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Interviste e interventi

Vincenzo Spampinato: "E' ancora sera"

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 04/03/2006

Paolo Ansali intervista - in occasione del suo concerto romano a The Place - il noto cantautore catanese che ha appena pubblicato Ri-Vintage (Lengi), definita una "Analogicantologia", dove propone i momenti migliori della sua carriera a partire dal debutto di E' sera, seconda al Festivalbar del 1978, fino ai recenti brani scritti per l'opera La roccia. Anticipiamo in anteprima alcuni passi dell'intervista che verrà pubblicata su "Musica.it", il nuovo allegato di musica italiana della rivista "Musikbox"

foto intervento

A volte basta una semplice compilation perchè un musicista ritorni sulle scene sotto l'attenzione dei media. E' il caso di Vincenzo Spampinato. Il noto cantautore catanese ha appena pubblicato Ri-Vintage (Lengi), definita una "Analogicantologia", dove propone i momenti migliori della sua carriera a partire dal debutto
di E' sera, seconda al Festivalbar del 1978,  fino ai recenti brani scritti per l'opera La roccia, E' un piacere riscoprire belle e accattivanti canzoni come Apri gli occhi Valentina, Scrivi, Il volo del cigno e Nevica d'estate. Un vero autore di razza che alla fine degli anni ottanta ha scelto strade più personali e meno legate a logiche commerciali. Spampinato è arrivato a  Roma per un'intensa trasferta con interviste varie e il concerto al club The Place, un gradevole show acustico accompagnato dal tastierista Gianni Ferretti.
Ha eseguito tra gli altri  la scanzonata " L"scritta nel 1980, una filastrocca in rima baciata che nasconde tra le righe frecciate ancora attuali ("C'è chi dice che faranno il ponte sullo stretto/se la mafia approverà il progetto..") Da buon siciliano s'è rivelato intrattenitore ironico e colto, si occupa anche di teatro e filosofia, e nel suo eclettico curriculum vanta l'inno della Regione Sicilia Madreterra

Lo abbiamo incontrato per una breve intervista "antologica" che verrà pubblicata su Musica.it, nuovo allegato di musica italiana di Musikbox.

 

Con Ri-Vintage festeggi la tua carrierra ormai trentennale, iniziata nel pieno degli anni 70.
Ho cominciato come chitarrista imberbe nel gruppo dei Rovers con mio fratello maggiore Pippo, che oggi è
il mio manager e cura la Lengi Music. Con loro partecipai appena sedicenne al mitico Festival Pop di Palermo del 1970, una Woodstock siciliana che molti ricordano per la presenza di Arthur Brown che si denudò. La mia carriera da cantautore vera e propria inizia più tardi, nel 1975 quando sono approdato alla neonata Wea. Dopo la firma del contratto tre anni dopo ho partecipato al FestivalBar con E' sera che arrivò seconda ottenendo ottimi risultati di critica e di pubblico, una canzone che mi ha portato subito fortuna. Come vedi sono trent'anni esatti di musica .

 

In quel periodo hai fatto parte del tour "Primo concerto" che ti vedeva accanto a Vasco Rossi e Alberto Fortis ancora alle prime armi.
Esatto, ti devo dire che il tour di "Primo concerto" è' uno dei ricordi che conservo con più affetto. Gli spettacoli vedevano esibirsi me e poi Vasco, Marco Ferradini, Alberto Fortis e Renzo Zenobi, andavamo in giro per le discoteche dell'epoca. L'accoglienza in quelle sere era altalenante perchè ancora sconosciuti al pubblico e poco esperti sul palco. Fu una cosa organizzata da Bibi Ballandi, noto impresario di Celentano.

 

Con Ri-vintage sei tornato indietro nel passato ma hai inserito anche tre brani nuovi, come mai?
Nella mia carriera non ho fatto molte compilation perchè mi piace guardare avanti e produrre cose nuove e interessanti. Ho fatto uno strappo alla regola proprio con Ri-Vintage, una sorta di Helzappopin delle mie canzoni dove ho voluto mantenere il tipico suono valvolare. Ad esempio Innamorati di me è presa dalla versione in vinile con tanto di leggeri scrocchi. Per questo il sottotitolo "Analogicantologia".

 

L'antologia prende in esame la prima parte della tua carriera ma poi hai realizzato album più complessi e affascinanti come Antico suono degli dei e L'amore nuovo.
Dopo la Wea con il passaggio alla DDD è iniziato un periodo di notevole crescita perchè avevo il pieno controllo artistico delle mie opere e la responsabilità personale su ciò che realizzavo. C'è' stato uno stacco netto dal passato a partire da Dolce amnesia dell'elefante a cui sono seguiti dischi importanti come Antico suono degli dei e L'amore nuovo che ha vinto il Premio Tenco nel 92 come miglior album.

 

Proprio su L'amore nuovo troviamo due importanti collaborazioni con Franco Battiato e Lucio Dalla.
Con Franco ci conosciamo da una vita e in quel periodo mi chiamò perchè voleva inserire una parte di violino, lo strumento che stava studiando, ma poi lo convinsi a duettare. Nel disco c'e anche Lucio Dalla nella canzone Bella e il mare. Ascoltando il brano mi disse "Io sarò il mare!". Per lui bolognese innamorato  della Sicilia è stato un piacere partecipare.

 

Parliamo ora de La Roccia, un nuovo spettacolo che porterai in scena al Teatro Greco di Roma.
E' una scommessa nata mentre un giorno guardavo una pietra mossa dalla risacca marina e mi sono chesto:  chi l'ha detto che le pietre non hanno un'anima? Ho cominciato a immaginare un viaggio introspettivo della roccia, un concept legato al ritorno alla natura e al prezioso ecosistema. A mio avviso siamo stati un po troppo "illuministi" in questi ultimi anni, dimenticando ciò che ci circonda. La roccia oltre alle mie musiche ha il testo di Leonardo Nicolosi, che ha già collaborato con me in altri progetti, e unirà anche danza e recitazione. Ci sarà infatti la partecipazione straordinaria di Maria Rosaria Omaggio e Oriella Doriella .

 

a cura di Paolo Ansali

(editore di Musikbox)

 

 

 

 

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