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By Rock-progressive di Claudio Costantino
URL: http://guide.dada.net/musica_progressive/interventi/2005/09/226490.shtml

Rock-progressive di Claudio Costantino guida dal 22-05-2003

Pagliuca in trio con i musicisti di Henry Cow e Soft Machine

Intervista a Tony Pagliuca sul re-incontro con David Jackson e sul "bis" con Tolo Marton. E il 22 ottobre a Cremona suonerà in trio con Cuffer (Henry Cow) e Hopper (Soft Machine)

foto intervento

Tony Pagliuca

a Pescara

il 24 agosto 2005

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tony Pagliuca sta vivendo un momento particolarmente intenso con molteplici iniziative nelle direzioni più disparate. Su questa Guida abbiamo parlato a lungo del concerto a Pescara del 24 agosto del tastierista storico de Le Orme con Tolo Marton e con la rilettura di “Smogmagica”, il discusso album ormiano di trent’anni fa.

Il 22 settembre alla bella manifestazione di Lecco promossa dal Biglietto per l’Inferno c’è stato un duetto Jackson (mitico sax dei Van Der Graaf Generator)-Pagliuca.

Il 21 ottobre, nell’ambito del convegno universitario “Composizione e sperimentazione nel rock britannico: 1966-1976” ci sarà un workshop che vedrà sul palco Pagliuca tastiere, in trio con Chris Cutler (Henry Cow) batteria, Hugh Hopper (Soft Machine) basso elettrico…

Per non parlare del ritorno sul palco il 22 ottobre a Lugagnano-Sona (Verona) – presso il Giardino Club -   del Tony Pagliuca Group con Tolo Marton… praticamente un bis del concerto di Pescara con Pagliuca, pianoforte, Tolo Marton,chitarra, Eddy De Fanti,batteria , vibrafono, Nicholas Myall,violino, chitarra ,Marco Trentin,violoncello , basso elettrico, Massimo Bellio,voce.

 

Abbiamo fatto una lunga chiacchierata-intervista con Tony Pagliuca  che ci parla del suo impegno tra il 24 agosto ed il 22 ottobre, due vivaci  mesi prog.

 

Un suggestivo duetto ti ha visto protagonista a Lecco Prog Art Lab con David Jackson. Ci vengono in mente i brividi di Re-Collage…

Il duetto con Jackson era per me un esame importante. Mi ero preparato con puntiglio e nella mezz’ora di prova fatta con Jackson al centro CRAMS ci siamo divertiti molto. Abbiamo suonato con passione Corpus Christi Carol, We go now, Tonewall stand e Them one.

Il titolo della serata era unplugged ed io l’ho presa alla lettera.e ingenuamente sono salito sul palco senza fare il sound check. Ho fatto una fatica enorme poi a trovare il pertugio dove poter far uscire tutto quello che conservavo dentro.Alla fine il pubblico con il suo caldo consenso mi ha fatto capire che per buona parte ci sono riuscito.Sono molto felice per questo.

 

Come hai trovato David...? In fondo non vi vedevate da Re-Collage. E tra Re-Collage e Lecco c’è stata l'esperienza dei ricostituiti VDGG...

Davide è sempre straordinario ed è una grande fortuna suonare con lui. Durante le prove mi sono trovato perfettamente in sintonia. Poi abbiamo avuto anche l’occasione per stare un po’ insieme. Avevamo a disposizione anche una brava traduttrice che ci ha aiutato ad approfondire la nostra conoscenza . Penso proprio che la musica non sia finita…

 

C'è anche un'altra bella iniziativa che ti riguarda a Cremona... un wokshop, nell'ambito di un consesso di studi sul pop inglese, con musicisti inglesi di alto livello. Ce ne vuoi parlare?

Indubbiamente quello che sto attraversando è un momento di grande eccitazione, Chris Cutler e Hugh Hopper  li ho conosciuti attraverso i dischi, fanno una musica molto interessante e sarà un vero piacere lavorare con loro. Siamo stati invitati al convegno a cura della Facoltà di Musicologia dell’Università di Cremona  che si svolgerà dal 20 al 22 ottobre 2005.L’argomento è la composizione e sperimentazione nel rock britannico dal 1966 al 1976.Come italiano mi sento di far parte degli uditori perché i veri protagonisti di quel periodo sono i musicisti inglesi.

Noi  italiani abbiamo fatto tesoro del loro insegnamento e abbiamo , tra le altre cose,  introdotto con successo nelle nostre melodie le loro innovazioni. E’ nata una sintonia che ha sviluppato un processo di rinnovamento e di scambio che non trova uguali in altri paesi. Non è un caso che sia stato proprio il pubblico italiano il primo in Europa ad accogliere con interesse la musica progressiva inglese. A volte per alcuni  gruppi d’avanguardia la platea italiana serve come un vero e proprio banco di prova. C’è una grande affinità che unisce questi due paesi che hanno avuto nel corso della storia diversi punti di contatto per cui trovo molto interessante oggi riscoprirli  insieme.


A breve in palcoscenico ritorna la band che ha suonato a Pescara e l'accoppiata Pagliuca-Marton... riproporrete il concerto così come lo avete fatto a Pescara?

Il secondo concerto con la mia nuova Band si farà nel veronese. In un locale dove Tolo ha già suonato altre volte. E’ un club il cui proprietario è un fan delle Orme   che, saputo della nostra nuova proposta, ci ha subito invitati.  Questo concerto sarà la continuazione del concerto di Pescara,  però chi mi conosce da tanto tempo sa che se anche suonassimo il concerto integrale di Pescara  non sarà mai una sua fedele ripetizione.

 

 

Tolo Marton a Pescara

il 24 agosto 2005

 

 

 

 

 

 

Perché questo incontro con Tolo Marton? La “storia” (la "leggenda"…) dice che tale incontro fu elemento di “disiquilibrio” nelle Orme… In realtà a volere Marton in formazione fosti proprio tu…

L’inserimento di una nuova persona in un gruppo già consolidato crea per forza di cose un cambiamento. Tolo aveva il talento del grande musicista, era il più bravo chitarrista della nostra zona... io lo proposi in un momento molto delicato .Dopo Contrappunti, con GianPiero Reverberi “allo scoperto” , tutti erano un po’ preoccupati per il leggero calo delle vendite. Da parte del gruppo non era stata proposta altra alternativa se non quella di ritornare alla vecchia formazione a tre. Avvertii subito che il ritorno a “tre”, oltre che a sembrare un passo indietro, avrebbe potuto mettere dei dubbi sul lavoro del nostro produttore. Ci voleva in quel momento una idea che risolvesse tutti i problemi…La scelta di Tolo fu geniale anche per questo motivo.

 

Dopo Contrappunti con GianPiero Riverberi  "allo scoperto" ... mi spieghi perché allo scoperto?

In Contrappunti il contributo di Reverberi veniva completamente riconosciuto, lui era diventato a tutti gli effetti il quarto Orme... perciò ritornare in tre dopo la leggera flessione poteva significare che la colpa era di Reverberi.

 

E'  vero o no che la gente crede che Tolo fu estromesso perché  ti metteva in ombra. Cioé questa cosa si è detta all'epoca o me la sono sognata?

 Ma questa cosa non è vera perché tutti i musicisti che hanno suonato con me sanno che non ci sono mai stati con me problemi di ombre o luci...  c’è sempre spazio e libertà a tutti perché non conosco altri metodi per ottenere il meglio dalle persone con cui collabori. Tolo non venne in tour per motivi personali che hanno poco a che fare con la musica.

 

A Pescara il gioco di incastri, i duetti tra chitarra ed hammond hanno fatto capire cosa avevi in mente per Le Orme del 1975…

Nel 1975 avevo in mente  sì di fare un ulteriore passo in avanti verso la grande musica. Se tutti avessero capito e accolto Tolo come meritava il risultato sarebbe stato di gran lunga migliore. L'album  Smogmagica è stato danneggiato dalla poca fiducia in Tolo e dalla assurda idea che si doveva partire da Mestre a Los  Angeles con le canzoni già fatte. E pensare che la casa discografica ci aveva offerto di entrare nei migliori studi di registrazione del mondo, di vivere tutto spesato in una bellissima villa sulle colline di Hollywood,  per un mese intero per le prove - lo stesso tempo di gestazione di  Collage - e il nostro cuoco personale ecc.ecc.

 

"Smogmagica”, secondo te, è un album da rivalutare?

 Ormai quello che è fatto è fatto, è molto più interessante suonarlo ora e farne una nuova versione live.

 

 

Nicholas Myall, violino e Marco Trentin,violoncello

 

 

Nel concerto hai inserito una versione in chiave acustica-classica di “Felona”, che è stata “riveduta e corretta”, come hai detto dal palco. Dunque hai continuato a lavorare sulla musica di  “Felona”…

Felona e Sorona è un’opera discografica del 1973 e risuonarla oggi come allora non mi soddisfa più. Lo rifarei solamente per un concerto filologico usando però gli stessi strumenti elettronici di allora. Continuiamo a lavorare su Felona e Sorona riprendendo il bellissimo lavoro dei nuovi arrangiamenti appena iniziato nel 1980 e subito interrotto. La suite si presta bene alla esecuzione acustica e se durante le prove con il nuovo gruppo ci vengono delle buone idee per impreziosire la musica non vedo il motivo per non farlo.

 

Parli al plurale, intendi dire che la fase creativa è con tutto il gruppo?

 Cerco sempre il meglio nella musica e non finirei mai di modellare l’opera, non sempre è un vantaggio, per questo credo molto nel lavoro di gruppo, soprattutto quando trovo colleghi capaci e stimolanti come gli attuali della band...

 

A Pescara, per la prima volta, ti sei presentato sul palco con un gruppo tutto tuo, dopo varie esperienze e collaborazioni. L’avere nel tuo ensemble dei valenti pluristrumentisti de La Fenice ti spingerà a continuare a lavorare ad un progetto che unisce il rock alla musica classica?

Questa band è il mio gruppo ideale perché è formato da persone che vengono da diverse esperienze. Lo sviluppo che avrà la nostra musica non lo so nemmeno io, riguardo a progetti o strade da percorrere...sento però che c’è davanti a noi una lunga e grande strada vuota, dobbiamo solo procurarci dei buoni freni.

 

La "Felona" di Pescara ci ha riportato alle atmosfere di "Florian", “Piccola Rapsodia”... altra svolta da te ricercata all'epoca, altra strada imboccata da Le Orme in un momento particolare.

La piccola suite "Felona Sorona" ci riporta volutamente all'ultimo periodo delle Orme, quello che, personalmente, considero il più interessante. Ho voluto riprendere il mio  percorso musicale  proprio da dove è stato interrotto.E' stato Pas Scarpato  a svegliarmi, regalandomi un bootleg delle Orme 1980...  ho risentito le registrazioni sconvolgenti del periodo con Germano Serafin e sono rimasto ancora una volta attorciliato. Avevo rimosso quelle sonorità, quelle esperienze…Ho fatto sentire a degli amici le incredibili esibizioni dal vivo e tutti hanno detto che è stato un vero peccato abbandonare una strada così promettente e affascinante. Gli stessi musicisti che ora suonano con me hanno riconosciuto il grande lavoro svolto.

 

Tra le novità del concerto di Pescara c’è anche una sottolineatura sul “dopo-Orme” con l’esecuzione di “Io Chiedo”, una preghiera in note, un ammonimento per pianoforte e voce… C’è anche la strada della canzone d’autore, penso al brano eseguito ma anche a “Pace a Milano”, “La  lista della spesa”…

Nel futuro è previsto un graduale inserimento di canzoni nuove e anche di nuovi brani strumentali.

 

E non va dimenticata la collaborazione con il poeta Elio Pecora… insomma ci sono molte strade imboccate contemporaneamente. Non pensi che ci sia il rischio di disorientare i fans, soprattutto quelli che hanno un’immagine di Pagliuca molto legata alle prime Orme (per intenderci Collage, Uomo di pezza, Felona e Sorona…).

Sto lavorando in varie direzioni perché ora  i tempi me lo impongono, spero di non disorientare nessuno anche perché io confido nel vecchio proverbio che dice tutte le strade portano a Roma.

 

Il concerto di Pescara è stato videoregistrato da una troupe… è presto per ipotizzare un dvd?

No. Se siamo fortunati lo faremo uscire quanto prima.

 

Nel tuo diario agostano per SuperEva Progressive hai scritto -  alla vigilia, del concerto - di aver toccato l’apice… lo confermi nel dopo-concerto di Pescara?

No, l’apice è stato superato dal concerto però ….se oggi fosse l’ultimo giorno direi che il concerto è stato il mio apice. Ma domani… è un altro giorno.

 

a cura di Gaetano Menna