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By Rock-progressive di Claudio Costantino
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Rock-progressive di Claudio Costantino guida dal 22-05-2003
Nel botta e risposta che si dipana sui pc in rete emerge un ritratto accurato dell'interessante band mantovana, da dieci anni attiva, che ha pubblicato il suo quarto cd, "Roundmidnight" per l'etichetta svizzera Galileo di Patrick Becker. Già, com'è il giardino lunare a mezzanotte? Hanno risposto alle nostre domande Cristiano Roversi, Mirko Tagliasacchi e Massimiliano Sorrentini
"Roundmidnight" è il nuovo disco dei Moongarden. Nel giardino lunare è stato partorito un cd di atmosfere ("cupe" dice Roversi) di un mondo metropolitano alienato. Una bella grafica che fa riflettere, sonorità innovative che escono dagli stilemi dell'old prog.
Ci chiediamo: cos'è questo: Prog? Post rock? O Altro?
"Sono i Moongarden e basta", dicono tre componenti del gruppo, il tastierista Cristiano Roversi, il bassista Mirko Tagliasacchi, il batterista Massimiliano Sorrentini nell'intervista, o meglio nella "chat-intervista" realizzata per e sul canale rock progressive di Supereva.Gli altri due componenti della band sono ilchitarrista David Cremoni ed il cantante Luca Palleschi
Ci piace questo modo di intervistare, chattando, discorrendo attraverso i tasti della tastiera.
Ci sembra che si sia riusciti a realizzare un bel ritratto dei Moongarden, sui contenuti del disco ma anche sulle difficoltà ed aspirazioni, sulla necessità di farsi conoscere ed i classici bastoni tra le ruote che si frappongono. .
E' valsa la pena atterrare ed esplorare il giardino lunare
[Menna]: L'album "RoundMidnight" segna il nuovo corso dei Moongarden?
[Sorrentini]: "RoundMidnight" è l'esatto corso che la musica dei Moongarden doveva prendere da un certo punto di vista
[Menna]: cioè?
[Tagliasacchi]: con RoundMidnight abbiamo cercato di fondere il classico sound Moongarden con nuove influenze tipo l'elettronica, la sample culture, la psichedelia...
[Sorrentini]: l'entrata di Tagliasacchi al basso ha modificato alcuni assetti del nostro sound, inoltre Palleschi è entrato a far parte in modo molto più preponderante nell'interpretazione dei brani e negli arrangiamenti portando anche le proprie influenze impiantandole sulla radice prog di Cremoni e Roversi
[Carnelli]: RoundMidnight forse rischia di essere troppo "avanti" per un certo tipo di pubblico prog...
[Tagliasacchi]: questo certamente...ma pensiamo che il senso del prog sia quella della sperimentazione
[Sorrentini]: "RoundMidnight" risulta "avanti" nella misura in cui il popolo "prog" la smetterà di ascoltare i nostri dischi paragonandoci a qualcuno. Noi siamo i Moongarden, questo è il sound frutto di una serie di influenze che non sono copiature ma stimoli e sono il frutto di lavoro di anni, anni di ripensamenti e decisioni e "digestioni" musicali; io mi sono rotto di chi ci ascolta con dei paragoni. ascoltate la nostra musica e basta, se vi emoziona o meno, altro non c'è da dire
[Carnelli]: Come e perché il cambio di etichetta?
[Menna]: giro a tre..
[Roversi]: esigenza di sopravvivenza artistica...mi spiego. La precedente casa discografica non è adatta, credo, a gruppi con semplicissime ambizioni come il nostro... un gruppo di amici che suona così per hobby e ogni tanto vuole fare un disco potrebbe trovare in essa un buon sostegno... un gruppo come il nostro che investe molto tempo fatiche e denari per ottenere un qualcosa che si possa avvicinare al semi professionismo non ha.... scampo. Non viene promosso nulla e nessuno sa mai se il tuo disco è uscito o meno e soprattutto risulta di difficilissima reperibilità
[Sorrentini]: aggiungo che ci ha fatto perdere un sacco di tempo...
[Tagliasacchi]: direi che Roversi è stato molto esauriente....
[Sorrentini]: abbiamo "bruciato" anni in attesa di qualcosa che non si sarebbe mai avverato...
[Roversi]: non sono d'accordo al 100% con Sorrentini, la casa discografica che avevamo è stata fondamentale per cominciare e coprire le spese di dischi come Brainstorm e The gates...
[Menna]: E la nuova etichetta?
[Roversi]: la Galileo è una piccolissima etichetta ma fa promozione. Per noi è un passo avanti non indifferente. Non è un caso che molta gente che ci conosce con RoundMidnight rimanga stupita sapendo che esistiamo da 10 anni e abbiamo 3 dischi più due tributi sul groppone
[Tagliasacchi]: abbiamo molta fiducia nella Galileo e per ora siamo abbastanza soddisfatti...
[Sorrentini]: la casa discografica si sta comportando correttamente fino ad adesso ...
[Tagliasacchi]: il titolare dell'etichetta Patrick Becker sta lavorando molto bene sulla distribuzione e sulla pubblicità del disco...cominciano ad arrivare parecchie recensioni un pò da tutta Europa ed è un buon segnale...
[Carnelli]: Farete tour e concerti?
[Roversi]: magari! ci potresti procurare qualche data?
[Sorrentini]: stiamo lavorando alla questione management e non è affatto facile
[Roversi]: presenteremo il disco a settembre con un concerto in Svizzera sperando nel frattempo che il cd attiri l'attenzione di qualche promoter...
[Tagliasacchi]: trovare un buon management non è affatto facile....ma non c'è niente da fare...se vuoi farti conoscere bene devi suonare live...
[Menna]: questo disco mi sembra di transizione... c'è prog ma anche altro, diciamo post rock. Insomma da Genesis a Peter Gabriel...
[Roversi]: è quindi progressivo per sua natura se ci pensiamo. Il progressive per sua definizione è sempre stato un genere di fusione stilistica e non di facili manierismi nostalgici. Siamo quindi totalmente progressive più delle tribute band dei Genesis !!
[Sorrentini]: comunque il termine post rock non mi piace mi fa venire in mente i Massimo Volume che detesto
[Menna]: Ma non temete di spiazzare i fans?
[Tagliasacchi]: i fans si acquistano e si perdono...non puoi far musica per i fans e basta...devi innanzitutto suonare per te stesso.
[Roversi]: beh vedi, non mi sono mai posto il problema delle vendite. Per quanto mi riguarda, i Moongarden sono arte e non un calcolo a tavolino.... però non credo che i fans possano rimanere delusi, il sound è sempre li intatto e chiaro anche se vestito in modo differente e se vuoi più attuale
[Sorrentini]: i fans devono abituarsi che, per fare buona musica, non basta emulare i grandi del passato, bisogna rischiare e suonare la musica che esce dai tempi in cui si vive che non sono quelli di folletti e fate ma di cose come RoundMidnight... e questo la musica lo deve dire, sempre con la nostra vena romantica e di speranza
[Tagliasacchi]: purtroppo però tanti fans del vecchio prog restano troppo ancorati al passato...anch'io amo i Genesis, gli Yes ma ascolto ancor più volentieri i Porcupine Tree, Sylvian e Radiohead...occorre versatilità...la musica è bella se è in evoluzione...
[Sorrentini]: occorre dire qualcosa che altri non hanno già detto, occorre essere musicalmente sinceri, tutto qui
[Carnelli]: Perché il titolo RoundMidnight?
[Roversi]: Perché da che mondo è mondo questa espressione ricorda i locali notturni di una grande metropoli, poi è il titolo di un famoso standard jazz che parla proprio di queste atmosfere e per finire la parola mezzanotte si ricollega alle sensazioni diciamo lunari della musica del gruppo....
[Tagliasacchi]: è un disco dalle atmosfere decisamente notturne e introspettive.... ascoltatelo verso mezzanotte attraversando in auto una città...per me è la colonna sonora ideale..
[Menna]: Questo disco è un concept?
[Roversi]: direi di no, sono storie che magari possono svolgersi lo stesso tempo in una metropoli ....storie normalissime di vita metropolitana, questo... è il filo conduttore...
[Sorrentini]: direi di si, credo che nella mente di Cristiano Roversi sia nato appunto un filo conduttore che ha creato questa atmosfera...può essere inteso come concept ma anche come un libro a capitoli.
[Tagliasacchi]: con un'unica trama però...
[Carnelli]: "The city will tell it all": in molti brani torna questa figura della città quasi umanizzata, come controparte e spettatrice al tempo stesso delle vicende umane.
[Roversi]: esattamente, molti testi sono nati da mie esperienze in quel di Londra, Helsinki, Monaco di Baviera...Insomma città enormi con tantissime storie che si consumano contemporaneamente
[Tagliasacchi]: a mio avviso le città diventa sempre più artificiale...invivibile...
[Sorrentini]: credo che Luca Palleschi abbia carpito nella riformulazione dei testi e del cantato questa anima organica della città....
[Tagliasacchi]: per non parlare della solitudine che regna tra le persone...migliaia di individui che vivono a strettissimo contatto fra loro ma che si ignorano...
[Sorrentini]: un qualcosa che senti come in una metropolis di Fritz Lang o anche nei film come Akira o Ghost in the shell...
[Tagliasacchi]: la gente a mio avviso non sa nemmeno più comunicare se non via cell, via sms mail...manca quel contatto umano...vero
[Sorrentini]: insomma un connubio di qualcosa di inarrivabile e nel contempo di estremamente "vivo" nella sua essenza.
[Menna]: La copertina ben esprime ed è poco...prog anche se molto bella
[Sorrentini]: la cover è esattamente quello che dicevo poco fa, nasce da un connubio di questo senso di non appartenenza alle cose, di solitudine, di abbandono non violento, di rassegnazione alla vita come ad uno stato di evaporazione continuo, inarrivabile, intoccabile, eppure c'è e si sente.
[Roversi]: che una cosa sia prog o meno poco importa, l'importante è che sia arte sincera, questo per i testi e pure per la musica che si propone
[Tagliasacchi]: l'importante è che dia l'idea della sostanza dell'album...
[Menna]: C'è un manichino con il volto coperto all'interno del libretto. Un mettersi a nudo ma in maniera fredda. Non c'è calore corporeo, eppure la musica, nonostante l'elettronica, non è fredda. Ci sono tastiere, c'è una forte ritmica...
[Roversi]: sono d'accordo, la musica di round non è fredda ma trovo a posteriori che sia veramente cupa. Forse fin troppo....forse è giusto che il sound avesse questo sviluppo timbrico e soprattutto armonico; niente è casuale nella stesura delle composizioni, tante cose riflettono il periodo che vivevo in quel tempo....grandi città, solitudini, incomprensioni e abbandoni ma anche tanto romanticismo misto ad esperienze decisamente stimolanti
[Sorrentini]: potrei parlare molto della grafica interna e anche di quella foto ma non vorrei monopolizzare questa intervista
[Carnelli]: Graficamente c'è molto Oriente...
[Tagliasacchi]: direi che l'Oriente è un buon esempio con le sue immense megalopoli...
[Sorrentini]: direi di no, se non ad un primo approccio
[Menna]: La cover fa pensare ad un disco di ambient, per certi versi... una sala asettica e la giapponesina in attesa
[Sorrentini]: più o meno è come dice Mirko Tagliasacchi: senza scomodare paragoni illustri, in Blade Runner c'è molto Oriente ma non ce n'è nemmeno un po', se capite cosa intendo dire
[Roversi]: beh nel disco c'è anche dell'ambient, ma ripeto, tutto è stato scelto senza mai pensare "questo è troppo ambient" "quello è troppo prog" etc.; è la copertina giusta per quel disco e il Max Sorentini ha fatto un ottimo lavoro come sempre
[Tagliasacchi]: signori chiedo scusa ma vi devo abbandonare..grazie di tutto vi lascio in compagnia degli altri due ambasciatori...a presto
[Carnelli]: Come avviene la scrittura dei brani? Quando subentra il gruppo?
[Roversi]: l'armonia, le strutture di base ed i testi nascono da me. Successivamente li si ascolta in gruppo e si comincia a parlarne, suonarli e arrangiarli, fino alla stesura finale che avviene in studio con piccoli aggiustamenti. Ognuno è libero di metterci la propria visione musicale senza restrizioni
[Sorrentini]: esattamente
[Menna]: Parlavamo di etichette, di sound che si apre ma il problema è anche quello della distribuzione, il disco deve arrivare nei negozi, questo è il vero problema..o no?
[Roversi]: abbiamo fatto passi in avanti per questo, in primis cambiando etichetta... successivamente firmando un contratto di distribuzione con un ottimo marchio ovvero la Turicaphone che lavora molto bene e in modo professionale. Al momento il disco non è di difficile reperibilità come lo sono stati gli altri e questo per noi sembra il vero inizio dei Moongarden....certo però che son passato già 10 anni
Siamo in cerca di un valido management che possa credere in noi altrimenti le cose non partiranno mai come dovrebbero
[Carnelli]: Qual è il rapporto tra testi e musica? Quale arriva prima?
[Roversi]: sono cose che nascono separate e indipendenti, ad esempio, ho una cartella già piena di testi per il prossimo album e circa 4 pei pronti su cui lavorarealla fine, a pezzo definitivo e pronto, cerco il.testo che mi sembra più adatto lavorando in equipe con Palleschi e Antonio De Sarno.
[Menna]: Qual è il brano che rappresenta il nuovo corso, se così si può definire, dei Moongarden?
[Roversi]: beh, credo che il nuovo corso sia rappresentato dai due nuovi brani che stiamo preparando
e che non sono su Round... in ogni caso se devo proprio fare un nome direi.......che è impossibile
il fatto è che il suono dei Moongarden è quello della title track e pure quello di Lucifero che son cose quasi opposte... credo che il nuovo corso vada ancora più in profondità e ancora di più mixerà le nostre tipiche influenze
[Sorrentini]: credo che brani come Wounded, Killing the angel e by the way siano ottimi biglietti da visita
per il prossimo lavoro... a voi quali brani piacciono di piu?
[Menna]: Wounded che è il brano più - posso dirlo? - prog
[Carnelli]: Vi piacerebbe realizzare un videoclip di uno dei brani, se sì quale?
[Roversi]: sarebbe fantastico! davvero! Penso che killing the angel sia buona per un video breve e incisivo....ma anche Round midnight editata per le tv e le radio
[Sorrentini]: parlo da grafico....e non da musicista....Slow motion è la più "cinematografica", ma anche Wounded e per certi versi, Round midnight
[Menna]: l'altro problema - mi collego a Cris Roversi - è l'essere presenti su tv e radio...
[Roversi]: infatti....credo che per noi l'italia non possa esistere...però un video dei Moongarden su Viva che è l'MTV tedesca ce lo vedrei proprio bene
[Sorrentini]: piove sul bagnato, ahinoi
A cura di
Paolo Carnelli
Gaetano Menna