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Helèna Biagioni: la voce dei Malaavia

A cura di Claudio Costantino

Pubblicato il 05/04/2006

Intervista alla vocalist arruolata nella Carovana Eterea Malaavia. L'abbiamo già ascoltata ne La Torre dell'Alchimista

foto intervento

Proseguiamo la scoperta della Carovana che si accinge a pubblicare "Vibrazioni liquide". Dopo l'intervista a Pas Scarpato (il carovaniere per eccellenza), è la volta di Helèna Biagioni. La vocalist dei nuovi Malaavia l'abbiamo già  ascoltata con La Torre dell’Alchimista. E con quella prog band  ha partecipato anche al Nearfest in Usa... 

 

Sei figlia d’arte… il papà che suonava nei Bisonti, un nome cult del beat anni ’60, con un brano particolare come Crudele (a proposito, papà ha inciso questo pezzo?). Che ne pensa tuo papà di questa musica che scorre anche nelle tue vene?

Crudele è successiva alla sua presenza nei Bisonti, lui ha inciso solo 2 singoli. Mio papà mi ha iniziato alla musica a prescindere dalle sue origini beat: mi ha seguito sempre negli esercizi di pianoforte assecondando la mia passione, infatti lui non ritiene di essere artefice di questo amore. Lui non mi ha mai parlato in modo approfondito dei Bisonti, credo che per lui sia una fase superata, anche perché la band cercava un chitarrista e lui è stato arruolato.

 

Con la Torre Dell’Alchimista sei stata al NEARfest in USA. Un’esperienza eccezionale, credo, per la band e te. Gruppi affermati come Arti & Mestieri, PFM, le Orme hanno suonato successivamente all’importante festival statunitense. Come ricordi quell’esperienza, testimoniata recentemente da un interessante album?

E’ stata una fortuna, una coincidenza-non coincidenza l’incontro con Michele Mutti: egli mi ha iniziato al progressive-rock, l’unico genere che mi appassiona perché unisce le mie varie esperienze (musica classica, jazz, tematiche importanti) e va al di là della canzone. Ci legava una sensibilità affine, per questo Michele mi volle subito nel suo gruppo, anche se per un piccolo ruolo. Questa conoscenza è capitata come il concerto negli USA: grande energia sul palco ma avevo un ruolo marginale nella band (è per questo che alla fine ho lasciato il gruppo), in ogni caso è stata una vera fortuna. Perché grazie a Michele ho conosciuto Pas e i Malaavia, nei quali ho un ruolo più centrale, anche per tematiche che sento molto. L’incontro con Pas è accaduto proprio quando cercavo un gruppo come i Malaavia, da più di un anno da quando lasciai la Torre: questo gruppo mi piace tuttora, l’ascolto sempre e ho ancora un rapporto privilegiato con loro, però con CEM posso esprimere alla perfezione ciò che sento.

 

Il sound Malaavia calza a pennello alla tua voce (non è una domanda ma un’affermazione avendoti ascoltata in concerto con la band).

Ti ringrazio, anche se dal mio punto di vista (che è sempre molto critico!) riconosco che la voce di Solimena (più cristallina e più acuta della mia, lei è un soprano) era diversa, la mia voce di contralto calza meglio per la nuova produzione, più adatta a me.

 

Parliamo infine di Ensemble Partenope: cosa significa per te la musica napoletana?

Non amo solo quella napoletana ma tutta quella mediterranea (ad esempio la musica etnica calabrese di Mattanza e Arlesiana Ensemble), è un amore per la mediterraneità, anche se Napoli mi ha colpito subito, è una delle città più belle che abbia mai visto. Il mio amore è anche linguistico, per la cultura mediterranea; amo la musica napoletana più antica, infatti adoro più le villanelle che le romanze dell’800, oppure la cultura barocca, che amo molto nella canzone napoletana.

 

a cura di Gaetano Menna

 

(Continua)

 

Carovana Eterea Malaavia

1 Pas Scarpato

http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2006/04/250813.shtml

2 Helèna Biagioni

 

 

 

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