Vinicio Capossela: ouverture di parole

Il suo libro per Feltrinelli, "Non si muore tutte le mattine", è un romanzo da navigare con le più disparate rotte. Segna una discesa, una caduta. All’inferno, nelle incertezze, lungo strade deufradate di vita.

NON SI MUORE TUTTE LE MATTINE

di Vinicio Capossela

Universale Economica Feltrinelli, www.feltrinelli.it

pagg.335, € 8,00

In epoche in cui, giustamente, si elogia la “qualità” (e i dischi di Capossela solo un esempio di musica di qualità) in questo libro che si apre con una “ouverture” di parole, si fa controcorrente l’elogio della quantità. Forse bisogno autobiografico, forse bisogno collettivo: siamo rimasti solo voce. Non abbiamo più peso, né corpo, né vita, siamo soltanto voce. La voce che si spande nei canali della quantità. E allora la voce vuole essere altro, vuole essere un libro (che è “corpo di parole”, no?). Quantità come corporeità, come bisogno di esprimersi in modo multivalente. Non solo voce.

Vinicio Capossela è un grande cantautore (di recente è uscito il suo sesto album di studio, “Ovunque proteggi” , Atlantic /Warner Music) e un magnifico “cantastorie”, che è stato sempre affascinato dalla letteratura. Questo libro - pubblicato nel 2004 ed ora uscito in edizione economica - è un romanzo da navigare con le più disparate rotte. Si procede per rotte, capitolazioni, gironi, spurghi e serenate. Assediati, sotto basse luci allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura, cappellerie a cavallo, costruttori, guastatori, farneticatori, rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori tv, le balene Franche, l’Animale del Chiavicone, le macerie di Sarajevo, Stanbul, la piana ipermercata, l’ospitalità tangenziata, i doppi vetri dei motel, l’amicizia virile, la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l’onore, l’orrore, la lealtà, un vestito leggero a ciliegie rosse, Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Jeff Buckley, Glenn Gould, Napoleone. “Non si muore tutte le mattine” è un’opera sull’ambizione, l’impresa, la resa e la grazia.

Segna una discesa, una caduta. All’inferno, nelle incertezze, lungo strade deufradate di vita.

Non a caso il libro propone subito la capitolazione di Napoleone Bonaparte – con la sua Beresina, con la sua Waterloo – quasi a siglare, con una visione impigliata nelle maglie della storia, il senso della caduta.

Gaetano Menna

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Pubblicato il martedì 18 aprile 2006 in: Libri: musica da leggere

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