A cura di Claudio Costantino
Pubblicato il 28/03/2006
"E' venuto il momento - ci dice il chitarrista che festeggia i 30 anni di attività - di abbandonare il consueto sito con il solito menù, quindi la biografia, poi le foto, i concerti, ecc. Ora bisogna produrre uno spettacolo vero e proprio, fatto di video, di brani inediti e di altre iniziative assai particolari". Nasce così il sito dei 'webconcerti'
Riccardo Zappa, un grande cultore della chitarra a 12 corde, 18 album all'attivo, grandi collaborazioni. Sperimentatore puro, festeggia i 30 anni di attività con una nuova iniziativa Internet: un sito per webconcerti. L'operazione sta nascendo, il sito è ancora in costruzione, ma ci si può già registrare, per scoprire pian piano il magico mondo della chitarra di Riccardo Zappa.
Di seguito l'intervista con il chitarrista
Quest'anno festeggi i 30 anni di attività. E dovrebbe essere imminente un nuovo disco. Se non erro il diciannovesimo... Leggevo in una tua intervista che sono pronti una decina di nuovi brani ritmici...
In effetti ho trascorso un periodo assai produttivo. Ho già registrato quattro brani dei quali sono molto soddisfatto.
Ma, al di là dei brani registrati , il disco ha già la sua ossatura?
Si, perché ne ho già fatta la pre/produzione e ciò significa aver abbastanza chiaro quello che dovrà contenere. Saranno brani assai evocanti e visionari, alcuni solo chitarristici ed altri contraddistinti da una ritmica sostenuta. A meno di particolari necessità che si presentassero durante la lavorazione, credo che suonerò anche basso e percussioni.
Pensa anche io, festeggio i 30 anni di attività giornalistica. Ho cominciato la gavetta giornalistica nel 76... Il mio primo articolo si intitolava "No mandolino", una sorta di rimozione di una cultura napoletana che credevo non mi rispecchiasse e con cui poi ho fatto la pace...
Si può dire che sei stato preveggente: il mandolino, difatti, è sparito completamente dalla nostra cultura musicale!
Il mandolino era visto come un simbolo di una cultura, uno stereotipo (pizza,mandolino, tarantella), mentre i giovani avevano voglia di entrare nel “Ventre di Napoli” per citare Matilde Serao. Altri ritmi, un altro volto. Ma poi anche io ho compreso che le radici sono radici...
Certo, anch’io avevo compreso che bene avrei fatto a conservare il bagaglio maturato durante gli studi classici per applicarlo tuttavia ad una sonorità che suonasse innovativa.
E assistevo in quegli anni, a Napoli, alle infuocate jam all'Hardrock a cui partecipava Rino Zurzolo con cui hai grande feeling...
Anch’io conservo splendidi ricordi della Napoli di quel periodo; in particolare un concerto che tenni al Palatenda Partenope.
Con chi suonasti? Che anno era?
Era il 1978 e tenni un concerto solistico supportato da alcune basi pre-registrate.
Suonerai in trio con Zurzolo e Calloni?
Nei concerti, a Lurago Marinone, il 6 marzo, ed a Corsico (MI) il 16 ho suonato come solista. L’attività in trio riprenderà nel periodo estivo.
30 anni di attività, 18 album all'attivo, collaborazioni con grandi artisti e soprattutto grande espressività artistica. Sei, senza ombra di dubbio il Maestro con la M maiuscola della chitarra a 12 corde... perché la scelta di questa particolare chitarra....
Perché ancor oggi è in grado di produrre piacevoli sorprese, la qual cosa è basilare per un autore.
Partiamo dalle origini, da quel primo album con Vince Tempera e Julius.... che pubblicato da una piccola etichetta indipendente, arrivò in testa alla hit. Celestion è una specie di Davide contro Golia... Era il 1977 e già sperimentavi l'home recording... pazzesco.
Sì, Celestion fu un album assai innovativo per l’epoca. Allo stesso modo, oggi, mi occupo di produrre alcuni video realizzati sfruttando al massimo le tecnologie “povere” , perché m’appassiona comprendere alla base i meccanismi che portano a determinati risultati.
Sei anche regista? Che raccontano i tuoi video?
Si, la regia mi affascina molto, perché vedo applicati i miei studi sull’immagine. Il primo video che ho realizzato è naturalmente assai semplice: ritrae le mie mani mentre suonano un brano virtuosistico. Tuttavia c’è uno studio sulle luci e sulle inquadrature che reputo interessante. Il secondo video, che è in lavorazione in questi giorni, è più complesso e richiede un montaggio lungo ed accurato. Ho ripreso, dalla mia mansarda al nono piano, tutta l’alba ed il traffico crescente sotto casa, il primo tram della mattina, l’avvio dei lavori di scavo in un cantiere, eccetera. Il tutto in una giornata bellissima, perché si vede nascere un sole rosso in mezzo a nuvole di smog e più sotto la città innevata. Ad un certo punto, la telecamera entra in casa dove cerco di rappresentare il mio mondo, i ricordi d’infanzia che si mescolano alla musica tramite immagini oniriche.
A te è sempre piaciuto sperimentare, precorrere i tempi. Come allora, così oggi che presti grande attenzione all'informatica, a Internet. Nasce così il sito dedicato ai webconcerti... ce ne vuoi parlare?
www.riccardozappawebconcert.com – di cui è webmaster Massimiliano Mureddu - nasce dalla constatazione che è venuto il momento di abbandonare il consueto sito con il solito menù, quindi la biografia, poi le foto, i concerti, ecc. Ora bisogna produrre uno spettacolo vero e proprio, fatto di video, di brani inediti e di altre iniziative assai particolari, che costituiranno la sorpresa di questo progetto. L’inaugurazione è prevista a breve.
Che videoconcerti proporrai? E che tipo di sollecitazioni farai al web-pubblico?
Ci sarà una parte dedicata a filmati inediti ed un’altra dove saranno raccolti alcuni concerti del passato, magari ripresi con una telecamera fissa, ma densi di feeling. Un’ altra idea potrebbe derivare da un’esperienza già felicemente collaudata quando un mio estimatore mi mandò un mp3 di una sua composizione. Bene: gli rispedii il brano con aggiunta la mia chitarra che duettava con la sua.
Ed a proposito di esperimenti, è molto interessante quello da cui è nato il tuo ultimo disco "Coautore"... note dall' webspazio...Da quell'esperimento con gli internauti è poi nato il disco...
Il Coautore… ed altre Rarità è frutto di un esperimento che ho proposto su riccardozappa.it: ho chiesto ai visitatori di indicare su una tastiera di chitarra virtuale quale nota preferissero. La sequenza casuale ottenuta, incredibilmente, ha portato ad uno splendido brano udibile sia sul sito, sia sul CD omonimo.
E ancor prima un cd-rom... su suoni e percezioni e collegamento all'arte pittorica...
Credo che ogni album, a maggior ragione se di tendenza, debba contenere un riferimento che travalichi la consueta raccolta di brani sparsi. Collegare visualmente i miei brani ai capolavori immortali dei nostri grandi Artisti del ‘400 m’è sembrato molto stimolante.
Dei tanti dischi realizzati due mi hanno colpito in particolare "Minuti" del 1985, 50% rock progressive e 50% musica classica. E l'altro di 12 anni dopo dedicato interamente a Bach...
Quest’ultimo piace particolarmente anche a me perché, al di là dell’interpretazione, ottenni un suono chitarristico straordinario che non ho più ritrovato. L’attuale sistema di registrazione digitale, infatti, pone grandi vantaggi, ma spesso fa rimpiangere non poco il vecchio nastro magnetico che restituiva un tocco musicale ben più evocante.
E di “Minuti” che ci dici?
Quest’album mi riporta ad un periodo straordinario, dove nella mia Camera Incantata Studio si alternavano musicisti di ogni tendenza. In quel periodo era ancora possibile prevedere che a fronte di un investimento di natura economica corrispondesse un prodotto artisticamente valido ed in grado d’essere degnamente distribuito ed apprezzato. Tutto ciò ora non ha più consistenza.
E tra le tante collaborazioni, va segnalata quella con Santo (del duo Santo& Johnny). Come è nato Santo &Zappa?
Semplicemente perché Santo s’era separato artisticamente dal fratello e cercava un sostituto che fosse in grado di proporre qualcosa di nuovo. Facemmo un cover/album di tutto rispetto, credo.
Pescando nel "cofanetto" dei tuoi dischi - perché va segnalato ai lettori che c'è un intero scrigno dei tesori con tutta la tua produzione discografica - troviamo "Definire significa limitare" (1996)... un tuffo nella cultura Zen...
Non credo si possa praticare il mestiere di autore ignorando quell’altra parte, orientale, della cultura musicale. Definire significa limitare è una poesia che porta con sé, in tre parole, la risposta a tante scelte che, quotidianamente, occorre affrontare.
Tra le tante collaborazioni (115 concerti con Eros Ramazzotti!) ci colpisce quella del live di Mia Martini. Che ricordo hai della cantante?
La ricordo come una persona molto sensibile, dolce, e chiusa in sé.
Trent'anni dopo il leone con la chitarra - il tuo marchio di fabbrica -ancora "ruggisce". Cosa ti aspetti dalla musica, dal futuro?
Il lato interessante di questo mestiere sta nel fatto che da un momento all’altro può succedere qualcosa di sorprendente al quale neppure avevi pensato. Sono i momenti magici, che nascono quando gli altri pensano a te come colui che può produrre qualcosa di positivo nei loro progetti, per ciò che hai costruito. Così vieni richiesto per un concerto importante, per una collaborazione fuori dagli schemi, eccetera. Va detto che della Milano che trent’anni fa s’era imposta come il ricettacolo della musica nuova, ben poco è rimasto, ahinoi.
E oggi qual è il tuo rapporto con la città?
Milano funziona egregiamente per alcuni servizi che altrove, in Italia, neppure si sognano. Per contro assistiamo ad una città nella quale il massimo dell’incontro con gli altri consiste nell’aperitivo con sottofondo di musica. Sono spariti gran parte dei ritrovi dove poter ascoltare musica dal vivo, la quale avviene ormai solo nei palasport o nelle rassegne estive del Comune che hanno, a mio avviso, una programmazione penosa. La scorsa estate venivano diffusi i successi del momento presso una spiaggia artificiale piazzata sotto l’Arco della Pace, dopo di che, a sera, avveniva una serie di cupi concerti & discoteca nel fossato che circonda il Castello Sforzesco, noto sito di atavici scontri fra gatti & topi.
Da Milano a Roma... sono annunciati una serie di concerti romani a The Place (della serie Place Family), credo a candenza mensile. Tra l'altro nello stesso locale ci saranno anche concerti di Vince Tempera, con cui hai collaborato in Celestion... Cosa puoi anticiparci su questi appuntamenti?
Il The Place di Roma è uno dei migliori locali italiani, ed è naturale che vi si svolgano appuntamenti molto interessanti. Al momento sono in attesa della definizione di una data, che comunicheremo tempestivamente ai lettori.
Da ultimo ritorniamo all’inaugurazione del sito. Cosa proporrai alla partenza?
Ci sarà una home page costituita da un video che fungerà da punto d’incontro, per il resto preferisco non anticipare nulla, altrimenti che sorprese potrebbero esserci? Diciamo che l’intento principale è quello di mettere in campo musica ed immagini di grande spessore artistico, in ciò aiutato da quanti , fra i miei visitatori, desidereranno collaborarvi.
a cura di Gaetano Menna