A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 07/07/2005
Il mitico chitarrista newyorkese e la star moscovita incontrano a Roma i giornalisti negli studi di "Radiorock", per presentare il loro ultimo album "Cosmopolitan life". La rotta tra New York e Mosca passa per l'America Latina e... Portofino
Al Di Meola, compassato, con gli occhiali scuri, mantiene tutto il suo aplomb. Leonid Agutin è in versione più casual, con i capelli raccolti. Seduta tra loro due, la graziosa interprete dello staff dell’agenzia di comunicazione di Daniele Mignardi.
Siamo negli studi romani dell’emittente Radiorock, dove i due musicisti hanno appena terminato il loro intervento live con il dj Margus. Di Meola ed Agutin sono a Roma per alcuni passaggi radio e tv in Rai e Mignardi è riuscito a ritagliare un incontro stampa.
Il sound del loro disco “Cosmopolitan life” (Ole Records, distribuzione Audioglobe), che risuona negli studios radiofonici, è avvolgente. La loro è davvero “cosmopolitan music”, l’incontro magico di una leggenda della chitarra jazz-rock (che ha esordito agli inizi degli anni 70 con Chick Corea ed i Return to Forever) e di un artista sempre più popolare in Russia ma anche all’estero (il moscovita si esibisce spesso, fuori confine, in duo con la moglie Angelika Varum).
“Cosmopolitan life” è un disco intenso, pieno di suoni e di virtuosismi, dove culture e generi musicali disparati e (apparentemente) lontani s’incontrano in un crossover originale. La title track (da cui è stato realizzato anche un coloratissimo video, presente nel cd come “bonus video track”) è trascinante e l’atmosfera surriscaldata…
Il rapporto Usa-Urss, ricorda la guerra fredda del passato, oggi invece si impone per il feeling; «la realizzazione di un disco del genere sarebbe stata impossibile fino a qualche anno fa, il nostro è anche un messaggio di pace», commenta il chitarrista newyorkese. «Il pubblico, di qualsiasi nazionalità, può riconoscersi nelle nostre canzoni», aggiunge Agutin che ha composto tutti i brani.

Foto di
Paolo Ansali
Adriano Mazzoletti – il decano della critica musicale jazz – mostra al chitarrista la lunga lista dei suoi album solisti. Difficile scegliere tra tanta produzione di pregio…
L’incontro “cosmopolita”, tra Usa-Russia, avviene sul campo “neutro” della musica latina. Musica caliente ma senza sbavature, con improvvisazioni guizzanti di Al e con la voce calda di Leonid. Nel disco vi sono cori in portoghese, in russo, in spagnolo. C’è anche un richiamo all’Italia («Adoro il vostro Paese», ci dice Leonid) a cui viene dedicato il brano “Portofino”, e in “Tango” vi sono delle parole in italiano (“primavera”, “stasera”…).
“Tango” riporta alla mente del cronista l’argentino Astor Piazzola, a cui Al dedicò un sentito omaggio discografico: «Diventammo amici a Little Italy, avevamo anche preventivato di realizzare un disco assieme, ma poi le sue condizioni di salute si aggravarono…».
Nei giorni scorsi Al Di Meola ha suonato a Cagliari, con Andrea Parodi (il cantante sardo-ligure dei Tazenda). «Il concerto "Mid Summer Night in Sardinia" andrà giù nella mia memoria per sempre. Era come un sogno! ».
Le suggestioni della Sardegna, l’altra faccia della cosmopolitan music.
Gaetano Menna