Enrico Rosa dalla Danimarca: "L'esplosione sotto casa!"

A Kolding, dove risiede, è scoppiata una fabbrica di fuochi d'artificio ad un chilometro da casa sua. Il musicista di Campo di Marte ci racconta la sua (dis)avventura. Per l'esplosione è stato scaraventatoa terra...

&#nbsp;

Testimonianza da Kolding, in Danimarca, di Enrico Rosa il mitico musicista fondatore di Campo di Marte, una delle bande cult dei Settanta.

Il 10 novembre una fabbrica-magazzino,legalissima, di fuochi d’artificio a Kolding è &#nbsp;andata a fuoco e dopo qualche ora è esplosa mandando in fumo 900 tonnellate di esplosivo. Le immagini che abbiamo visto su Internet sono stupefacenti tra fiamme e paradossali fuochi di artificio. A quando si apprende il boato è stato sentito a più di 100 km di distanza e le vibrazioni – similari a quelle di un terremoto – si sono avvertite in un raggio di 10 km.

Ecco la testimonianza del musicista italiano da anni trasferitosi in Danimarca.

&#nbsp;

“Noi – ci dice -&#nbsp; abitiamo in linea d’aria a circa un chilometro proprio davanti sulla collina. Stavo uscendo per andare a prendere Eva (la consorte,ndr) in un’altra cittá dove doveva accudiread un concerto per allievi e grazie a qualche angelo custode mi sono guardato in mano ed avevo 3 guanti due beige ed uno nero quindi ho pensato di rientrare per lasciare quello nero e pochi secondi dopo che sono entrato in casa l’esplosione é avvenuta… sono caduto per terra ed allo stesso tempo la casa si muoveva come in un terremoto… al mio vicino sono partite tutte le finestre ed anche un pó della struttura del tetto a noi per fortuna nessun danno, peró nel raggio più vicino alla fabbrica 50 case sono state incenerite, 150 inagibili, e 350 danneggiate”.

“Grazie all’evacuazione avvenuta tempestivamente all’inizio dell’incendio,

un paio d’ore prima – prosegue la testimonianza di Rosa - non ci sono stati morti nei civili, però è deceduto un pompiere che si è trovato troppo vicino, 17 i feriti sempre nelle squadre di soccorso”.

Meno male che qui in Danimarca si vive prettamente in villette con un ampio

giardino e non in condomini a diversi piani vicinissimi l’uno all’altro,

altrimenti l’evacuazione sarebbe stata quasi impossibile ed i danni ancora più ingenti”.

&#nbsp;

“Comunque non ti nascondo un bel pò di paura… ci sono famiglie che hanno visto sparire tutta la loro storia… a ben rifletterci nei posti dove c’è ancora la guerra tutto ciò accade quotidianamente, più volte al giorno…quindi questo è stato un assaggio, un insegnamento della vita in una parte del mondo dove sembra che tutto vada bene e che niente possa accadere”.

&#nbsp;

“Al momento – conclude Rosa - &#nbsp;polizia e militari stanno ripulendo tutta la zona ed il tutto è illuminato a giorno, anche di notte”

&#nbsp;

Enrico ma come è stato possibile, nella civilissima Danimarca, permettere di impiantare un deposito di fuochi di artificio in una zona abitata…

&#nbsp;

&#nbsp;

Eva ed Enrico Rosa

&#nbsp;

&#nbsp;

&#nbsp;

&#nbsp;

&#nbsp;

&#nbsp;

&#nbsp;

In effetti stanno analizzando giuridicamente il tutto – risponde Rosa - &#nbsp;la fabbrica, che a quanto pare non produceva ma immagazzinava, è stata li dal 1975 dopo essere stata spostata da una zona molto più centrale, ma , io non sapevo della sua esistenza e così anche tutti quelli con i quali ho parlato; alcuni dicono che la notizia non fosse stata data per ragioni di sicurezza; comunque io non capisco perché le persone che hanno comprato case in quella zona negli ultimi anni non fossero stati avvertiti della sua presenza”.

&#nbsp;

&#nbsp;

G.Me.

&#nbsp;

&#nbsp;

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il sabato 13 novembre 2004 in: Zona franca

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento