
Slow Feet
Franz Di Cioccio batteria
Reinhold Kohl basso
Mauro Pagani violino
Vittorio De Scalzi tastiere. voce
Paolo Bonfanti chitarre. voce
16 FEBBRAIO
MILANO
BLUE NOTE
ore 22.00
solo su prenotazione
18 FEBBRAIO
VERCELLI
TEATRO CIVICO
ore 21.15
Un supergruppo tra PFM e New Trolls, un sogno dell’immaginario degli anni Settanta. A distanza di trent’anni (e più) il sogno è realtà con gli Slow Feet. Piedi lenti, ironico omaggio a Eric Clapton, “mano lenta” (per la sua tecnica chitarristica e soprannominato “Slow hand”).
Tutto nasce per gioco, in un incontro conviviale tra amici che, gozzovigliando, improvvisano, suonano i blues di mano lenta. Ma l’altro, forte, elemento di unione è Faber, Fabrizio De Andrè, che, per quegli amici che si ritrovano, è stato un preciso punto di riferimento…
Gli Slow Feet sono Franz Di Cioccio, Mauro Pagani, Vittorio De Scalzi, Paolo Bonfanti e Reinhold Kohl. Paolo Bonfanti è un apprezzato bluesman genovese. Reinhold Kohl non è un musicista, è un fotografo, il fotografo di Fabrizio De Andrè e con lui condivideva tournée, cene, momenti di relax, lunghi trasferimenti… il lungo legame di Fabrizio con De Scalzi risale ai tempi dei New Trolls di “Senza orario e senza bandiera”, con Di Cioccio dai tempi della “Buona Novella” e della storica tourneé degli album Live De Andrè/ PFM (quest’anno si è celebrato il 25ennale), con Pagani dall’album capolavoro “Creuza de Mà” al successivo “Le nuvole” …
In nome dell’amico Faber, con i blues alla Clapton, il “supergruppo” si ritrova in una serie di concerti per beneficenza (l’incasso sarà devoluto a “Medici senza frontiere”).
Oggi il progetto della band è quello di fare una viaggio intorno al mondo del Blues rivisitando e riarrangiando brani di autori bravissimi, come Popa Chubby, Kim Wilson, Junior Wells, Jimmy Reed, Tommy Castro ed altri ancora, ben noti ai veri appassionati ma forse un po’ meno al grande pubblico. E’ scattata quindi anche la voglia di rivisitare in chiave più squisitamente blues, brani di artisti conosciuti da un pubblico più vasto: dal suono di Chicago a quello della Georgia, passando dalla California per poi accarezzare il rock-blues degli Allman Brothers, di B.B.King, di Hendrix, sfiorando il pop-rock inglese dei Procol Harum e degli U2, finendo in Italia, “blueseggiando” alla maniera di Slow Feet, con alcuni brani firmati De Scalzi, Pagani, Bonfanti e Di Cioccio per arrivare a citare l’amico comune, Fabrizio De André.
E’ un viaggio bellissimo, pieno di tappe, che permette alla memoria dell’ascoltatore di ritrovare percorsi conosciuti e scoprirne di nuovi.
Forse non serve ricordare che alcuni componenti della band hanno scritto pagine indimenticabili della musica italiana, ma è bello sapere che il palco è il loro posto naturale, il luogo migliore per esprimere la loro musicalità.
La sezione ritmica ha come spina dorsale l’energia di Franz Di Cioccio ed il basso pulsante di Reinhold Kohl. Mauro Pagani, poliedrico polistrumentista, è uno dei solisti a tutto tondo del gruppo, mentre le tastiere e parte delle voci è affidata all’eclettico Vittorio De Scalzi. Per finire Paolo Bonfanti, bluesman tra i più apprezzati in Italia, è la voce e la chitarra del gruppo.
E’ un omaggio molto carino a De Andrè,a cinque anni dalla sua scomparsa. Un omaggio per ricordare un amico, giocando con il pentagramma. Con feeling.
Gaetano Menna
COME E’ ANDATA A MILANO IL 16 FEBBRAIO
Questo il commento di chi c’era a Milano il 16 febbraio:
“Concerto divertentissimo ieri sera al Blue Note. Musicisti scatenati che si
sono divertiti come dei bambini. Locale pieno (tra l’altro è pure molto
bello e con un’ottima acustica) e versioni blueseggianti di diverse canzoni
che ne hanno fornito una nuova interessante chiave di lettura…Grandissimo Mauro Pagani (soprattutto
nell’assolo di violino sul brano di Hendrix) e Di Cioccio che ha cantato Maestro
della Voce…” (estratto da un messaggio di “Mastro Gobbetto” su newsgroup “it.arti.musica.rock.progressive”)
Claudio Costantino









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