presso diverse grandi compagnie discografiche di New York. Credo che gran parte delle voci che giravano circa una nostra reunion fossero frutto delle speranze e dei desideri dei fans. Nei loro confronti provo un’estrema gratitudine, sono straordinari nel tenere accesa la fiaccola dei GG… ma la fiaccola dovrebbe rappresentare la piacevole “memoria dei vecchi tempi”, per parafrasare una delle nostre canzoni. Non vorrei assolutamente interpretare la parodia del Derek Shulman del 1970. Io e il resto della band siamo tutti 33 anni più vecchi e secondo me non c’è nulla di peggio che rivangare i “vecchi tempi” quando ce ne sono di nuovi davanti a noi.

[WS] Dopo anni trascorsi a lavorare nell’industria discografica, hai deciso di fondare una tua etichetta personale, la O.M.A. Records. Quand’è che ti è venuta questa idea e hai deciso di realizzarla?

[DS] Ho deciso di fondare la mia compagnia discografica personale dopo essere stato presidente e CEO della Roadrunner Records fino all’anno scorso (Slipknot/Nickelback, ecc.). In precedenza ho avuto una collaborazione con la Time-Warner e sono stato presidente e CEO della Atco Records (AC/DC, Pantera, Rembrandts, Bad Company, Dr Dre, ecc.). Ho cominciato la mia avventura musicale dall’altra parte del mercato nel 1981, alla Polygram Records e durante il mio incarico presso di loro ho messo sotto contratto, tra gli altri, Bon Jovi, Tears for Fears, Cinderella, Dexy’s Midnight Runners, Men Without Hats e Kingdom Come. È veramente un lavoro che faccio per il puro piacere di farlo.

[WS] Dopo tutti questi anni di esperienza maturata nell’industria delle musica, come vedi il futuro della musica pop/rock e alternativa? Cosa si venderà nei prossimi anni?

[DS] Per quello che mi riguarda, la maggior parte della musica attuale non è, in generale, molto buona. Serve unicamente a foraggiare il mondo delle majors … Il futuro è rappresentato dalle nuove etichette discografiche indipendenti che si rivolgono ai giovani e che sanno che questo tipo di clientela odia tutto ciò che proviene dai mass media.

A cura di Thiago Corrèa Pinto Sarkis

Per gentile concessione di Wonderous Stories

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