A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 11/10/2005
Nella nuova pellicola diretta da Battiato ci sono, tra gli altri, Claudio Rocchi, ma anche Juri Camisasca ed Arturo Stàlteri. Il film è un omaggio agli ultimi due anni di Beethoven, visti da una prospettiva insolita
Nella foto
Claudio Rocchi
con Franco Battiato
Musikanten
regia di Franco Battiato
con Alejandro Jodorowsky, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Chiara Conti, Michela Cescon
La vita di Beethoven per un cinema sinfonico
Si intitola "Musikanten", il nuovo film diretto da Franco Battiato.
Il film mette in scena gli ultimi due anni della vita del compositore Ludwig van Beethoven (Alejandro Jodorowsky), visti da una prospettiva insolita. Nel 2005, una sceneggiatrice televisiva (Sonia Bergamasco) vive un'esistenza schiva e povera di rapporti interpersonali. Si concentra soltanto sul suo lavoro e ha un'unica grande passione, l'opera del celebre compositore tedesco. Ossessionata da Beethoven, dalla sua figura, dal suo genio, ne ascolta ripetutamente la musica fino al giorno in cui, per un processo ipnotico, si ritrova a vivere nella sua stessa epoca, precisamente nel 1826, nei panni del principe Lichnowsky.
La pellicola inizia con l’immagine di un ensemble che esegue musica antica per un programma televisivo (di successo), chiamato Musikanten, curato dai due protagonisti...
Nel cast sono presenti, oltre a Alejandro Jodorowsky (regista, scrittore, autore teatrale e sceneggiatore di origine cilena), Fabrizio Gifuni, che veste i panni di Nicola, un amico di Beethoven, Chiara Muti (figlia del celebre direttore d’orchestra), Chiara Conti, Michela Cescon e Lucia Sardo (presente anche in PerdutoAmore).
In evidenza la partecipazione pure di alcuni musicisti in veste di attori, come il cantautore Juri Camisasca nel ruolo di Jan Palestein. C'è anche il pianista e compositore romano Arturo Stàlteri che interpreta la parte di un amico-ammiratore di Ludwig van Beethoven.
Di rilievo, nel finale, anche la presenza del cantautore Claudio Rocchi. Ci racconta lui stesso la parte che recita: "Interpreto me stesso: nell'epilogo, quando la protagonista femminile (Sonia Bergamasco) rientra da una regressione ipnotica che l'aveva portata negli ultimi anni della vita di Beethoven (Alejandro Jodorowsky),scopre, ancora frastornata, da un notiziario televisivo colto al volo in un pub dal satellite, che in Europa c'è stato un'importante trasformazione politica.Da questo spunto io commento, lasciando il bicchiere, introducendo la provvisorietà degli eventi e le dinamiche dell'ego nelle sue "protezioni" da far "deflaglare". Puro delirio di filosofia del profondo. La mia sequenza è stata girata in Sangallo (Svizzera tedesca)".
Nel film a c'è pure la moglie di Rocchi, Rita Fiorentino. Il suo un cameo in costume fine Ottocento viennese.
Franco Battiato nasce a Jonia (Catania) il 23 marzo 1945. Compositore forbito, cantautore-filosofo, nobile ma mai snob, Franco Battiato ha saputo coniugare l'anima piu' avanguardistica e quella piu' popolare della musica italiana. Dall'esordio sperimentale alle prime incisioni di musica leggera, dall'elettronica all'avanguardia fino alla musica operistica e sacra, tutto questo è riassumibile nella carriera di uno dei musicisti italiani più particolari ed eclettici. Dopo la musica leggera e l'opera lirica, approda al cinema curando la colonna sonora del film Benvenuto Cellini - Una vita scellerata (1990) diretto da Giacomo Battiato , mentre nel 1993 è autore delle musiche del film Il giorno di San Sebastiano di Pasquale Scimeca. Nel 2003 debutta nella regia cinematografica con PerdutoAmore fantasticheria autobiografica ambientata tra gli anni '50 e '60, con un'ammaliante colonna sonora di brani d'epoca, con la quale vince il Nastro d'argento 2004 come miglior regista emergente.